8 pratiche crudeli degli allevamenti intensivi

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Scopriamo quali sono alcune pratiche crudeli che tuttora sono ammesse nella maggior parte degli allevamenti intensivi di molti Paesi.

Negli allevamenti intensivi ogni giorno gli animali vengono sottoposti a pratiche crudeli che non solo sono tollerate ma rappresentano purtroppo la routine.

In diversi Paesi alcune di queste pratiche sono vietate ma poi, permettendo la diffusione delle merci e degli alimenti prodotti con queste metodologie, di fatto sono legali in altri Stati.

È opportuno che ogni consumatore conosca come vengono ricavati alcuni prodotti che compra per consentirgli di compiere delle scelte più consapevoli e pretendere che le condizioni produttive negli allevamenti intensivi migliorino.

8. Debeccaggio delle galline

Il debeccaggio viene effettuato sui pulcini destinati a diventare galline ovaiole per impedire che si becchino e si strappino le piume causandosi ferite e infezioni. Questa pratica che consiste nella rimozione della punta del becco, viene effettuata sui pulcini entro i primi 10 giorni di vita ed è molto dolorosa perché il becco è ricco di terminazioni nervose e recettori sensoriali. Il debeccaggio avviene soprattutto in quegli allevamenti in cui le galline vivono in condizione di stress e finiscono per sviluppare comportamenti aggressivi ferendosi reciprocamente con il becco.

7. Mulesing delle pecore

Il mulesing è un procedimento chirurgico usato negli allevamenti di ovini che consiste nell'asportazione di una parte di pelle della zona perianale degli animali. Il mulesing viene praticato soprattutto in Australia per prevenire le infezioni causate dalle larve delle mosche che attaccano le pieghe della pelle della zona intorno all’ano delle pecore. Questa tecnica è molto criticata perché viene eseguita quasi esclusivamente senza anestesia, senza alcuna sutura e senza terapia antibiotica, causando così sofferenze negli animali.

6. Gavage di anatre e oche

Il gavage è l’alimentazione forzata di anatre e oche negli allevamenti intensivi per la produzione di foie gras. Gli animali vengono ingozzati più volte al giorno inserendo in gola un tubo che raggiunge direttamente l’esofago. L’alimentazione forzata porta gli animali a sviluppare la lipidosi epatica, una patologia che induce il fegato ad aumentare di dimensione. Nella maggior parte dei paesi europei la produzione di Foie Gras è vietata ma non l’importazione e quindi ci sono ancora paesi produttori come la Francia in cui questa pratica è legale.

5. Spiumaggio delle oche

Le piume utilizzate per l’imbottitura di piumini, cuscini e giubbotti vengono strappate dal petto e dal collo delle oche ogni due mesi. Lo spiumaggio viene eseguito a mano da un addetto, senza alcuna anestesia: durante la pratica, eseguita velocemente, possono essere strappati anche lembi di pelle. Lo spiumaggio in Italia non è molto diffuso ma vengono comunque importati i prodotti che si avvalgono di questa procedura che viene eseguita in allevamenti intensivi dei paesi dell’est europeo.

4. Strappamento del pelo dei conigli

I conigli d’angora vengono sottoposti a una pratica dolorosa per ottenere l’angora, un materiale soffice e pregiato. Gli operatori strappano a mano il pelo dalla cute del coniglio, ciuffo dopo ciuffo, fino a lasciare l’animale nudo: durante questa pratica, il coniglio viene immobilizzato per impedirgli di fuggire. Una volta privo di pelo il coniglio viene rinchiuso in gabbia, al freddo, affinché il suo organismo produca in fretta altro pelo. Questa procedura viene ripetuta finché il coniglio non riesce più ad avere una pelliccia morbida: solo a questo punto viene mandato al macello.

3. Amputazioni nei suini

Ai maialini ancora in fase di allattamento viene amputata la coda senza alcun tipo di anestetico, eseguendo un taglio che va a recidere nervi, pelle ed ossa. Questa pratica viene effettuata negli allevamenti intensivi di suini per evitare che, una volta adulti, se la mordano a vicenda a causa dello stress. Oltre a questa mutilazione, ai maiali maschi vengono anche amputati i testicoli senza anestesia per eliminare il cattivo odore nella carne. Altra pratica diffusa negli allevamenti intensivi di maiali è la rimozione senza anestesia dei denti incisivi, sempre per evitare episodi di cannibalismo. Queste amputazioni sono illegali in molti Stati, ma di fatto si tratta di pratiche ancora diffuse in molti allevamenti.

2. Decornazione dei vitelli

La decornazione dei vitelli è una pratica che avviene negli allevamenti intensivi di mucche da latte per l'industria casearia. Questa operazione viene eseguita sul vitello, intorno al trentaduesimo giorno di vita, per evitare che gli animali possano ferirsi quando sono confinati in spazi angusti e per garantire l’incolumità del personale. La decornazione consiste nel cauterizzare con un ferro arroventato la gemma cornuale: una pratica dolorosa, solo in parte alleviata da anestetici, sia durante che dopo l’esecuzione.

1. Triturazione dei pulcini

Negli allevamenti intensivi di galline ovaiole, i pulcini maschi e anche i pulcini feriti o malati sono considerati uno scarto poiché non depongono uova e la loro carne non ha valore commerciale. Pertanto vengono soppressi con il gas oppure lanciati in macchinari che li triturano quando ancora sono vivi.

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