Viaggiare ai tempi del Coronavirus: 13 cose da sapere

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Come viaggiare in sicurezza ai tempi del Coronavirus? Tra restrizioni, possibili quarantene e Paesi a rischio ecco le cose più importanti che dovreste sapere prima di partire.

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È un’emergenza globale che all’inizio sembrava circoscritta solo alla Cina, ma che poi ha finito per coinvolgere tutto il mondo, tra la paura di molte persone e le difficoltà di chi in questi giorni sta cercando di mettersi in viaggio. La diffusione del Coronavirus sta continuando a creare molti problemi e anche l’Italia, dove il virus si è diffuso molto rapidamente, da ormai qualche settimana è attiva su più fronti per cercare di affrontare al meglio questa emergenza.

Viaggiare ai tempi del Coronavirus: cosa bisogna sapere

Il Governo ha messo in atto tutta una serie di misure volte a eliminare o comunque ridurre al massimo il rischio di contagio e queste precauzioni stanno inevitabilmente mettendo in difficoltà chi in queste settimane deve mettersi in viaggio. Cosa fare prima di partire? L’unico modo per non farsi trovare impreparati è essere ben informati ed è per questo che SosTariffe.it ha condiviso un'utile infografica che riassume 13 cose fondamentali che ogni viaggiatore dovrebbe conoscere prima di preparare i bagagli. Ecco quali sono:

13. I Paesi più colpiti dal Coronavirus

Il primo Paese in cui ha cominciato a diffondersi il virus è la Cina, che ha registrato circa il 95% dei contagi. Poi l’emergenza ha colpito la Corea del Sud, che conta oltre 1200 casi di contagio e poi, nella lista dei Paesi con il maggior numero di contagi c’è anche l’Italia, dove il numero di persone risultato positivo al virus ha raggiunto i 350 ed è ancora in crescita.

12. Come verificare se un Paese è sicuro

Prima di mettersi in viaggio può essere un’ottima idea consultare il sito ufficiale del Ministero degli Esteri (viaggiaresicuri.it) per capire quali sono i Paesi a rischio.

11. Restrizioni per i viaggiatori italiani

Sempre sullo stesso sito, il Ministero degli Esteri fornisce frequentemente news, informazioni e aggiornamenti sulle restrizioni che gli altri Paesi hanno deciso di estendere ai viaggiatori provenienti dal nostro Paese.

10. Quarantena per chi arriva dall’Italia

Paesi come Regno Unito, Malta, Croazia e Israele hanno disposto la quarantena (o l’auto-quarantena preventiva) per coloro che arrivano da determinate aree dell’Italia e specialmente dalle cosiddette “zone rosse”, per scongiurare il rischio di un’epidemia di ritorno. Molti Paesi non hanno impedito la mobilità da e verso l’Unione Europea, ma altri, come ad esempio la Russia e l’Arabia Saudita, sconsigliano fortemente ai propri cittadini di venire in Italia in questo momento così delicato.

>>>LEGGI ANCHE: "Chiara Volpato: Coronavirus, ecco come nasce l'isteria di massa."

9. Accesso bloccato ai viaggiatori italiani

Per motivi di sicurezza, ci sono invece paesi come Giordania, Seychelles, Mauritius e Kuwait, che non permettono l’accesso ai viaggiatori italiani. Gli Stati Uniti hanno disposto screening sanitari sia per chi parte che per chi arriva, con la possibilità di negare l'imbarco già all'aereoporto di provenienza. Sempre negli States potrebbe inoltre essere disposto l'isolamento all'arrivo per chi proviene da aree a rischio, compresa l'Italia. Ai passeggeri provenienti da Lombardia e Veneto arrivati in Usa verrà comunque consigliato l'auto isolamento per 14 giorni. Meglio saperlo prima di mettersi in viaggio e incorrere in una grande delusione.

8. Rimborso di un viaggio già prenotato

Chi aveva un biglietto ma non potrà raggiungere la propria meta, può provare a ottenere un rimborso per il viaggio cancellato, se previsto dalla propria assicurazione o dal biglietto. In generale, se la propria destinazione è in una zona rossa è previsto l’annullamento e il rimborso per motivi di sicurezza.

Foto: maridav - 123.RF

 

7. Zone rosse e zone gialle in Italia

Nel nostro Paese, le zone rosse, ovvero quelle maggiormente colpite da Coronavirus, sono tutte in Lombardia (nei comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini) e Veneto (Vo’Euganeo). Le zone gialle invece includono anche diversi comuni del Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Trentino e Friuli Venezia-Giulia.

6. Limitazioni all’accesso alle zone rosse in Italia

Chi negli ultimi 14 giorni è stato nelle zone rosse è tenuto a comunicarlo immediatamente alla ASL che disporrà subito la “sorveglianza sanitaria” e “l’isolamento fiduciario”. E inoltre in queste aree a rischio sono stati predisposti diversi presidi delle forze dell’ordine che applicano i divieti di accesso e di allontanamento.

5. Le limitazioni per chi arriva dall’Italia

Fatta eccezione per le zone rosse, non c’è alcuna limitazione per i viaggi in Italia. Qualche problema lo ha solo chi deve andare all’estero visto che alcuni Paesi hanno bloccato l’accesso ai viaggiatori provenienti dal nostro territorio.

4. Prenotare un viaggio

Chi comunque ha necessità di prenotare un nuovo viaggio, per tutelarsi e non incorrere in brutte sorprese, dovrebbe mettere in conto l’acquisto di un’assicurazione viaggi che preveda la possibilità di annullamento o il rimborso in caso di cancellazione.

3. Assicurare un viaggio già prenotato

E chi aveva già prenotato da tempo il proprio viaggio ma non aveva acquistato l’assicurazione, può farlo adesso: del resto è l’unico modo per tutelarsi contro eventuali cancellazioni dell’ultimo minuto.

2. Cosa fare prima di partire

Prima di partire, nel caso di viaggi all’estero, è fondamentale informarsi sulla sicurezza della propria destinazione e su possibili limitazioni all’accesso. Sul sito “viaggiaresicuri.it” si trovano tutte queste info e anche i numeri per mettersi eventualmente in contatto con le autorità italiane dall’estero.

1. Sintomi influenzali prima di partire

Per qualsiasi dubbio, chi si trova all’estero può contattare l’Autorità italiana competente e il servizio sanitario locale. Chi invece si trova Italia, nel caso di comparsa di sintomi influenzali come tosse, febbre, mal di gola e difficoltà respiratorie dovrebbe chiamare il proprio medico curante, evitando di raggiungere il pronto soccorso, in modo da ridurre al minimo il rischio di un’eventuale diffusione del virus. Anche per questo, ogni Regione italiana ha messo a disposizione un numero verde, disponibile sul sito del Ministero della Salute, al quale rivolgersi in caso di necessità.

Foto apertura: maridav - 123.RF

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