Cani che parlano: nuovo gadget promette di tradurre i loro pensieri

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Un device che "legge" la mente degli animali e traduce il tutto in un linguaggio comprensibile dagli umani. Scopri come funziona il nuovo gadget per cani e proprietari.

Sapere cosa passa per la testa al proprio cane o al proprio gatto? Sarebbe il sogno di tutti i proprietari. E non solo. A quanti di noi è è capitato di trovarsi faccia a faccia con quattro zampe chiedendosi che intenzioni avesse nei nostri confronti?

Malgrado gli sforzi degli esperti di comportamento animale per spiegarci come interpretare il linguaggio corporeo di cani, gatti and co gli amici a quattro zampe ci rimangono pressoché incomprensibili.

A cosa pensano mentre ci guardano, cosa vorrebbero farci sapere? Cosa ci direbbero quando li obblighiamo a fare cose che a loro magari non piacciono o quando li sgridiamo perché hanno fatto cose che non piacciono a noi?

Sono solo alcune delle ragioni per cui a volte vorremmo proprio che la natura gli avesse dato la parola. La nostra, ovviamente, perché a modo loro gli animali comunicano. Siamo noi che non riusciamo a comprenderli, nonostante gli sforzi.

Ecco quindi che un bel "giochino" tecnologico per tradurre il loro pensiero in linguaggio umano ci tornerebbe proprio utile. Per la felicità dei proprietari dei cani più curiosi, un gadget che consentirebbe di leggere nella mente dell’amato quattro zampe ci sarebbe già.

Si chiama No more Woof - letteralmente "niente più abbai"- ed è stato realizzato combinando le conoscenze di ricercatori provenienti da ambiti molto diversi tra loro.

Come funziona

Il No More Woof consiste in un headset di sensori cuffiette e microfoni da sistemare sulla testa del cane (foto), che combina il micro computing di ultima generazione e l'EEG (la comune elettroencefalografia che facciamo anche noi per la registrazione dell'attività elettrica del nostro cervello) per analizzare i "modelli" o pattern del pensiero animale e poi tradurli in una particolare lingua (per ora è disponibile l'inglese, francese, spagnolo e mandarino) usando un altoparlante.

I cani non soffrono

Prima che la notizia si diffondesse, i creatori si sono affrettati a precisare che per la realizzazione, così come per il suo utilizzo, non si è fatto del male ad alcun animale, tanto è vero che i primi test li hanno eseguiti sui loro stessi pet.

Tra i regali di Natale ma non quest'anno

ll gadget purtroppo non sarà alla portata di tutti e, almeno per questo Natale, dovremo farne a meno. Dal sito ufficiale si apprende però che si stanno testando differenti modelli dal costo e dalle caratteristiche diverse.

Il primo da 65 dollari sarebbe capace di distinguere e riportare in particolare tre pensieri diversi (stanchezza, fame e curiosità) e nella sola lingua inglese.

I modelli più costosi (300 e 1200 dollari) avranno invece più sensori e un software più potente capace di distinguere i diversi pensieri. E allora sì che il prezzo, benché più alto potrebbe valere la candela!!

Chissà che per l’anno prossimo qualche coppia cane e padrone italiana non riesca a mettersi il nuovo gadget sotto l’albero di Natale!

Chi lo vuole deve credere nel progetto

Bisogna darsi da fare però. Il progetto è ancora in fase di prototipo e la società che sta sviluppando il No More Woof, la Nordic Society for invention and discovery (NSID), si è rivolta alla Indiegogo, una comunità di crowdfunding per chiedere agli utenti interessati di finanziare il resto della sperimentazione fino alla messa in commercio.

“Chi ordina il prodotto ora – spiegano dalla NSID - non si assicurerà solo il nuovo device appena pronto, ma supporterà anche la ricerca per rompere finalmente la barriera linguistica tra animali e umani che ne sta alla base, perché crediamo che entro qualche anno la nostra tecnologia potrà rivoluzionare la relazione tra uomini e animali".

Funzionerà davvero?

Attualmente non sembrano esserci prove scientifiche che attestino il corretto funzionamento del sistema. Lo sviluppo è comunque in una fase iniziale e per il futuro sono previsti diversi miglioramenti e personalizzazioni per distinguere vari pensieri e combinazione di questi i quali, oltre a rendere più appetibile il prodotto, dovrebbero aiutare a comprendere meglio se funziona davvero o no.

L’obiettivo è di produrre un oggetto utile e alla portata di tutti. "Vogliamo arrivare a una produzione di massa con un prodotto finale che costi attorno ai 50 dollari, capace di distinguere almeno 20 pensieri differenti", assicura Tomas Mazetti, CDO (Chief Discovery Officer) della società.

“Anche se rappresenta una grossa sfida, crediamo che sia un'area di ricerca molto interessante per diverse ragioni. Molti padroni di animali si chiedono infatti 'come si sente il mio cane? Cosa pensa?'".

In futuro potrebbe permetterci di dialogare con i cani

Ma tra le varie ipotesi si sta pensando di creare addirittura un device che consenta agli animali di comprendere il linguaggio umano in senso opposto a quanto possibile ora per questo prototipo: in questo modo si potrebbe instaurare un vero dialogo col cane. Ammesso e non concesso che il diretto interessato ne abbia voglia.

Un progetto ambizioso che solo nei prossimi anni potrà chiarire se e in che modo sarà fattibile. Bisogna crederci insomma. E sperare che siano in tanti a farlo. Solo così il progetto potrebbe continuare a evolversi migliorando e diventando davvero alla portata di tutti.

Per ora i commenti degli utenti appaiono però contrastanti: c'è chi ci crede e lo vorrebbe e chi invece pensa sia davvero impossibile creare tale tecnologia o non è particolarmente interessato.

E voi da quale parte vi schierate?

A ogni animale il suo linguaggio

Per comunicre con un animale bisogna imparare a "leggere" il linguaggio vocale e corporeo caratteristico della specie a cui appartiene.

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