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Aiuto, mio figlio mi chiama boomer: ecco cosa significa

No, non è un insulto. Ma neppure una cosa troppo carina da dire. Quello che dovreste sapere - e che nessuno vi ha ancora detto - sulla parola boomer.

No, non è un insulto. Ma neppure una cosa troppo carina da dire. Quello che dovreste sapere - e che nessuno vi ha ancora detto - sulla parola boomer.

«Ok, boomer». Se avete più di 50 anni (ma anche meno), è possibile che vostro figlio via abbia risposto così qualche volta. Tranquille, non è un insulto, sebbene questo termine non abbia certo un’accezione positiva. Si tratta di un modo di dire con cui gli adolescenti e più in generale i giovani respingono o deridono gli atteggiamenti tipicamente associati alle persone “anziane” (non ve la prendete!), come le lamentale paternalistiche.

Cosa significa Boomer? Definizione 

I boomer, o meglio i baby boomer, sono i nati tra la fine della seconda guerra mondiale e la metà degli Anni ‘60: insomma, i figli del boom economico del dopoguerra. Calcolatrice alla mano, nel 2021 si è tecnicamente boomer con un’età compresa tra 75 e 56 anni. Ma anche a qualche appartenente alla Generazione X (1966-1980) può capitare di sentirsi dire: «Ok, boomer».

Da TikTok alla vita reale 

L’espressione “ok, boomer”, apparsa per la prima volta sul sito Reddit nel 2009, è diventata virale nel 2019, dopo essere stata usata come reazione a un video diffuso su TikTok, in cui un uomo anziano accusava Millennials (1981-1996) e Generazione Z (1997-2021) di avere la sindrome di Peter Pan. A contribuire al successo dell’espressione è stata in particolar modo la deputata neozelandese del Green Party Chlöe Swarbrick (classe 1994), che interrotta più volta dal collega Todd Muller durante un discorso sul cambiamento climatico, nel novembre 2019 lo ha zittito con due parole, «ok, boomer», continuando poi a parlare. Da quel momento in poi, l’ascesa della piccata risposta è stata inarrestabile. E pensare che, ironia della sorta, il classe ‘68 Muller non rientrerebbe nemmeno tra i boomer.

È una cosa positiva o negativa? 

Essere un baby boomer non è certo una cosa negativa. Sentirsi dire «ok, boomer» invece sì. I giovani, come detto, usano questa espressione per zittire i genitori e in generale le persone molto più grandi di loro, restie in generale ai cambiamenti della società, dalla tecnologia alla sessualità, fino all’attenzione per i cambiamenti climatici e alla musica.

Generazione Z e Millennials hanno ragione? 

L’espressione “ok, boomer” porta con sé la questione sentita dello scontro generazionale: oltre a non sopportare in linea di massima le paternali, molti ragazzi di oggi considerano i “ragazzi di ieri” come responsabili dei principali disastri contemporanei, dalla crisi finanziaria al riscaldamento globale. I boomer, insomma, avrebbero vissuto, appunto, il boom economico senza curarsi delle generazioni future. Millennials e Generazione Z, tuttavia, non dovrebbero liquidare in questo modo una questione molto più profonda e complessa, che non può essere risolta zittendo l’interlocutore con un’espressione dalla connotazione negativa. È sbagliato e riduttivo. E poi, da quando il decennio di nascita rende meno valide le opinioni di chi le esprime?

Cosa fare se ti chiamano Boomer 

Un’idea può essere quella di rispondere ironicamente, con la stessa moneta, ribattendo ad esempio «ok, TikToker» o «ok, zoomer» (si chiamano anche così gli appartenenti alla Generazione Z), ma attenzione: sappiamo bene di non poter fare il loro stesso errore e a questa risposta “simpatica” dovrebbe seguire, al momento giusto, un approfondimento.

Invitate, dunque, il figlio, il nipote, il giovane in generale al confronto dialettico, dandogli la possibilità di conoscere chi sono veramente i boomer e quante cose straordinarie hanno fatto passato. Si potrebbero elencare (o, meglio, mostrare) le tante meraviglie cinematografiche e musicali prodotte da loro, oppure (ancora meglio) mettere in evidenza gli ideali difesi e le lotte intraprese decenni fa: basti pensare alle leggi su divorzio e aborto, varate e confermate negli anni in cui a essere giovani erano proprio i baby boomer.

Bisognerebbe, insomma, instillare curiosità verso la vera natura di questi giovani del passato, andando al di là del fisiologico scontro generazionale, e probabilmente le ragazze e i ragazzi contemporanei scoprirebbero che i boomer non erano poi così tanto diversi da come sono loro adesso. Ma… va trovato il modo e il momento giusto ed è difficile, forse a volte quasi impossibile, visto che “ok, boomer” è una risposta nata proprio allo scopo di troncare ogni dialogo.

Matteo Innocenti

Foto: vladimirgolovanov - 123rf.com