Come reagire e rispondere agli insulti

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Come uscire bene da un litigio, possibilmente senza cedere alla violenza verbale e mantenendo il contegno

Pace e concordia sono stati di grazia tutto sommato non irraggiungibili in astratto

Ma nel rapporto con un'altra persona la serenità diventa una meta molto più utopica

Non è affatto improbabile trovarsi in situazioni in cui lo scontro – verbale, ovviamente – con amici, colleghi, famigliari e partner diventi inevitabile.

A quel punto scattano insulti, offese, parolacce, rancori e rotture. Ma se il conflitto è inevitabile, com'è possibile reagire e difendersi dalla violenza emotiva del “nemico”?

La risposta più istintiva è il contrattacco all'offesa. Più facile a dirsi che a farsi, in effetti, perché non sempre e non tutti hanno la battuta pronta, ma sopratutto perché in questo modo il dissidio subirà un'escalation di cui ci si potrebbe pentire.

La calma e il distacco sono invece atteggiamenti da favorire, sia per placare la contesa che per uscirne vincitori

Sono molte le tattiche che vale la pena esaminare.

  • Risposte brevi e concise: per scardinare un impianto accusatorio molto serrato, con un interlocutore che si avvale di frasi lunghe e pompose, si può utilizzare l'approccio contrario con fulminee esclamazioni di stupore che comunicano superiorità e scetticismo
  • La richiesta di spiegazioni: consiste nell'appropriarsi delle affermazioni più esagerate o sbagliate del rivale chiedendo una spiegazione a riguardo. È una tattica che provoca confusione e un ripensamento delle posizioni più estreme, fino a un compromesso o a una tregua
  • Il silenzio. Come un pugile che incassa colpi su colpi facendo stancare l'avversario, non controbattere può essere l'arma migliore. Accompagnato da un atteggiamento di indifferenza, anche un alito di vento può far cadere una montagna
  • Il nonsense. Una battuta che esula dalla situazione può sortire un effetto inaspettato di totale sbigottimento, fino alla risata liberatoria e conciliante
  • A muso duro. Continuare a ribadire la propria idea può essere una scelta saggia, quando l'altro parte da un'offesa in cui è insito un dubbio
  • Svagatezza. Fingere di non aver capito e cambiare discorso è una tattica che può funzionare, nel caso in cui chi inizia il litigio non sia affatto convinto di essere nel giusto
  • Ammettere i propri errori. Forse la cosa più difficile, nondimeno spesso la più efficace, a patto di non divenire la vittima sacrificale del conflitto
Differenze di genere

Per banale che sia, uomini e donne si comportano molto diversamente. Se i primi ricercano lo scontro naturalmente, e a volte quasi per gioco, per stuzzicare l'avversario, le seconde sono inclini a incassare e lanciare offese con grande serietà. Sono divergenze comportamentali da tenere in considerazione.

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