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Abbiamo finalmente la mappatura del clitoride (trent'anni dopo il pene)

Se dell’organo sessuale maschile sappiamo tutto, del corpo delle donne, ancora nel 2026, si parla ancora pochissimo. Una ricerca dimostra, però, che le cose stanno cambiando

Se dell’organo sessuale maschile sappiamo tutto, del corpo delle donne, ancora nel 2026, si parla ancora pochissimo. Una ricerca dimostra, però, che le cose stanno cambiando

Se fosse un continente, sarebbe l'unico ancora senza Google Maps nel 2026. Se fosse un pezzo di design, sarebbe quello che tutti ammirano, ma di cui nessuno legge il manuale d’istruzioni. Parliamo del clitoride, l’unico organo del corpo umano dedicato esclusivamente al piacere e, paradossalmente, il più ignorato dalla scienza medica ufficiale. Almeno fino ad ora. La ragione? Forse il fatto che il clitoride è presente solo ed esclusivamente nel corpo femminile, mentre la scienza ha calibrato studi, trattamenti e creazione di medicinali basandosi esclusivamente sull'osservazione del corpo maschile. Per fortuna qualcuno ha deciso di cambiare punto di vista e rivolgere lo sguardo anche a questo "mondo sommerso".

Grazie ai risultati di una ricerca pubblicata su bioRxiv, oggi il clitoride emerge in tutta la sua complessità di organo "iceberg", di cui vediamo solo la punta (il glande) ma che nasconde una struttura interna ramificata e potente.

Lo studio che ha finalmente mappato il clitoride

La ricercatrice Ju Young Lee dell'Amsterdam University Medical Center e il suo team hanno eseguito una mappatura dettagliata del clitoride. Grazie a tecnologie di imaging avanzate e a una nuova sensibilità clinica, i ricercatori hanno potuto così visualizzare con una precisione mai vista prima la densità nervosa e la vascolarizzazione dell’organo.

Utilizzando raggi X ad alta energia, generati da un acceleratore di particelle (la stessa tecnologia che usiamo per studiare la materia oscura), i ricercatori hanno eseguito scansioni tridimensionali di due pelvi femminili donate post-mortem. Le immagini hanno rivelato, in tre dimensioni, il percorso di cinque complessi fasci nervosi ramificati che attraversano l'organo: il più largo misura 0,7 mm di diametro. 

I ricercatori hanno potuto così tracciare il nervo dorsale del clitoride, il principale nervo sensoriale dell'organo, dalla sua origine in una struttura nervosa pelvica più ampia. Mentre studi precedenti riportavano che questo nervo si assottigliava avvicinandosi al glande clitorideo, le nuove immagini rivelano invece che estende una robusta rete di rami proprio dentro il glande. Semplificando al massimo: la parte più sensibile era anche quella che capivamo peggio.

Lo studio ha anche dimostrato che alcuni nervi si estendono più lontano di quanto si credesse, raggiungendo aree come il monte di Venere e il cappuccio clitorideo. 
Strutture che, durante interventi chirurgici, vengono regolarmente incise senza che il chirurgo sapesse — fino ad oggi — che stava tagliando attraverso terminazioni nervose funzionali.

È chiaro che non si tratta solo di "curiosità". Conoscere l'esatta anatomia nervosa è fondamentale per garantire la migliore riuscita della chirurgia ricostruttiva, per trattare le disfunzioni sessuali e per garantire che interventi ginecologici non danneggino irreparabilmente la sensibilità femminile.

Mappatura del clitoride: perché ci è voluto così tanto?

Qui la biologia lascia il posto alla storia, e la storia, si sa, rivela sempre verità scomode. 

Nel 1947, il clitoride fu rimosso dalla 25ª edizione di Gray's Anatomy — la Bibbia dei medici — per decisione dell'editore. Prima ancora, Sigmund Freud aveva classificato l'orgasmo clitorideo come "infantile" e "sintomo di nevrosi", promuovendo quello vaginale come unico segnale di maturità psicologica femminile. Il risultato? Generazioni di donne diagnosticate come disturbate e generazioni di medici che non si sentivano autorizzati a fare domande.

Secondo uno studio del 2022 dell'Università di Manchester ancora oggi meno del 10% delle donne riesce a etichettare correttamente la propria anatomia genitale. E non perché siamo ignoranti, ma perché nessuno ce lo ha insegnato. Nessuno ci ha detto cosa farci, con il nostro corpo. O forse era già stato deciso di non rivelare il suo potere. Perché non ne valeva la pena o forse perché era meglio tacere.

In libri di testo medici analizzati dall'attivista Jessica Pin, le parole dedicate al pene superavano di cinquantasette volte quelle dedicate al clitoride. Cinquantasette. Non è una distrazione. È una scelta.

Cosa cambia, concretamente

La mappa nervosa del clitoride presentata adesso da Ju Young Lee non dà alle donne una soddisfazione intellettuale. Ha conseguenze pratiche immediate.

La mutilazione genitale femminile colpisce più di 230 milioni di ragazze e donne ancora in vita oggi in 30 Paesi tra Africa, Medio Oriente e Asia. Per queste donne, la chirurgia ricostruttiva è spesso l'unica via verso il recupero della sensazione e della funzione sessuale. Fino ad oggi, quella chirurgia veniva eseguita con mappe anatomiche parziali o errate, a cui la ricerca pone un sano e giusto rimedio.

Il chirurgo Blair Peters, specializzato in interventi di affermazione di genere e ricostruzione genitale, ha dichiarato che la conoscenza medica dell'importanza dei nervi genitali è in crescita, ma che restano lacune enormi da colmare. «Abbiamo trattamenti per i nervi periferici in tutto il corpo, dalla testa ai piedi, ma la regione genitale è come una scatola nera inesplorata», ha detto. Questo lavoro anatomico è essenziale per trattare meglio condizioni mediche che oggi hanno pochissime opzioni terapeutiche.

E poi c'è il tema degli interventi estetici. La labioplastica (un intervento di chirurgia che rimodella le piccole labbra vaginali per motivi estetici o funzionali) è in aumento esponenziale. La chirurga australiana Helen O'Connell, prima a fotografare l'anatomia del clitoride con la risonanza magnetica nel 2005, aveva già dimostrato come interventi apparentemente minori potessero danneggiare in modo permanente la funzione sessuale. Adesso, per la prima volta, i chirurghi hanno uno strumento reale per fare meglio.

C'è una frase di O'Connell che vale la pena tenere a mente: «L'orgasmo è una funzione cerebrale che contribuisce alla salute e al benessere, e ha implicazioni positive per le relazioni umane e forse per la fertilità» Non è una dichiarazione di libertinaggio. È medicina. Eppure, per decenni, la risposta della medicina ufficiale al piacere femminile è stata sistematicamente: non è importante. Perché il piacere non rientra nella riproduzione. Non è urgente. Il piacere, per le donne, può aspettare.
Bene, sembra che quell'attesa sia finalmente finita.

Foto di apertura: iStock