Paola Marella: «Lo spazio per lavorare in casa in futuro sarà molto importante»

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DeAByDay ha chiesto alla famosa real estate agent e conduttrice televisiva Paola Marella come ha vissuto questi mesi di lockdown e quale percezione ha sul mercato immobiliare in questo momento.

Chi ama i programmi di case in televisione, non può non aver visto un programma di Paola Marella, la celebre real estate agent milanese e conduttrice televisiva che nel tempo è diventata un punto di riferimento nel settore immobiliare. Paola Marella ritornerà da sabato 23 maggio alle 17.00 in tv su La7 con il programma “A te le chiavi”. Le abbiamo chiesto come ha vissuto questi mesi di lockdown e qual è la sua percezione del mercato immobiliare in questo momento di crisi per l’Italia.

Paola, come sta vivendo questa situazione? Com’è cambiata la sua vita e il suo lavoro?

«Bella domanda! Ho passato due mesi come tutti chiusa in casa, cercando di organizzarmi le giornate come se fossero giornate lavorative, giusto una scappata al mattino a prendere il pane e il giornale. E poi ho letto, fatto ginnastica, seguito corso di psicoanalisi e degli aggiornamenti. Mi sono occupata le giornate!»

Il coronavirus ha cambiato in qualche modo la lista delle sue priorità personali?

«È un periodo che ha cambiato moltissimo le nostre vite. Tante cose che davamo per scontate, non lo sono affatto. In questo senso forse ci renderemo più conto che le cose belle sono da valorizzare».

Che ruolo ha assunto la casa?

«La casa ha assunto sempre più un ruolo centrale, perché ci siamo resi conto che vivere in una casa magari anche non grande, con tutti i componenti della famiglia insieme può essere un problema. Ognuno deve avere il proprio spazio. Abbiamo visto con i bambini e i ragazzi che serve uno spazio per la scuola, mentre ai genitori serve uno spazio per lavorare. Insomma, questi mesi sono stati molto lunghi. Credo che in questo senso cambierà molto la richiesta. Ci siamo resi conto quanto lo spazio esterno sia fondamentale, fosse anche solo un balcone. E io me ne sono resa conto perché sono una fortunata che ha avuto il balcone a disposizione dove passavo delle ore a leggere i giornali.Anche un giardino… Può essere che si sia portati a decentrarsi nelle città rispetto a una volta e sicuramente avremo una suddivisione degli spazi interni diversa anche perché lo spazio lavoro, per lo smart working, sarà in futuro molto importante.

Altra cosa, internet, che è diventato uno dei problemi principali: a chi di noi non è capitato che cadesse la connessione? Si dovrà potenziare sicuramente la rete, perché si andrà nella direzione di un utilizzo sempre più massiccio».

Molte persone sono in crisi con il lavoro. Questa situazione impatterà sul mercato immobiliare? Tra l’altro spesso i giovani si trovano in difficoltà, perché avere un mutuo è in molti caso complicato, le parcelle delle agenzie sono onerose e avere un anticipo è molto difficile. Come si può venire incontro alle persone che desiderano possedere un immobile a suo avviso?

«Credo che assisteremo ad un rallentamento delle vendite immobiliari. perché si valuteranno quelle che sono le esigenze familiari. Ma anche l’acquisto, purtroppo, risentirà dell’influenza economica del momento. C’era già prima, perché i genitori intervenivano con delle cifre per aiutare i ragazzi ad acquistare la prima casa. Io credo che la nuova generazione, quella dei venti, venticinque trentenni, proprio per questa loro capacità di cambiare il loro lavoro sono piu agili di noi e l’affitto può essere un’alternativa.

Grazie anche agli incentivi statali, una buona cosa sarà rimettere a posto le proprie case. In questo senso ci sono gli incentivi del 110 per cento condominiale o per le villette o anche quelli semplicemente del 50 per cento sulle ristrutturazioni che avevamo già. In questo senso forse ci sarà un’attenzione particolare forse per le esigenze diverse di abitazione».

Conviene ancora comprare casa?

«La casa è ancora un bene primario, in fin dei conti non ha mai tradito gli investimenti degli italiani e direi che io punto sicuramente una fiche sul fatto che la casa sia comunque sempre nel cuore degli italiani».

Foto apertura: LaPresse

 

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