Come coltivare i papaveri

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Pianta erbacea perenne, il papavero è molto apprezzato per le abbondanti e colorate fioriture durante la bella stagione. Ecco come coltivarlo nel proprio giardino.

Amato per il colore intenso e la sua rusticità, il papavero è un fiore che riesce a prosperare in vari ambienti e si può coltivare tanto in aperto campo che in vaso. I papaveri non hanno bisogno di cure particolari una volta che riescono a colonizzare un terreno, tuttavia la loro coltivazione non è semplicissima e richiede una certa attenzione.

Le varietà di papavero più coltivate

I papaveri appartengono a un genere di piante erbacee, le Papaveraceae, che comprende una cinquantina di specie differenti. Tra le numerose varietà di papaveri quelle che si prestano meglio alla coltivazione in vaso sono:

  • il Papavero orientale
  • il Papavero della California
  • il Papavero islandese
  • la varietà Shirley

papaveri nel prato

Foto: serg_v / 123RF Archivio Fotografico

Papaveri: la semina e l’esposizione

La propagazione dei papaveri avviene piantando i semi: il periodo migliore per la semina è l’autunno. I piccoli semi vanno disposti sul terreno e pressati leggermente: si sconsiglia caldamente di trapiantare gli esemplari adulti perché non resisterebbero allo stress, dunque è da preferire la coltivazione partendo dalla semina.

Poiché si tratta di una pianta erbacea che ama molto il sole, è opportuno piantarli in una zona che riceve i raggi del sole diretto almeno per 6 ore al giorno.

Papaveri: terreno e concimazione

I papaveri possono crescere anche in terreni aridi, l’importante è che il terreno sia ben drenato, ricco di sabbia e di ghiaia. I papaveri non necessitano di una concimazione insistente proprio perché si tratta di una pianta rustica, tuttavia si può aggiungere un fertilizzante liquido all’acqua di irrigazione ogni due settimane, unicamente nel periodo di fioritura e nel periodo immediatamente precedente.

Papaveri: come annaffiare

I papaveri non necessitano di molta acqua, infatti resistono anche in condizioni di sostanziale aridità; occorre dunque bagnarli con parsimonia, aspettando che il terreno si asciughi del tutto tra un’irrigazione e l’altra. Le annaffiature devono essere regolari quando i semi sono germogliati: una volta conclusa la fioritura si può sospendere l’irrigazione, permettendo al terreno di asciugarsi fino a 2 o 3 cm di profondità prima di fornire di nuovo acqua alla pianta.

Foto di apertura nailiaschwarz / 123RF Archivio Fotografico

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