L'arte di invecchiare: intervista ad Arianne Clément

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I suoi modelli hanno dai 70 ai 102 anni e i loro occhi brillano di consapevolezza e sensualità. Con il progetto fotografico "L'arte di invecchiare", Arianne Clèment, fotografa canadese, racconta la bellezza e sfida gli stereotipi. L'abbiamo intervistata.

Marie Berthe sa. Sa che ogni angolo del suo corpo è impregnato di vita. Una vita lunga e densa, votata all'arte e al bello. Centodue anni di strada percorsa sulle stesse gambe, tra gioie, passioni, fatiche, smorfie, pianti, ferite, risate, addii e ripartenze.

Marie Berthe sa che ogni piccolo frammento del suo passato - ogni ostacolo superato trionfalmente, ogni emozione vissuta fino all'osso - è ancora vitale sulla sua pelle, sul suo volto.

nella foto: Marie-Berthe (102 anni)

Osservatene lo sguardo: è davanti a un obiettivo, eppure in quest'attimo fugace non esiste altro che lei, sedotta - nel riflesso - dall'audacia dei suoi stessi occhi. Perché Marie Berthe sa quant'è bella la vita, e quanto belli sono i segni che ha, magistralmente, lasciato su di lei.

Intervista ad Arianne Clément: l'Arte di invecchiare

Arianne Clément è una fotografa canadese che ha deciso di consacrare la sua arte principalmente alle persone anziane. Nel progetto L'art de vieillir celebra la diversità dei corpi e dei volti, mostrando una bellezza che resta intatta, pur cambiando forma, nel tempo.

nella foto: Ginette (72)

L'arte di invecchiare. Come è nato questo titolo?

Ho cercato per molto tempo un titolo per questa esposizione: ho lanciato un appello a tutti sui social network e ho fatto diverse sessioni di brainstorming. Poi ho ricevuto una lettera redatta da una religiosa che all'epoca aveva 97 anni, un racconto della sua vita intitolato "L'arte di invecchiare", nel quale approfondiva in particolare la questione della longevità e della salute. Ho pensato che questa formula catturasse esattamente l'essenza dell'esposizione.

Ovvero?

Invecchiare è ineluttabile, a meno che non si muoia giovani. Si può invecchiare bene o male, e "l'arte di invecchiare", in questo senso, è la capacità di prendersi cura della propria salute e, pur sapendo che si potrà perdere, mantenere uno stato d'animo sano. Significa mantenere alto il morale nonostante tutto.

nella foto: Christine (88), Paul (101)

Quando ha deciso di fotografare persone anziane?

Il progetto è cominciato mentre facevo un foto-reportage su delle donne centenarie del Québec. Una di loro, Marie Berthe (in apertura, ndr), che aveva allora 102 anni, era molto "civettuola" e disinvolta, per cui ho pensato di fare una sessione di foto con lei. Le immagini che sono venute fuori sono potenti perché mostrano che possiamo essere belle e, soprattutto, che possiamo sentirci belle a qualsiasi età. Ho quindi pensato di approfondire l'argomento e scoprire come le altre donne sperimentano i loro cambiamenti fisici quando invecchiano e come cambia il loro rapporto con la bellezza e la sensualità.

La foto di Marie- Berthe davanti allo specchio è in effetti emblematica: si guarda e nei suoi occhi brilla la coscienza di sé e della sua sensualità. Si guarda e sa di essere bella. La bellezza è sentirsi bene nella propria pelle?

Sì, penso sia essenzialmente questo. L'accettazione di sé dovrebbe prevalere sullo sguardo degli altri. Stare bene nel proprio corpo rende automaticamente carismatici. Si crea qualcosa che la gente desidera ottenere, e si arriva ad affascinarla.

nella foto: Lisa (70)

Di preciso, quali domande si è posta e quali risposte ha trovato nel realizzare questo progetto?

Bisogna precisare che questa iniziativa rientra nel movimento body positive che mira a mostrare dei corpi diversi di quelli abitualmente presentati nei media. Si tratta di essere più inclusivi nella scelta dei modelli.

In quest'ottica, la questione che mi ha animato è la seguente: come si percepiscono le persone una volta raggiunta una certa età? Avevo una grande curiosità per la vita sensuale ed erotica degli anziani. Si è condannati a vivere gli ultimi anni della propria vita senza sessualità?

E ne ha parlato con loro?

Con gli anziani si tratta di solito di un argomento tabù, ma sì, il progetto mi ha permesso di avvicinare il tema durante le interviste, e di trovare qualche risposta. La scoperta principale è che, a dispetto dell'età, è possibile vivere una vita sessuale assolutamente appagante. È incoraggiante! Molte delle persone che ho incontrato amano dormire a cucchiaio, baciarsi, condividere tenerezze, scambiarsi sguardi intensi. Tuttavia certe frustrazioni accompagnano la vecchiaia e la malattia. Per esempio, una donna il cui marito non riesce più ad avere erezioni deve rinunciare alla sua vita sessuale.

nella foto: Merutzah (70) e David (63)

Una questione che non sembra riguardare Merutzah e David...

Sì, ovviamente poi varia da persona a persona, ma in particolare Merutzah e David hanno una vita sessuale e sensuale più attiva e interessante di quella della maggior parte dei miei amici...

C'è qualcosa di nuovo sulla bellezza che ha appreso dopo questo progetto?

