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Papere in amore a primavera

È primavera per tutti, anche per le anatre. Curiosità sul corteggiamento e l’accoppiamento di una specie animale di cui si parla (troppo) poco.

È primavera per tutti, anche per le anatre. Curiosità sul corteggiamento e l’accoppiamento di una specie animale di cui si parla (troppo) poco.

Anche le anatre hanno un cuore. Ebbene sì, quelle che chiamiamo comunemente “papere” sentono moltissimo la primavera e hanno fatto di questa stagione il periodo ideale per corteggiarsi e innamorarsi. Un’analogia non indifferente con la specie umana che, complici i primi caldi, in questo particolare momento dell’anno sente come la necessità di uscire e affrontare il mondo per trovare la propria metà.

Ma le similitudini non finiscono certo qui. Scopriamo insieme il mondo delle papere in amore, tra stranezze e aneddoti curiosi.

La fase del corteggiamento

La fase di accoppiamento delle papere

Foto: ishikase/123RF

Come qualsiasi relazione che si rispetti, anche quella delle anatre comincia con un rituale di corteggiamento che dura diverso tempo, ma niente bigliettini d’amore e / o fiori recapitati in ufficio. 

Con delle differenze tra specie e specie, in linea di massima, il primo step è quello in cui il maschio smette di interessarsi completamente alle proprie attività quotidiane per dare il via ad un pedinamento serrato della femmina individuata con il proprio radar. 

Il segnale per farsi notare è quello di muovere ritmicamente il collo, in modo che la potenziale partner possa comprendere, e quindi rispondere, alle avance. Se l’anatra femmina è interessata e disponibile inizierà a comportarsi allo stesso modo e si formerà la coppia, diversamente continuerà a compiere le sue attività ignorando completamente il mancato principe azzurro.

Ovviamente, come capita anche a noi umani, davanti ad un primo due di picche è necessario fermarsi e capire se ne vale la pena. In questo caso sta al maschio decidere se desistere completamente, magari cambiando l’oggetto del proprio amore, oppure se continuare ad inviare segnali fino a che la femmina si mostrerà disponibile.

Come si accoppiano le papere?

Una volta terminato il corteggiamento, come dicevamo poco sopra, si forma la coppia. Da qui parte l’accoppiamento, che comincia con la femmina stesa completamente a terra, con il collo allungato, a mo’ di invito per il maschio alla monta. Terminato il rituale, entrambi i sessi tornano a compiere le normali attività, alla faccia del romanticismo e delle coccole post-coito.

Il patriarcato delle anatre

Come si riproducono le papere

Foto: valerybocman/123RF

Ma non è tutto oro quello che luccica. Per quanto le anatre siano una specie carina ed estremamente evoluta, negli stagni di tutto il mondo vige ancora il completo patriarcato

Dopo l’accoppiamento è la femmina a preparare il nido e ad occuparsi della cova e della prole. In media da una coppia nascono tra i quattro e i dodici cuccioli ed è la mamma a procurare loro il cibo e a renderli completamente indipendenti. Dalla nascita fino a questo momento possono passare circa sette settimane.

Curiosità sulle papere in amore

Una volta che si forma la coppia non scoppia. Ebbene sì: le anatre (come quasi tutti gli Anatidi) sono monogame e, una volta che hanno individuato il proprio partner, restano insieme per tutta la vita. Nessun tradimento e nessuna scusa campata per aria del tipo “sai, non sei tu ma sono io”.

Altro fun fact, che in realtà di fun non ha nulla, è che le femmine hanno sviluppato un proprio metodo anticoncezionale per difendersi dall’accoppiamento forzato. Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Yale, le femmine, nella parte bassa dell’ovidotto, presentano una struttura simile a tasche e spirali posizionate in senso orario. Queste possono impedire l’intromissione del pene, che sul maschio ha la forma simile a quella di un cavatappi che si muove in senso antiorario.

Questa evoluzione anatomica impedisce il conflitto sessuale, portando la femmina ad avere il pieno controllo sulla propria fecondazione. Un vantaggio non da poco, visto che in alcune specie è ancora troppo frequente la violenza ai fini riproduttivi.

Foto apertura: Aleksandr Prokopenko/123RF