Ritorno alla concimazione naturale per l’agricoltura del futuro

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Ritornare ad usare concimi naturali per ridare fertilità alla terra e ridurre l’impiego di energie fossili: è l’obiettivo degli allevatori bio-sostenibili.

“Nutrire il suolo per nutrire il pianeta” è questo lo slogan scelto dagli allevatori bio-sostenibili italiani che vogliono ritornare ad usare fertilizzanti naturali proprio come si faceva 80 anni fa, quando si impiegavano 100 milioni di quintali di concimi naturali contro i soli 92 mila di oggi.

E’ stato calcolato che nei campi del sud Italia, nel 2000, il consumo di fertilizzante organico si aggirava attorno alle 92 mila tonnellate mentre nella stressa area, ma nel 1930, il letame prodotto dagli allevamenti di ovini, bovini e suini e poi riusato per fertilizzare i campi coltivati a cereali, legumi, frutta e verdura ammontava a oltre 100 milioni di quintali.

Per impedire la progressiva erosione dei terra incolti e al tempo stesso ridurre l’uso di energie fossili, primo fra tutti il petrolio, la Confederazione italiana agricoltori (Cia) e l’Associazione nazionale agricoltura biologica (Anabio), si sono prefissate di raddoppiare il numero delle aziende agricole biologiche e degli allevamenti zootecnici biologici arrivando a 15 mila nuove realtà bio entro il 2020.

Ridurre le emissioni di CO₂ emesse in particolare dal settore zootecnico è possibile come ha chiaramente dimostrato il recente rapporto della FaoAffrontare il cambiamento climatico attraverso il bestiame: la valutazione globale delle emissioni e delle opportunità di mitigazione”.

Un uso sostenibile degli allevamenti di bestiame e della gestione del letame, associati ad un miglior impiego di tecnologie come i generatori di biogas e i dispositivi di risparmio energetico, potrebbe aiutare a diminuire del 30% le emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale.

Sempre secondo il rapporto Fao insomma basterebbe promuovere pratiche di coltivazione e allevamento più efficienti, gestendo meglio il letame per ridare fertilità alla terra, migliorare l’agricoltura e limitare l’effetto serra.

Foto © Ewald Fröch - Fotolia.com

Più origano, meno CO₂

Secondo il professor Alexander Hristov dell’università americana Penn State basterebbe aggiungere origano alla dieta delle mucche per ridurre del 40% le emissioni di CO₂ e aumentare la produzione di latte.

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