Società

Susanna Tamaro: «Sindrome di Asperger, il mio fantasma invisibile»

L'autrice di Va' dove ti porta il cuore e dell'ultimo Una grande storia d'amore ha preso parte al video di sensibilizzazione che sarà lanciato in occasione del 2 aprile, Giornata Mondiale per la consapevolezza sull'autismo.

L'autrice di Va' dove ti porta il cuore e dell'ultimo Una grande storia d'amore ha preso parte al video di sensibilizzazione che sarà lanciato in occasione del 2 aprile, Giornata Mondiale per la consapevolezza sull'autismo.

In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo, una delle autrici più acclamate in Italia e all'estero per i suoi romanzi, capaci di parlare ai cuori e alle menti di tanti, parla con noi della difficoltà legate a questa condizione. Susanna Tamaro, autrice di Va' dove ti porta il cuore e dell'ultimo Una grande storia d'amore (Solferino), ha scoperto di soffrire della Sindrome di Asperger, una manifestazione dello spettro autistico, quattro anni fa. 

susanna tamaro

Questa consapevolezza l'ha spinta a prendere parte a un video in cui undici rappresentanti del mondo dello spettacolo, della letteratura e dello sport leggono i bisogni dell’autistico. A darne voce saranno Al Bano, Lino Banfi, Roby Facchinetti, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, Antonio Provasio, Alba Parietti, Martina Caironi, Luisa Corna, Alice de André. Tra questi anche Tamaro. Il video è girato da Chiara Longo, docente di Scuola Futuro Lavoro a Milano, la prima in Europa con accortezze per studenti Asperger.

 

Susanna Tamaro, qual è la sua definizione di Sindrome di Asperger?

Un invisibile fantasma che rende la vita molto difficile.

Come si è accorta di soffrirne?

Proprio grazie alla Giornata dell’Asperger quattro anni fa. Ho letto su un giornale un articolo che parlava dei sintomi della sindrome e ho finalmente dato un volto al fantasma con cui avevo lottato tutta la vita.

Durante l'infanzia si è sentita una bambina diversa dagli altri?

Mi era impossibile fare la vita che facevano gli altri bambini. Per me l’ingresso dell’asilo è stata la deflagrazione di questa diversità. Non capivo mai cosa succedeva intorno a me, non sopportavo i rumori, non sopportavo i vestiti che mi irritavano la pelle, non dormivo mai, avevo molte difficoltà a mangiare, non riuscivo a giocare con gli altri bambini e avevo delle crisi di rabbia devastanti. Facevo dei "capricci" per qualcosa che nessuno riusciva a capire.

Ci sono dei vantaggi nell'essere degli Asperger? Se sì, quali?

Il vantaggio è l’enorme capacità di concentrazione e l’ossessività della stessa che, per chi ha un qualche talento, permette di raggiungere dei risultati importanti. 

Siamo chiusi in casa. Abbiamo a che fare quasi solo con noi stessi. Pensa che la pandemia possa aiutare di più tutti gli altri a comprendere le persone autistiche?

Non so, ma credo di no. Penso però che questa situazione anomala per molti rivesta, per chi ha l’Asperger, dei lati positivi. Come quello di poter parlare con delle persone senza uscire di casa e doverle incontrare. Per quanto riguarda i ragazzi Asperger, penso che siano stati gli unici a beneficiare della DAD che permette di dare il meglio di sé senza l’imbarazzo della socialità.