Le 10 cose che resteranno degli anni 90

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Nel libro "Notti magiche - Atlante sentimentale degli anni Novanta" si delineano le coordinate di un tempo che sembra a tratti scomparso, ma ancora estremamente vitale almeno nei cuori di tutti coloro che quegli anni li hanno vissuti.

Per molti gli anni 90 sono solo un ricordo fatto di brutte pettinature, tante, ma tante merendine, videogiochi, gli 883 e le Tartarughe Ninja. Lasciate alle spalle le acconciature che ancora oggi ci fanno vergognare, c'è però da dire che molti di questi ricordi non vivono solo nella nostra memoria. Max Pezzali è ormai un'icona della musica italiana e i suoi primi dischi sono a tutt'oggi oggetti di culto. Delle Tartarughe Ninja - così come di Jurassic Park e dei Power Rangers - hanno persino fatto dei film. Nintendo ha riesumato la sua console classic e il Winner Taco è di nuovo nei bar.

Che sta succedendo dunque? Siamo tornati nel passato? No: è solo l'effetto nostalgia applicato al marketing. Per spiegarlo, i giornalisti e scrittori Errico Buonanno e Luca Mastrantonio hanno scritto "Notti Magiche Atlante sentimentale degli anni Novanta", che ci illustra il motivo per il quale alcune cose del nostro tempo non sono altro che un bellissimo déjà vu.

E allora andiamo a scoprire 10 cose che senza dubbio rimarranno degli anni 90.

10. Beautiful

ridge e brooke

Questa soap opera americana ha debuttato in Italia il 4 giugno 1990 su Rai 2, per poi traslocare nel 1994 su Canale 5, dove viene trasmessa ancora oggi. Ad accompagnare la trasmissione, nell'epoca del second screen, sono i cinguettii su Twitter, su cui la soap è ampiamente commentata con l'hashtag #TwittamiBeautiful. Beautiful per alcuni, è stata una vera e propria educazione sentimentale. Le prime idee sull'amore e sulla famiglia ce le siamo fatte lì, guardando Ridge e Brooke che si sposavano e si lasciavano con grande struggimento e facilità. Le facce concentrate di mamme e zie ci facevano capire che questa era la vita da desiderare, gli intrighi da fare, l'amore a cui aspirare. Per fortuna, dopo c'era Bim Bum Bam.

9. Oasis

Negli anni Novanta la musica era una cosa molto seria e veniva vissuta quasi come una lotta politica. Ci si chiedeva se si era fan degli Oasis o dei Blur, ad esempio. Ciò che ci insegna la cronaca di questi anni è che, mentre Damon Albarn ha sciolto il suo gruppo, dedicandosi a progetti per lui più stimolanti come i Gorillaz, noi siamo ancora qui a parlare degli Oasis e a sperare che i fratelli Gallagher tornino insieme.

Perché, anche se ascoltare il debutto da solista di Liam può essere ancora una simpatica esperienza, sentire Noel cantare Don't look back in anger a X Factor ci ha fatto sentire tutti più vecchi. "Anche per questo, - scrivono gli autori - lunga vita. Se non al britpop, al suo ricordo. Al nostro".

8. Gli 883

883

Gli autori affrontano le figure cardine dell'adolescenza anni 90 in due capitoli separati. Da una parte c'è Max Pezzali, dall'altra Mauro Repetto. Se un archeologo volesse scoprire che cosa pensavano gli italiani negli anni 90, la discografia degli 883 darebbe molte risposte e fornirebbe anche un saggio della lingua bizzarra che si parlava in quegli anni.

Con i versi "La regola dell'amico non sbaglia mai: se sei amico di una donna non ci combinerai mai niente, mai "Non vorrai rovinare un così bel rapporto!"", furono consegnati a questa generazione i cardini di un nuovo Teorema alla Marco Ferradini. Sta di fatto che se "il gruppo" di ascoltatori è rimasto unito, così non è stato per Pezzali e Repetto.

Max continua a cantare e a girare per stadi e arene, Mauro Repetto - il ballonzolante ballerino a lato di Pezzali in Nord Sud Ovest Est - rappresenta il lato oscuro di questa storia. I due si incontrano a scuola e iniziano a scrivere canzoni. Sul palco inizia a far finta di suonare la chitarra, dato che non sa fare molto altro, a parte ballare. E dato che fa finta malissimo, Cecchetto (il loro mentore) gli dice di ballare. Ed eccolo lì, il Repetto che conosciamo tutti. Che poi, però, decide di andare in America, da solo, mollando Max. Era il 1994. Berlusconi scendeva in campo e Mauro partiva per cercare una modella vista su un giornale. Tornato dagli States, truffato, senza un soldo e senza amore, Repetto inizia a lavorare come cowboy a Eurodisney. Lì un dirigente che aveva fatto l'Erasmus a Pavia lo riconosce e lo mette a capo degli eventi, cosa che fa tutt'ora, felice.

