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Cosa vedere e fare a Sanremo, senza Festival (non stiamo scherzando)

I caruggi del vero centro storico, i numerosi giardini, il casinò, persino una statua di Mike Bongiorno. E tanto altro. La Città dei Fiori merita di essere visitata anche in altri periodi dell’anno.

I caruggi del vero centro storico, i numerosi giardini, il casinò, persino una statua di Mike Bongiorno. E tanto altro. La Città dei Fiori merita di essere visitata anche in altri periodi dell’anno.

Stavate pianificando di visitare Sanremo in occasione del Festival, ma le restrizioni legate al Coronavirus vi hanno impedito di farlo, in quanto il vip watching - cioè la gitarella sanremese per avvistare i partecipanti in gara - non rientra incomprensibilmente tra i motivi di necessità? Potete benissimo farlo quando sarà possibile muoversi liberamente tra regioni. Anzi dovreste farlo tra un po’, perché Sanremo è Sanremo anche quando non si canta all’Ariston. E non è affatto male. Ecco le cose da fare e da vedere nella Città dei Fiori.

Un salto (comunque) all’Ariston

Inutile girarci intorno: anche se visiterete Sanremo in tempo di non-Festival, l’Ariston sarà lo stesso la prima cosa che andrete a vedere. È più forte di chiunque, figuriamoci di voi. Irresistibilmente retrò ma probabilmente deludente da fuori per chi se lo aspetta maestoso, nella vita di tutti i giorni è un cinema-teatro come tanti. Ecco, magari potrete guardarci un film, nella sala principale: costa meno di un posto in platea durante il Festival e se vi addormentate non vi sentirete eccessivamente in colpa.

La via dello struscio

L’Ariston si trova al civico 212 di Corso Giacomo Matteotti: detto “La Vasca”, è il cuore vivo e pulsante di Sanremo, la via chic dove si concentrano bar, ristoranti e gelaterie, così come boutique e negozi di abbigliamento per tutte le tasche. C’è persino una walk of fame, con targhe dedicate a tutti i brani vincitori del Festival dal 1951 a oggi. Sì, anche a Fiumi di parole dei Jalisse. Nei pressi della nostra Hollywood Boulevard, all’incrocio con via Escoffier, ci si può imbattere anche in una statua di Mike Bongiorno, affiancata da una che ritrae al signor Giancarlo.

Il casinò Liberty

casino sanremo

Corso Giacomo Matteotti collega Piazza Colombo al Casinò di Sanremo: questo bell’edificio in stile Liberty, inaugurato nel 1905, ha ospitato il Festival della Canzone Italiana dal 1951 al 1976. Progettato da un francese, si trova però in Corso degli Inglesi.

Tra i caruggi della Pigna

pigna sanremo

Dal centro cittadino di oggi, ci si inerpica in quel dedalo di caruggi che è la Pigna, cioè l’antico nucleo di Sanremo. Ogni angolo regala scorci interessanti, in un alternarsi di case variopinte, archi, viuzze ripide, scalinate, botteghe e piazzette storiche. Da non perdere Piazzetta dei Dolori, come quelli che avrete alle gambe dopo averla raggiunta.

Le chiese principali

santuario sanremo

Ancora più in alto si trova il Santuario della Madonna della Costa, edificato a circa 100 metri sul livello del mare e visibile anche a notevole distanza: il classico avviso ai naviganti. Di stile barocco, non si sa con certezza quando fu edificata. Nessun problema in tal senso per la chiesa di Cristo Salvatore, costruita all’inizio del Novecento dalla nobiltà russa: cinque cupole a cipolla e San Basilio scansati. Risale invece al XII secolo la Cattedrale di San Siro, l’edificio religioso più antico della città che allieta i vicini grazie alle 12 campane.

chiesa russa sanremo

I giardini della Città dei Fiori

Siamo pur sempre nella Riviera dei Fiori, anzi nella Città dei Fiori: non li volete vedere due giardini? Gli spazi verdi di Sanremo includono il parco di Villa Ormond, con il suo giardino giapponese, e i giardini Nobel, parte della residenza dove visse gli ultimi anni il papà della dinamite (che morì proprio a Sanremo). Ad ogni modo, per quanto riguarda verde e lussuose residenze, nella Città dei Fiori non c’è che l’imbarazzo della scelta: i Giardini di Palazzo Bellevue, il Parco di Villa del Sole e i Giardini Regina Elena sono solo alcuni suggerimenti.

Il porto nuovo e quello vecchio

A due passi da Villa Nobel c’è il porto turistico Portosole: è qui che avrete occasione di vedere barche che non potrete mai permettervi. Il porto vecchio di Sanremo non è lontano ed è sorvegliato dalla Fortezza di Santa Tecla, edificio militare innalzato nel Settecento dalla Repubblica di Genova. A proposito di architettura militare, prima che cada avete la possibilità di dare un’occhiata alla torre della Ciapela: si trova davanti al mercato del pesce, dove potete comprare un branzino.

Pedalate e passeggiate vista mare

Sanremo non è importante solo per gli amanti della canzone italiana, ma anche per gli appassionati di ciclismo. È infatti il punto di arrivo della Milano-Sanremo, prima grande classica del calendario, che di fatto apre la stagione. Perché allora non sprintare sulle due ruote percorrendo una parte del percorso ciclopedonale ricavato dalla vecchia linea ferroviaria a binario unico? Lunga in tutto 23 km, la pista attraversa la Riviera dei Fiori (da Ospedaletti a San Lorenzo al Mare) ed è tra le più estese del Mediterraneo. In alternativa, si può andare a piedi: imperdibile la Passeggiata dell’Imperatrice, con le palme da una parte e il mare dall’altra. C’entra di nuovo la Russia, ma Sanremo non l’ha ottenuta nello scambio che ha portato Toto Cutugno a Mosca. Deve infatti il suo nome all’imperatrice Maria Alexandrovna, che nel 1874, dopo un lungo soggiorno in città, donò al Comune una considerevole somma per adornare il corso di ponente con una serie di palme

Da San Remo a San Romolo

Sanremo o San Remo? La doppia dicitura ha resistito a lungo ed è piuttosto curioso. Ma non quanto il fatto che il santo protettore della città sia San Romolo, eremita che visse gli ultimi anni in una bauma (grotta) ai piedi del Monte Bignone. La grotta in questione è oggi una cappella e si trova appunto nella frazione di San Romolo, paesino sviluppatosi attorno a un grande prato verde (dove nascono speranze?)

Sanremo a tavola

Che turismo sarebbe senza un assaggio delle specialità locali? Da provare il coniglio alla sanremese (o sanremasca), servito con un sugo arricchito di noci e olive (a proposito, Taggia non è lontana), così come il brandacujùn, che a dispetto del nome è a base di stoccafisso e patate. E poi non la volete mangiare un po’ di focaccia? Consigliamo la sardenaira, versione locale della tradizionale pissalandrea ligure, ma con le acciughe dissalate sostituite da sardine.

Foto: Dmytro Surkov@123rf.com