Achille Lauro a Sanremo 2020: «Io me ne frego»

Dopo il debutto nella 69esima edizione, il trapper torna all'Ariston con un brano che fa discutere già dal titolo. Dall'infanzia difficile agli esordi nella musica fino alla partecipazione a Pechino Express, le cose da sapere sul cantante.

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La sua “Rolls Royce” al Festival di Sanremo 2019 si è classificata al nono posto. Ma ha fatto discutere parecchio e l’ha reso noto al grande pubblico. Il trapper Achille Lauro torna all’Ariston a un anno di distanza con una canzone, “Me ne frego”, che è già nell’occhio del ciclone. Le cose da sapere sul cantante e sul brano in gara.

Chi è Achille Lauro

Achille Lauro, vero nome Lauro De Marinis, è nato l’11 luglio del 1990 ed è cresciuto nel quartiere romano di Conca d’Oro, in un contesto difficile. «La mia famiglia era scioccante», ha raccontato nell’autobiografia “Sono io Amleto”: «Sembrava che nessuno fosse al posto giusto, che nessuno provasse quello che doveva provare». A 14 anni è andato a vivere insieme al fratello maggiore Federico, producer del collettivo Quarto Blocco, che lo ha introdotto nell’underground dell’hip hop romano. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo mixtape, intitolato “Barabba”, mentre il suo primo album, “Achille Idol Immortale” è uscito nel 2014. Insieme al suo produttore Boss Doms ha partecipato a Pechino Express nel 2017, mentre due anni dopo è arrivato il debutto a Sanremo.

Rolls Royce, Achille Lauro e il successo di Sanremo 2019

Achille Lauro ha partecipato alla 69esima edizione del Festival con “Rolls Royce”, brano orecchiabile che durante la kermesse è stato accusato da Striscia la Notizia (e non solo) di essere un vero e proprio inno al consumo di ecstasy. Nella canzone, che si è piazzata al nono posto, Achille Lauro cita diverse figure del rock (Jimi Hendrix, Doors, Elvis, Axl Rose, Amy Winehouse), ma anche Marilyn Monroe, Van Gogh e Paul Gascoigne, tutti accomunati da una vita di eccessi. E, in alcuni casi, da una morte prematura.

Sanremo 2020: Achille Lauro attaccato per la canzone ‘fascista’ “Me ne frego”

“Me ne frego”, il brano con cui Achille Lauro partecipa a Sanremo 2020, è già stato accusato di essere fascista. Il motivo? Tutto nasce dal titolo della canzone, che durante il Ventennio (e anche prima) è stato un motto di Benito Mussolini. Tutto qui. La canzone, infatti, raccontando un amore difficile, non ha alcun riferimento politico.

Gli album e i successi di Achille Lauro

Achille Lauro ha all’attivo cinque album, un Ep e numerosi singoli. La consacrazione artistica è arrivata con la samba trap di “Pour l’amour”, album uscito nel 2018 che contiene “Midnight Carnival” e “Amore mi”, ma soprattutto “Thoiry Remix”, il più famoso dell’intera carriera di Achille Lauro fino a “Rolls Royce”. Brano poi inserito nel quinto album “1969”, uscito dopo Sanremo 2019, trascinato dai singoli “C’est la vie” e “1990”, che ha segnato una svolta dance nella carriera del camaleontico artista romano. 

Foto: LaPresse

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