Per la maggior parte dei modelli, le priorità durante la loro vita sono state la famiglia, il lavoro e la religione. Dovevano essere responsabili. La bellezza era largamente associata alla vanità, e quindi declassata. Con l'età, avendo meno responsabilità, e per il cambiamendo delle mentalità, queste donne possono accettare di valorizzare la loro bellezza. Questo si traduce in nuove abitudini, come offrirsi le cure di un parrucchiere tutti i mesi, cosa che sarebbe stata impensabile per loro qualche decennio fa.

nella foto: Grand-mère Louve

Ascoltandoli, qualcosa l'ha sorpresa?

Ci sono poche cose che mi sorprendono ormai, perché negli anni ho sviluppato una buona conoscenza degli anziani. Ma rimane molto gratificante accompagnare queste donne in una riscoperta della loro bellezza e in una migliore accettazione di sé.

Come ha trovato i modelli e le modelle?

Stavo montando un'esposizione sul tema della sensualità femminile, ma non sono riuscita a trovare modelli nella mia rete. Ho finito per convincere una coppia di amici, Paul e Christine, a forza di insistere, di posare per me per delle foto "birichine". Una di queste immagini è finita su Facebook ed è diventata virale, quindi ho ricevuto numerose telefonate da giornalisti e richieste di interviste e ne ho approfittato per chiedere di trasmettere il mio appello a tutti. Così i media hanno condivisio il mio invito e ho potuto trovare dieci modelli che hanno immediatamente accettato di posare nudi o seminudi, secondo la preferenza di ciascuno.

nella foto: Lyette (74)

Nel progetto lei sottolinea molto i segni, o "imperfezioni", dell'età, che diventano IL valore.

L'idea non è mettere in primo piano le imperfezioni, ma piuttosto non considerare le rughe e altri segni del tempo come tali. Testimoniano le tappe della vita e del corpo, che è perfetto in sé. Tutto è bello e perfetto a qualunque età. È più importante disfarsi degli stereotipi che associano bellezza e giovinezza, secondo me.

Qual è stato l'aspetto più complesso di questo progetto?

La selezione delle foto da esporre. Non volevo andare oltre ciò che desidera il modello in termini di provocazione. Bisogna restare nel buon gusto, in modo che sia ben recepito dal pubblico: il confine è sempre sottile quando si lavora con la nudità. Una donna, in foto, può sembrare bella e forte, ma può scioccare. Il mio vuole essere un progetto positivo e non controverso: è quindi stato difficile eliminare alcune foto.

nella foto: Lyette

E invece l'aspetto più gratificante?

Quello più gratificante è senza alcun dubbio l'impatto positivo dell'esposizione per i modelli. La soddisfazione di vedere che condividono le loro foto, che una di loro è andata in Francia per vedere l'esposizione che la metteva in scena. Le testimonianze di queste donne durante le nostre conversazioni, che mi hanno spesso commossa. Christine, per esempio, mi ha confidato che le sue foto sono state per lei lo stimolo di cui aveva bisogno per continuare. E poi i commenti positivi del pubblico dell'esposizione ad Arles, formato da persone che arrivavano da diverse zone d'Europa.

I modelli le hanno parlato di come hanno vissuto il cambiamento dei loro corpi?

È sempre difficile per loro vedersi invecchiare, perdere la sanità, la loro autonomia. Devono fare fronte a numerosi cambiamenti, ma l'arte di invecchiare è proprio questo, accettare queste variazioni. 

nella foto: Paul e Christine

E della relazione con i partner? C'è una storia che l'ha particolarmente colpita?

Christine mi ha confidato di aver molto sofferto l'essere sposata a un uomo freddo e distante. Invecchiando, però, e vedendo la mortalità intorno a sé, Paul si è progressivamente addolcito ed è diventato un marito amabile e caloroso. Christine racconta di non averlo mai amato tanto come oggi.

Immagino che ognuno abbia un modo diverso di stare davanti a un obiettivo. Ma in particolare, ha notato delle differenze tra uomini e donne?

Ottima domanda! Osservo una costante: le donne si preoccupano molto della loro apparenza davanti all'obiettivo, si aggiustano i capelli, mi domandano se stanno bene. Per gli uomini, invece, nessuna inquietudine...

nella foto: Ginette

E lei, come si vede tra 40 anni?

Spero che avrò imparato l'arte di invecchiare! Mi auguro soprattutto di avere uno stato d'animo positivo, il cuore aperto e la capacità di meravigliarmi.

Progetti per il futuro?

Nel breve termine, i miei progetti consistono nell'esporre L'arte di invecchiare in giro per il mondo. Dopo il Québec, dove è stata presentata, sarà in Francia, Belgio e Russia. Mi piacerebbe molto che viaggiasse il più possibile: ne approfitto per fare un appello ai galleristi italiani!

Sto inoltre realizzando un reportage sulle zone blu (zone del mondo in cui l'aspettativa di vita è particolarmente alta, ndr), dove si trovano molti centenari. Ho visitato la Sardegna e la penisola di Nicoya in Costa Rica, e ora visiterò la California, il Giappone e la Grecia. Cerco di capire come si gestisce la sfida dell'invecchiamento in queste differenti zone e cerco di trasmettere con le mie foto delle modalità alternative di invecchiare, oltre a creare una conversazione con i centenari per permettere loro di condividere i loro consigli e la loro saggezza.

Foto: Arianne Clément, L'art de vieillir

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