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Stash dei The Kolors: “La piccola Grace è il mio successo più grande”

Mal di gola è la nuova canzone dei The Kolors ricca di influenze e sonorità degli anni Ottanta.

Mal di gola è la nuova canzone dei The Kolors ricca di influenze e sonorità degli anni Ottanta.

È nato nel 1989, solo alla fine degli anni ottanta Stash Fiordispino, il leader dei The Kolors, alla fine di quella magica decade le cui influenze si possono ritrovare nel nuovo singolo della band nata ad Amici di Maria De Filippi.

“Gli anni ottanta stati la vera fase dell’ultima sperimentazione musicale, in radio e nei negozi di dischi trovavi i Cure, i Dire Straits e Michael Jackson, tre sapori cosi diversi che ti fanno pensare ad un fermento estremo", dichiara Stash.

E la nuova anima dei The Kolors è ricca di influenze di quegli anni: “Mal di gola” è l’ultimo singolo della band e arriva dopo successi come “Pensare Male” “Non è vero” “Everytime” “Me Minus you”, una hit dopo l’altra che hanno portato in dote 7 dischi tra oro e plastico, milioni di views e i primi posti di tutte le classifiche radiofoniche.

Non c’è solo la musica nella vita di Stash. Il 2020 ha regalato al cantautore campano anche la piccola Grace, la bambina nata a dicembre 2020 dall’amore con la compagna Giulia Belmonte. In questa intervistata scoprirete uno Stash inedito, innamorato pazzo della sua bambina – “sono già gelosissimo, mi immagino quando avrà un fidanzatino e me lo porterà a casa” – e della musica ovviamente, la sua passione di sempre.

Stash, partiamo da Mal di gola, il vostro nuovo singolo ricco di sonorità che derivano dagli anni ottanta. Quanto ti hanno influenzato quegli anni?

È stata la decade che più ci ha influenzato, anche umanamente. Questo brano è proprio quello che io mi prendo dagli anni 80, è la nostra citazione sonora e testuale di quel mondo che indossava le spalline. Mal di gola è secondo me il brano che rappresenta al meglio la nostra nuova anima, la nuova identità dei The Kolors che è partita con “Pensare male” e segue una strada analogica nella produzione. Il nostro primo interesse è la voglia di fare musica che quando ascolti in radio dici “Che bella canzone!”.

Sei nato nel 1989, quasi alla fine di quegli anni. Cosa ti piace di quell’epoca, cosa ti porti nel cuore?

Penso che siano l’ultima fase di vera sperimentazione, se pensi che in quella decade in radio e nei negozi di dischi trovavi i Cure, i Dire Straits e Michael Jackson, tre sapori cosi diversi che ti fanno pensare ad un fermento estremo di ricerca musicale. Quello è per me il diamante degli anni ottanta, è proprio la voglia di essere un po’ tutti icone. Prendi Freddy Mercury, Michael Jackson, David Bowie, Mark Knopfler, sono tutte icone. Riuscivano a rendere iconico tutto, soprattutto il messaggio, a prescindere dal genere. Non esiste un genere musicale vero degli anni ottanta e questo è quello che mi piace. Ci dà una tavolozza di colori cosi ampia che veramente riusciamo a raccontare anche un progetto contemporaneo con quelle sfumature.

the kolors

Cosa succederà nei prossimi mesi per i The Kolors?

Ci sarà tanta musica, abbiamo cercato di interpretare in maniera positiva un momento così negativo sfruttando al massimo tutto il tempo in piu che avevamo a disposizione. Abbiamo messo tanta carne al fuoco e abbiamo in mano un bel po’ di canzoni che usciranno non dico a mitraglietta ma quasi!

C’è un pezzo della canzone in cui citate Vasco: “Me l’ha detto Vasco, siamo solo noi”.

Vasco rappresenta una mentalità, uno stile di vita. La citazione del “siamo solo noi” con la velata paternità del concetto di “siamo solo noi” è stata una cosa voluta come ogni cosa che riguarda Mal di gola. Quella citazione è per me un cercare di omaggiare un concetto, ossia di voler dire la propria piuttosto che essere abbandonati. Vasco ha dato voce a chi la vedeva in maniera diversa, con una propria visione distaccandosi spesso dalla visione più comune delle cose. Chiunque inizi a scrivere una canzone anche non conoscendo bene Vasco sta mettendo dentro qualcosa che ha “iniziato” Vasco. È un idolo, come lo è Michael Jackson.

Per molti il 2020 è stato un anno da dimenticare, tu invece sei diventato papà. Su Instagram parlando della tua piccola Grace hai scritto “Spero di essere la tua certezza”. Come stai vivendo questa tua nuova fase della vita?

Mamma mia! È qualcosa di talmente forte che fai quasi fatica a pensare che si potesse provare un amore cosi forte. Nessuno si dimenticherà di questo 2020, per me è stato l’anno della scoperta della bellezza dell’ignoto, tutto quello che non ti aspetti sia dal punto di vista lavorativo che umano. Mi è accaduto tutto quest’anno. Come Mal di gola è l’emblema della nuova anima dei The Kolors, per me il 2020 è l’emblema della bellezza dell’ignoto. E dico bellezza nonostante abbiamo vissuto un anno brutto. Per me per ovvi motivi non è stato cosi. Anche nella parte più negativa che ho vissuto anche io (non mi è piaciuto non fare un tour o starmene a casa) cerco di leggere e trarne del positivo.

Sarai impazzito per la tua bambina.

Si è veramente bella bella bella. Per me che sono gelosissimo sarà tosta, soprattutto quando sarà adolescente e avrà il suo fidanzatino e me lo porterà a casa ma non ci pensiamo! È sicuramente la cosa più bella che abbia mai fatto, il mio piu grande successo.

Hai annunciato l’arrivo di Grace ad Amici di Maria de Filippi. Cosa ti ha detto Maria De Filippi quando ha saputo che stavi per diventare papà?

Maria lo sapeva già da prima dell’annuncio in tv. Penso che oltre alla mia famiglia fosse l’unica a saperlo. Fin da subito è stata felice perché ha sentito i discorsi che facevo spesso su Giulia, la mia compagna, e dicevo: ma ti rendi conto che sono davvero innamorato?  La prima cosa che mi ha detto Maria è stata: “È giusto che arrivi adesso perché per la prima volta ti vedo davvero innamorato!”.

Foto apertura: LaPresse