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Donne da Oscar

Da Janet Gaynor a Meryl Streep, passando per Emma Stone, fino ad arrivare a Greta Gerwig. Tutte le donne protagoniste della storia degli Oscar.

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PEOPLE: L'ATTUALITA'
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Lina Wertmüller e le altre registe da Oscar

Si è spenta nella notte tra l'8 e il 9 dicembre 2021 Lina Wertmüller, una delle più grandi registe italiane: aveva 93 anni. È stata la seconda donna nella storia a ricevere l’Oscar alla carriera come Miglior Regista.

Si è spenta nella notte tra l'8 e il 9 dicembre 2021 Lina Wertmüller, una delle più grandi registe italiane: aveva 93 anni. È stata la seconda donna nella storia a ricevere l’Oscar alla carriera come Miglior Regista.

Ha firmato film indimenticabili, segnando la storia della commedia italiana. Nel 2019 Lina Wertmüller si era accomodata a buon diritto nell’Olimpo dei detentori di statuette dorate. Tra amici del tempo perduto, come Fellini e De Sica, e astri moderni del firmamento nazionale, come Sorrentino. A lei il secondo Oscar alla carriera della storia come miglior regista donna. A precederla, nel 2018, solo l’indimenticabile Agnes Varda.

Dopo il debutto al cinema nel 1963 con "I basilischi", e la versione tv del libro per ragazzi "Il giornalino di Gian Burrasca", è iniziata per Lina Wertmüller una carriera densa di successi: sua l'intuizione di "accoppiare" cinematograficamente Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, protagonisti di due dei suoi film più importanti: "Mimi' metallurgico ferito nell'onore", del 1972, "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto", del 1974.

La sua vena artistica comica e surreale sarà il suo cavallo di battaglia, mentre la mania per i titoli "lunghissimi", il suo marchio: da "La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia" (1978), a "Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici" (1978). Da "Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante de strada" (1983) a "Notte d'estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico" (1986). Fino al suo ultimo film, nel 2004, con Sophia Loren e Frank Murray Abraham: "Peperoni ripieni e pesci in faccia".

Nata il 14 agosto 1928 Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spañol von Braueich (questo il suo nome completo), la regista italiana è entrata nella storia dell’Academy anche per essere stata la prima donna a ricevere la candidatura come miglior regista, nel 1977, per il film Pasqualino Settebellezze, che le è valso anche una nomination per la miglior sceneggiatura originale in aggiunta alle nomination come miglior film straniero e come miglior attore a Giancarlo Giannini.

Per abbattere questa barriera ci sono volute 49 edizioni della prestigiosa cerimonia, ma la situazione non è migliorata molto nelle successive edizioni per le sue colleghe registe: sono infatti solo 5 le donne che nella storia degli Oscar hanno ricevuto la nomination come miglior regista.

Oltre a Lina, le altre sono:

Jane Campion

Nel 1993 la regista neozelandese ricevette la nomination per il film Lezioni di piano e vinse la statuetta per la sceneggiatura originale. Il film ricevette 8 nomination e Holly Hunter e Anna Paquin fecero doppietta nelle categorie miglior attrice e miglior attrice non protagonista.

Sofia Coppola

Nel 1991 la figlia di Francis Ford Coppola ricevette 2 Razzie Award e critiche negativissime per Il padrino – parte 3. Questo probabilmente la spinse a cambiare ruolo del mondo del cinema. Dopo aver debuttato con Il Giardino delle Vergini suicide la regista ricevette la nomination per Lost in Translation e come la Campion vinse l’Oscar come miglior sceneggiatura originale.

Kathryn Bigelow

Nel 2010 finalmente abbiamo la prima donna vincitrice; la regista ricevette la statuetta dalle mani della collega Barbra Streisand per il film The Hurt Locker che le valse anche il premio per il miglior film. Fun fact: la Bigelow in quell’edizione degli Oscar sconfisse l’ex marito James Cameron.

Greta Gerwig

L’attrice musa del cinema indipendente americano Greta Gerwig ha ricevuto la nomination nel 2018 per il Film Ladybird, che le valse anche la candidatura nella categoria sceneggiatura originale. Questo racconto di formazione parzialmente autobiografico ricevette 5 pesanti nomination. Ma non riuscì a vincere nemmeno un premio.

Foto: LaPresse