Educazione

Metodo Bortolato: imparare con la didattica dell'analogia

Imparare la matematica, le divisioni e le tabelline non con conti e numeri, ma con mente e occhi: ecco i fondamenti del metodo Bortolato.

Imparare la matematica, le divisioni e le tabelline non con conti e numeri, ma con mente e occhi: ecco i fondamenti del metodo Bortolato.

In un periodo in cui molto si parla di didattica a distanza, didattica in presenza e differenti didattiche a causa del coronavirus e delle conseguenze che ha avuto sulla scuola, il Metodo Bortolato o metodo analogico è uno di quelli su cui molti genitori si soffermano in cerca di chiarimenti e spiegazioni e di pro e contro.

Cos'è il Metodo Bortolato (o analogico)? 

Il Metodo Bortolato per la matematica è stato inventato dal maestro Camillo Bortolato, un pedagogista veneto che una ventina di anni fa ha messo a punto un suo personale metodo per insegnare la matematica ai bambini. Chiamato anche metodo analogico, invece che basarsi sui numeri per insegnare la matematica si basa sul calcolo mentale in cui ci si concentra su analogie e oggetti per contare.

Il concetto di analogia 

Il concetto di analogia si basa su, appunto un’analogia mentale che sostituisce il mero calcolo matematico con i numeri: il numero 100 è, per esempio, un armadio pieno di peluche, il 1000 è una casa in cui ci sono dieci armadi.

Il metodo analogico è un metodo che si basa di fatto sull’intuito e la capacità di osservazione dei bambini, messi al centro del processo di apprendimento e supportati da strumenti specifici come la Linea del 20, La linea del 100 o la tastiera di lettura. C’è, insomma, un calcolo mentale basato su ciò che vedono: non è matematica, ma percezione e linguaggio: vedere dieci pere, spiega Bertolaso, è di fatto contare, e non ha niente a che vedere con lo scrivere il numero ma con l’osservare.

“I bambini che hanno successo non pensano per nulla alla matematica - spiega Bortolato - Anzi agiscono come se i numeri non esistessero. Liberi da preoccupazioni di correttezza disciplinare pensano alle quantità”. Se i bambini non imparano le tabelline, spiega ancora Bortolato, è perché hanno la mente troppo occupata: “È un enorme sforzo che equivale ad andare a fare una spesa di 100 prodotti avendo tutta la lista in mente”.

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metodo bortolato

Foto: dolgachov - 123.rf

Bambini e metodo Bortolato: a che età è adatto?

Il metodo Bortolato viene solitamente applicato a bambini in età scolastica, ma nulla esclude - come confermato dallo stesso Bortolato - che possa essere utilizzato anche prima per consentire ai bambini di familiarizzare con il calcolo mentale.

Metodono Bortolato, matematica, tabelline e divisioni 

Come detto, per Bortolato molti bambini non imparano le tabelline perché impararle a memoria richiede un enorme sforzo.

Per Bortolato, se il calcolo è mentale e non vincolato a numeri ed equazioni da apprendere, diventa un gioco e da qui un automatismo, un’elaborazione mentale che equivale all’elaborazione delle immagini. I numeri scritti, in quest’ottica, sono soltanto etichette che poco hanno a che vedere con la realtà effettiva: nessuna logica e nessuna astrazione nel calcolo, ma applicazione pratica di ciò che si vede e strategie per dare a ciò che si vede un significato.

Vedere, insomma, supera il contare, e l’esempio più immediato e calzante è quello delle mani: tot dita corrispondono a un numero, un’intuizione che arriva senza contare. Bortolato porta come esempio i computer, che i bambini adorano e che sembrano così svelti a comprendere.

“La rivoluzione è proprio quella di nascondere questa sostanza interna tutta circuiti e logica. Lo schermo si riempie di icone che sono il ripristino delle emozioni al posto di formulazioni concettuali. Tutto questo è il "metodo analogico" che perseguo anch’io facendo scomparire nella matematica le cifre, le formule, e le riflessioni anticipate. Si impara subito, “ al volo”, per riconoscimento, avendo l’accortezza di mettere le informazioni nel loro posto, in cartelle, in armadi, in librerie, ecc. Nessuno apprezzerebbe più stringhe interminabili di algoritmi senza posto e senza volto".

Medoto analogico per l'insegnamento dell'italiano

Così come alla matematica, il metodo analogico può essere applicato anche all’insegnamento dell’italiano, con lo stesso concetto del vedere, e dunque dare un significato e imparare. L’insegnamento non avviene in un unico modo, non è né globale né analitico né sillabico o fono-sillabico, ma tutto insieme, variando da parola a parola e all’interno della stessa parola. Addirittura evolve man mano che si reincontra la stessa parola.

“Questa proposta applica il metodo analogico all’apprendimento della lettura e della scrittura e nasce proprio dall’esigenza di alleggerire il peso della scuola per i bambini, i genitori e gli insegnanti. Estende all’italiano gli stessi principi di essenzialità perseguiti in matematica e il ricorso a strumenti di apprendimento validi e significativi per tutti i bambini”, spiega Bortolato, che ha messo a punto un cofanetto dedicato all’apprendimento dell’italiano e che contiene strumenti e libri impostati sul suo metodo. 

Foto apertura: Seethong - 123.rf