Chiamami col tuo nome: la pesca, l'amore e il desiderio

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Delicato, sensuale, intenso. Il sequel del film di Luca Guadagnino, miglior pellicola del 2018 secondo Almodóvar, arriverà nelle sale tra qualche anno.

A bocca aperta. Come un adolescente che accoglie, avido, il suo primo bacio d'amore. Come il diciassettene Elio, che spalanca le labbra e si abbandona alla forza della passione per Oliver, ventiquattrenne ricercatore universitario. Un desiderio che sboccia a poco a poco, entra sottopelle e si insinua tra le pieghe dell'anima. Per poi prendere il sopravvento e travolgere. All'improvviso. Come una raffica di vento.

Quella tra Elio e Oliver, i protagonisti del film di Luca Guadagnino "Chi-amami col tuo nome", miglior pellicola del 2018 secondo Almòdovar,  è una bellissima storia d'amore. Una storia tra due persone. Una storia tra due corpi: quello efebico di Timothée Chalamet e quello scolpito di Armie Hammer (ripreso costantemente dal basso). Poco importa che i due protagonisti abbiano lo stesso sesso. A rotolarsi sull'erba avrebbe potuto esserci ognuno di noi, alle prese col suo primo batticuore in una calda estate d'agosto.

Elio e Oliver. Oliver e Elio. Due identità che si fondono e si confondono, fino a divenire una cosa sola. Fino a scambiarsi il nome, nel dialogo che dà il titolo al film. E non c'è gesto d'amore più grande che donare alla persona amata sè stessi, la propria identità.

Siamo negli anni Ottanta, l'ambientazione è ricostruita sapientemente attraverso zainetti Invicta, T-shirt fluo, walkman Sony, frammenti TV (spunta persino Grillo quando faceva il comico) e le canzoni che passavano alla radio in quel periodo, come Paris Latino dei Bandolero e Love My Way degli Psychedelic Furs. Tutto trabocca di arte, cultura e delizie della natura. 

Il ritmo è lento, placido. Sullo sfondo l'incantevole paesaggio dai toni pastello della campagna cremasca, il sole che scalda la pelle e alimenta il desiderio. Qui, in questo mondo ideale, Elio e Oliver possono esprimere liberamente i propri sentimenti senza ostacoli, nè pregiudizi. Tra un arrangiamento di Bach suonato alla maniera di Litz, una corsa in bicicletta, un tuffo in piscina e fedeli servitori che si chiamano "Anchise".

Il film è colto, sensuale, profondo. Guadagnino traspone con tocco delicato sul grande schermo il romanzo di André Aciman, favorendo una totale immersione nelle atmosfere del film e nella psicologia dei personaggi. Ci fa percepire i tormenti di Elio, perdere negli occhi azzurri e sognanti di Oliver, sentire i silenzi, le carezze, i piedi che si sfiorano e si intrecciano.

"Chiamami col tuo nome" vanta almeno due scene cult. In primis il toccante dialogo-confessione con un genitore illuminato, che rompe lo stereotipo dei padri che al cinema sono per il più delle volte ostili all'omosessualità dei figli: " Rinunciamo a tanto di noi per guarire più in fretta del dovuto, che finiamo in bancarotta a trent'anni, e ogni volta che ricominciamo con una persona nuova abbiamo meno da offrire. Ma non provare niente per non rischiare di provare qualcosa... che spreco!". E poi la pesca. Sì, la pesca. Morbida, vellutata, succosa. Protagonista della scena più esplicitamente erotica del film: “Quella scena – ha dichiarato Guadagnino - volevo toglierla dalla sceneggiatura. Nel libro è così forte ed esplicita e pensavo che non potesse esistere nella vita reale". Poi ha cambiato idea.

Chiamami col tuo nome 2: il sequel

No, André Aciman non ha saputo resistere al richiamo di Elio e Oliver. E così, a dicembre 2018, ha twittato: “Adorerei un seguito per Chiamami col tuo nome. Infatti, ne sto scrivendo uno”.

Il sequel cartaceo del romanzo, Find me, uscirà ad ottobre 2019, mentre il film ad esso ispirato potrebbe arrivare nelle sale tra qualche anno. Lo ha confermato lo stesso Guadagnino, che in una recente intervista ha dichiarato: "Sto lavorando alla storia con André Aciman, e sarà ambientata cinque o sei anni dopo gli eventi del primo film, quindi quasi negli anni '90 ... Abbiamo già i diritti di sfruttamento cinematografico del libro, quindi da quel punto di vista è tutto a posto".

Secondo alcune indiscrezioni il filo del racconto cinematografico verrà ripreso da dove era stato interrotto: con Elio – Thimothée Chalamet – che piange mentre guarda il finale del film capolavoro di Paul Vecchiali Once More. Nel sequel i genitori di Elio sono separati e lui vive a Parigi, città in cui trova un nuovo amore, mentre Oliver si appresta a tornare in Europa dopo aver ottenuto una cattedra in un college del New England. Gli altri principali membri del cast sarebbero tutti confermati: Armie Hammer nel ruolo di Oliver, Michael Stuhlbarg e Amira Casar nelle vesti dei genitori di Elio.

Ad interpretare la moglie di Oliver sarà forse Dakota Johnson, la nuova attrice-musa di Guadagnino, con cui il regista ha già lavorato in A Bigger Splash e Suspiria. Cambierà, invece, l’ambientazione: il sequel si svolgerà quasi tutto a Parigi.

Nonostante il progetto stia già prendendo una forma ben definita, le riprese non sono però previste a breve: "Luca Guadagnino mi ha spiegato tutto il film: in che situazione inizia la storia, che direzione prende, in che modo si conclude, tutti i personaggi e ogni evento che deve accadere. Sappiamo tutti i dettagli, ci ha spiegato ogni elemento. Ma per quanto riguarda l'aspetto cronologico nella storia c'è un salto temporale. Quindi Luca vuole attendere in modo che possiamo invecchiare un po' di più e dare un senso a quel tempo trascorso, con un approccio un po' in stile Linklater", ha dichiarato recentemente Armie Hammer.

Dunque, non ci resta che attendere.

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