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Le 9 designer donne più famose

Coniugando estetica e funzionalità, hanno innovato l’architettura e il design del prodotto con invenzioni e innovazioni geniali.

Coniugando estetica e funzionalità, hanno innovato l’architettura e il design del prodotto con invenzioni e innovazioni geniali.

Lo sguardo femminile nel mondo del design scopre e inventa nuove forme, stili e soluzioni. Come è successo per molti altri campi della creatività e dell’ingegno, anche il design è infatti costellato storicamente da un plebiscito di nomi maschili, e le designer donne hanno fatto più fatica a ritagliarsi il proprio spazio, ideando peraltro alcuni degli oggetti più celebrati del Novecento. Sempre più affermate in questo ambito della creatività, è soprattutto oggi, nel XXI secolo, che le designer donne vengono (finalmente) riconosciute in maniera più ampia per il loro talento. Siete pronti a scoprire insieme a noi 9 tra le designer donne più famose?

Patricia Urquiola

Il suo nome è uno dei più autorevoli degli ultimi trent’anni. Alla laurea in architettura conseguita in Spagna (suo Paese d’origine) segue, nel 1989, quella al Politecnico di Milano, con un gigante del design italiano: Achille Castiglioni. Spagnola di nascita, è però soprattutto in Italia che Patricia Urquiola si afferma, collaborando con le maggiori aziende del design, sia del mobile che del prodotto, ma anche della moda: impossibile citarle tutte, ma sono di particolare rilievo quelle con B&B Italia, Driade, Kartell, Flos e Molteni. Il suo stile si contraddistingue per una particolare attenzione a coniugare estetica e funzionalità, un concetto di design fruibile che si riflette nell’ideazione di oggetti di uso quotidiano, come le pentole Edo in acciaio, progettate per Alessi. Nel 2015 arriva l’incarico più prestigioso per Patricia Urquiola, quello di art director per Cassina, brand per cui progetta ad esempio la serie di elementi living Bowy, dalle linee confortevoli e avvolgenti.

Charlotte Perriand

Proprio Cassina è il fil rouge che ci porta alla scoperta di una tra i designer che hanno “fondato” il design contemporaneo, nel secolo scorso. Dalla collaborazione tra la parigina Charlotte Perriand (1903-1999) e il grande Maestro dell’architettura novecentesca, Le Corbusier, nascono infatti alcuni dei pezzi più iconici della storia del design, tra cui la chaise longue Tokyo di Cassina, una dei molti oggetti che la designer progettò traendo ispirazione dalle esperienze vissute dopo aver soggiornato per lunghi anni in Estremo Oriente. 

Eileen Gray

Se il talento di Charlotte Perriand è stato ampiamente celebrato, quello di Eileen Gray è stato a lungo bistrattato, almeno fino al termine degli anni ‘60. Questa donna designer irlandese aderì al movimento Bauhaus e al modernismo e progettò un capolavoro avanguardista: la Villa E-1027, in Costa Azzurra, il cui nome è in realtà un codice d’amore per identificare quello che la designer concepì come un “nido d’amore” per lei e il suo amato, l’architetto Jean Badovici. Oltre all’architettura vera e propria, Eileen Gray progettò anche tutti gli arredi della villa, come il tavolino in tubolare d’acciaio E.1027, oggi prodotto da ClassiCon.

Cini Boeri

Approdiamo, finalmente, in Italia con Cini Boeri, celebre madre dei tre famosi fratelli Stefano, Tito e Sandro Boeri (il primo è l’archistar del Bosco Verticale a Milano). Quando si dice: buon sangue non mente. La sua filosofia si distingue per l’attenzione verso due esigenze fondamentali dell’abitare contemporaneo:  la flessibilità e la multifunzionalità. Sul finire degli anni ‘70 disegna infatti per Arflex il suo progetto di maggior successo: il sistema Strips (declinato in divano componibile, poltrona e letto), dall’inconfondibile effetto matelassé, per il quale nel 1978 verrà assegnato il prestigioso premio del Compasso d’oro.

Gae Aulenti

Capolavori internazionali del design e dell’architettura portano la sua firma, e non è quindi certo un caso che la più importante piazza della Milano contemporanea sia dedicata proprio alla più famosa architetta italiana del Novecento. Oltre che con grandi opere (come la trasformazione di una stazione ferroviaria parigina nel Musée d’Orsay), Gae Aulenti si è cimentata però ad alti livelli anche con il design del prodotto. Per FontanaArte (azienda di cui negli anni ‘80 è stata direttore artistico) ha disegnato due dei suoi progetti più apprezzati: il tavolo in vetro con ruote e la lampada Giova.

Constance Guisset

Una delle più grandi designer francesi dei giorni nostri è Constance Guisset, instancabile mente creativa ispirata soprattutto dal desiderio di tradurre in oggetti le sensazioni di leggerezza e di movimento. Il suo pezzo più celebre è la lampada a sospensione Vertigo, un modello creato per il marchio Petite Friture: una sorta di cappello ondeggiante in ferro, dall’aspetto onirico, capace di suscitare nell’osservatore una vera e propria “vertigine” (nel senso più hitchcockiano del termine).

Paola Navone

Torniamo per un’incursione in Italia grazie a uno dei nomi contemporanei più influenti nel campo del design del prodotto. Lo stile versatile dell’architetta torinese Paola Navone ha dato i suoi frutti attraverso collaborazioni con il gotha del design italiano. Nel decennio dal 1970 al 1980, Navone ha fatto parte del gruppo di creativi Alchimia (di cui faceva parte, tra gli altri, anche Ettore Sottsass). È proprio in quegli anni, più precisamente nel 1983, che il precoce e prolifico talento viene insignito dell’International Design Award di Osaka. La poetica di Paola Navone attinge da ispirazioni eclettiche e multiformi, capaci di unire l’Oriente e l’Africa con l’Occidente, l’approccio artigianale con il disegno industriale. Questo mix di suggestioni può essere ritrovato in uno degli oggetti più celebri della designer: la serie di lampade Sweet, per Gervasoni.

Nanna Ditzel

Tanti di noi ne hanno un simile negli ambienti di casa dedicati al relax, come il soggiorno o il terrazzo. Non tutti sanno, però, che la poltrona a uovo sospesa, o meglio la Egg Chair, è stata concepita e progettata dalla designer danese Nanna Ditzel (per Sika-Design). Uno dei molti esempi di come il design scandinavo abbia conquistato il mondo, grazie a elementi d’arredo funzionali e irresistibili.

Cristina Celestino

La casa di moda Fendi, storicamente al femminile, nel corso dei decenni ha coltivato il talento di numerose donne. Il nome più noto è, senza dubbio, quello della stilista Maria Grazia Chiuri, ma negli ultimi anni è diventata sempre più importante la divisione Fendi Casa, con cui il fashion brand ha approcciato il mondo del design. Proprio con Fendi la designer Cristina Celestino ha creato, a partire dal 2016, “un nuovo codice del lusso”, reinterpretando l’immaginario del design italiano anni Cinquanta, nelle sue geometrie e nei suoi volumi, attraverso una celebrazione del femminile e una cura sublime per i dettagli. Ne è un esempio il tavolino Earring a base circolare, con top in marmo e una base in acciaio dorato spazzolato, la cui estetica ricorda la farfallina di un orecchino.

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Foto apertura: Gae Aulenti - LaPresse