Eddy Anselmi: «Sanremo è come il palio di Siena. Il segreto è la gara»

Notizia Notizia

Arriva in libreria la guida per sapere tutto ma proprio tutto sul Festival di Sanremo. La parola all’autore Eddy Anselmi.

Ti potrebbero interessare

Per tutti gli amanti del Festival di Sanremo o semplicemente per chi è curioso, arriva nelle librerie “Il Festival di Sanremo”, la guida, edita da De Agostini, che ripercorre i primi 69 anni della storia del festival della canzone italiana curata da Eddy Anselmi, storico della musica leggera e del custome giornalista e autore televisivo.

Alla vigilia della 70° edizione di Sanremo, abbiamo fatto qualche domanda ad Eddy Anselmi per capirne di più e toglierci qualche curiosità.

Il libro è ricchissimo di dati, curiosità e aneddoti sul Festival. Avrai fatto un lavoro certosino. Come hai raccolto i materiali?
Il libro è un progetto che ha oltre dieci anni. Nato in un’altra casa editrice nel 2009, si era poi arenato: l'ho ripreso in mano l’anno scorso. È frutto del mio lavoro di ricerche, giornali, biblioteche, letture e visioni di vecchi filmati. Non si poteva trovare tutto. Alla vigilia della settantesima edizione, con la complicità di De Agostini, ho ripreso in mano il tutto e l’ho aggiornato. Ci sarebbe altrettanto materiale per una seconda guida!

Il festival è chiaramente una tua grande passione ed è una passione anche degli italiani, visto il grande successo di pubblico televisivo che raccoglie. Secondo te perché piace così tanto?
Il segreto è che è una gara di canzoni, se fosse un concerto con gli stessi cantanti non avrebbe lo stesso seguito. È come il Palio di Siena, dove la la gara è al centro di tutto, dove la corsa dei cavalli è al centro di tutto. È tutto racchiuso nei 30 secondi finali in cui decretano il vincitore, quello è il senso.

Eddy Anselmi

Nel libro ripercorri dal 1951, anno per anno, decennio per decennio la storia del festival. Proviamo a dare un aggettivo ad ogni decennio del festival?
Certo! Negli anni Cinquanta Sanremo era ingenuo, negli anni sessanta era ricco, negli anni settanta confuso, negli anni ottanta diventa rassicurante, negli anni novanta conservatore, negli anni duemila diventò cauto mentre negli ultimi dieci anni coraggioso!

Qual è il tuo festival del cuore?
Il Festival del 1989 proprio per motivi di cuore!

Che impressione hai del festival che sta per iniziare, condotto da Amadeus?
Direi ottima, ci sono 24 big in gara con una rappresentazione abbastanza grandangolare della musica leggera di questo paese. Vediamo cosa sarà ma mi sembra che si sia partiti su una strada di originalità, vedo la mano di Amadeus sul cast e sulle prime scelte ma anche una strada di continuità rispetto ai festival di Baglioni.

Sei anche il capodelegazione aggiunto dell’Eurovision per l’Italia. A te spetta sempre il compito di chiedere al vincitore di Sanremo se vuole partecipare al concorso europeo. A chi speri di fare questa domanda quest’anno?
La risposta è diplomatica: lo vorrei chiedere al vincitore del Festival e vorrei che mi dicesse di sì! Chiunque dovesse vincere il Festival sarà come Peter Parker: punto dai superpoteri del ragno! Non posso ovviamente dire per chi faccio il tifo.

L’anno scorso siamo andati vicinissimi alla vittoria dell’Eurovision. Cos’è mancato?
27 punti!

Foto apertura: LaPresse

Hobby e tempo libero
SEGUICI