7. Lady D

Al pari di Beautiful, la soap opera tra il principe Carlo e Lady Diana ha affascinato chiunque. Milioni di persone presero a seguire ogni più minuta notizia proveniente da Buckingham Palace pur di avere uno straccio di informazione su adulteri, sofferenze e retroscena amorosi. Ma è stata la moglie trascurata, la Lady D morta in un incidente stradale nel 1997, a catturare i cuori di chiunque. Osannata come Madre Teresa di Calcutta, che morirà di lì a poco, dagli anni 90 ad oggi, anche dopo vent'anni, il suo mito non sembra minimamente scalfito.

6. Hiphoppettari

Per spiegare perché Sean "Diddy" Combs è l'artista hip hop più pagato al mondo bisogna tornare alla fine degli anni 80, quando i pantaloni si fecero larghi all'improvviso, i graffiti spopolarono sui muri e Jovanotti cantava la sigla della serie tv "Classe di ferro". Era il momento degli Articolo 31, Neffa e Frankie Hi-NRG. E, visti i patrimoni dei rapper e dei cantanti hip hop, sembra che il seme piantato in quegli anni sia cresciuto e stia benissimo.

5. Aids

Gli anni Novanta furono anche quelli in cui la paura del contagio da Aids era ovunque, complice una pubblicità dalla musica apprensive e quel tratto viola, pronto a contagiare chiunque, anche la persona più insospettabile. "Se lo conosci lo eviti" divenne un vero e proprio tormentone, l'alone viola un incubo per tutti.

4. Karaoke

karaoke fiorello

Anche se il karaoke è stato inventato in Giappone nel 1969, in Italia esplose tra il 1992 e il 1994 grazie all'omonimo show su Italia 1, condotto da Fiorello. Dopo un timido inizio, esplode la karaoke mania. Fiorello è il terzo personaggio più popolare in Italia, dopo il Papa e Di Pietro. La febbre si spegne due anni dopo, ma solo in tv: locali e pizzerie attrezzano il proprio show, un po' figlio della Corrida. Ancora oggi non esistono serate karaoke che vadano deserte.

3. Swatch

Un altro dei sopravvissuti degli anni 90 è lo Swatch. A quel tempo non si poteva non averne uno. Così mentre si imponeva l'oggetto che li avrebbe soppiantati per sempre - il cellulare -, l'orologio da polso viveva un momento di intensa euforia. Lo Swatch era l'oggetto concesso agli adolescenti, che li collezionarono e poi li dimenticarono. Prima di vederne un acceso ritorno proprio in questi anni.

2. Twin Peaks

Ospite dell'ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, David Linch e il ritorno del suo Twin Peaks sono stati due dei protagonisti del 2017. Ma questa serie tv viene direttamente dagli anni 90 dove, con la domanda "Chi ha ucciso Laura Palmer?", si avvinsero al piccolo schermo milioni di persone, tra cui molti adolescenti.

Tutti erano confusi dalla trama, di cui si capiva molto poco (ancora oggi). Sta di fatto che il terrore e l'inquietudine hanno presa anche sul pubblico di oggi, come dimostra il successo della terza serie, uscita a più di 20 anni di distanza dalla prima.

1. Game Boy

Foto William Warby

Se gli adolescenti di oggi non riescono a staccarsi dal proprio iPhone, quelli degli anni Novanta erano schiavi del Game Boy. Era la console portatile che permetteva di estendere l'intrattenimento da videogioco oltre le mura di casa. C'era Tetris e Prince of Persia. Benché non ci fosse nulla di sofisticato nella grafica, nulla poteva staccare un adolescente dal suo Game Boy.

Oggi la stessa Nintendo, cavalcando l'effetto nostalgia, sta riproponendo una consolle dal design uguale alla prima messa in commercio. Chissà se la stessa sorte toccherà al Game Boy! Per il momento c'è chi ha progettato una Game Shell con cui arricchire gli smartphone e dar loro un'immagine decisamente anni 90

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