Le 10 cose che non sai su The Handmaide's Tale

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Dal romanzo che ha ispirato la serie alle difficoltà intercorse durante le riprese causate dai copricapi bianchi: tutto quello che c'è da sapere su The Handmaid's Tale - "Il racconto dell'ancella".

Non c’è dubbio che The Handmaid’s Tale sia stata una delle serie Tv più apprezzate degli ultimi tempi. Ha avuto tredici nomination agli Emmy Awards, ne ha vinti otto, compreso quello per la miglior serie drammatica, il suo impatto sull’immaginario collettivo è stato enorme ed è stata rinnovata per una seconda stagione.

Ma siete sicuri di sapere tutto sulle serie? Ecco dieci cose che forse vi siete persi su The Handmaid’s Tale.

1. Innanzitutto, la serie Tv prodotta da Hulu non è il primo adattamento del romanzo di Margaret Atwood, che è diventato un film degli anni ’90 con Natasha Richardson (il ruolo era di Sigourney Weaver, poi lei rimase incinta). Il libro è poi diventato un’opera, un balletto e sarà trasformato anche in graphic novel.

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2. Il copricapo bianco che viene indossato dalle protagoniste impediva alle attrici di vedersi tra loro. Quindi sul set potevano recitare basandosi quasi soltanto sull’udito.

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3. Ricordate la Women’s March dentro la serie? Quella scena è stata girata molto prima che Donald Trump diventasse presidente degli Stati Uniti (e quindi molto prima della vera Women’s March). Quando si dice la preveggenza...

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4. Quando Offred e il Comandante giocano a Scarabeo, le prime due lettere a uscire sono la M e la A, un piccolo omaggio all’autrice del romanzo, visto che sono le iniziali di Margaret Atwood.

5. Secondo omaggio, un po’ meno piccolo: Margaret Atwood fa un cammeo nella serie, nel primo episodio addirittura schiaffeggia la protagonista.

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6. L’autrice sostiene che la sua opera non sia fiction e che tutto quello che racconta nel suo romanzo è accaduto, a un certo punto della Storia: nella Bibbia, nella rivoluzione iraniana, nella reazione contro il femminismo.

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7. Il motto in latino maccheronico Nolite te bastardes carborundorum (traduzione: "non lasciare che i bastardi ti schiaccino"), che diventa uno dei simboli della resistenza della protagonista, è una frase che Margaret Atwood ricordava circolare nella sua giovinezza di studentessa di latino. È una frase molto apprezzata dai fan ed è stata oggetto di diversi tatuaggi.

8. Al New York Times, Margaret Atwood ha confidato che il primo titolo del suo romanzo era Offred, il nome imposto alla protagonista della storia dal suo padrone. Le piaceva anche l’assonanza con la parola “Offered”, “Offerta”. Poi, però, optò per The Handmaid’s Tale.

8. La principale fonte di ispirazione letteraria di Margaret Atwood è il romanzo distopico di George Orwell 1984. Il suo libro è stato pubblicato proprio un anno dopo, nel 1985.

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9.Quattro delle cinque registe della prima stagione sono donne. Una di loro, Reed Morano (la regista dei primi tre episodi) è la direttrice della fotografia del video Lemonade di Beyoncé.  

10. Una scena del libro, in cui il personaggio di Janine viene umiliata dalle "zie" e dalle altre ancelle per aver subito uno stupro di gruppo a una festa è un esempio di slut-shaming (alias: "onta della sguadrina"), che sta ad indicare l'atto di far sentire una donna colpevole o inferiore per comportamenti e desideri sessuali che si discostino dalla morale corrente. La pratica viene descritta dalla Atwood nel 1984, ben prima che l'espressione fosse coniata.

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