MANUPUMA: Chi è la cantante che duetta con Arisa in “Nucleare”

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Abbiamo chiacchierato con Manupuma, la raffinata artista che duetta con Arisa nel brano “Nucleare”, dedicato alle future mamme e ai loro bimbi, nati durante i giorni più duri del Covid 19.  

L'eclettica Arisa, da anni al fianco della Fondazione Francesca Rava come volontaria e testimonial, ha scelto di aiutare concretamente le persone in difficoltà donando un brano inedito alla fondazione, una bellissima canzone dal titolo “Nucleare”, scritta dalla cantautrice Manupuma ed interpretata dalla stessa Arisa con Manupuma.. Abbiamo chiesto a Manupuma di raccontarci com’è nata l’idea e come si è sviluppato il progetto.

Hai una compagna di viaggio d'eccezione che si chiama Arisa. Com'è andata con lei?

«Arisa è stata una compagna speciale. Ci conosciamo da diversi anni ed è una persona che stimo molto. Mi sono messa a scrivere e registrare il mio secondo allbum, e quando l'ho finito, le ho mandato i mix. A lei sono piaciuti molto, in particolare Nucleare, e a dicembre del 2019, ci siamo incontrate in studio per lavorare assieme, anche su canzoni che io non avevo inserito nel mio album e potevano interessarle. In quei giorni abbiamo inciso anche Nucleare. Quando siamo entrate in studio di registrazione, non ci siamo nenche divise le parti, è stato naturale farle cantare le strofe che con la sua voce hanno preso il volo. E come un abbraccio tra anime affini cantare il ritornello all'unisono per dargli piu' forza, cosi come il nostro “dialogo vocale” sulla fine della canzone è stato magico, come se l'avessimo sempre cantata assieme. Arisa ha una voce eccezionale ed è una persona molto intelligente».

Nucleare è un pezzo nato per sensibilizzare sul tema della maternità e delle donne incinte affette da coronavirus. Com'è nata l'idea e com'è nata la canzone?

«Nucleare è una canzone che ho scritto diversi anni fa con il pianista e produttore Michele Ranauro. Poi ho deciso di inserirla nel mio secondo album. Quando e' arrivato il Covid e ci siamo visti tutti costretti e isolati nelle nostre case, sentivo che questo brano doveva uscire. Ricordo il suono delle ambulanze, la disperazione della gente. Ho chiamato Arisa e Michele (autore della musica ) e ci siamo trovati d'accordo sul voler dare un aiuto e lanciare un messaggio con questa canzone. Arisa da anni collabora con la Fondazione Francesca Rava, così ha deciso di proporre alla fondazione e l'idea è piaciuta, così hanno scelto di sposare il mio pezzo con il loro progetto sulla Maternità Covid-19. Il ritornello sembrava scritto apposta per la loro causa. Il ricavato del brano verra' interamente devoluto al progetto della Fondazione».

Come hai vissuto i giorni più duri di lockdown?

«All'inizio in modo un po' surreale e incredulo, poi purtroppo ho perso una cara zia per colpa del Covid e mi ha fatto soffrire molto non poterla rivedere più, non poterla salutare per l'ultima volta. Era andata a trovare mia cugina che vive a Barcellona, lei l'ha accompagnata in ospedale e poi ha potuto salutarla per l'ultima volta solo attraverso un vetro a due metri di distanza. Un dolore forte, straziante che penso abbiano vissuto in tanti. Questa perdita mi ha convinta ancora di piu' a far uscire “Nucleare”, come un grido d'amore e di dolore assieme, ma anche di speranza. Forse questo Covid ci rendera' piu' umani».

Non sei nuova a testi femminili, in passato hai spesso parlato delle tue canzoni del mondo delle donne. E' un tema ricorrente nei tuoi brani?

«Il primo singolo del mio nuovo album è stato pubblicato a Novembre e si intitola 'Petra'. Lo spunto è partito come dedica a una meravigliosa amica che si chiama Petra (presente anche nel video) ma è dedicato a tutte le Petre del mondo. E' un brano incentrato sull'universo femminile, ma ancor di piu' sul femmineo, un modo di essere e percepire che non appartiene per forza al genere femminile, dove è indispensabile essere se stessi in un mondo che sempre di piu' mi sembra ci allontani da questo valore, una forza dolce, dove la diversita' diventa un punto di forza e di bellezza. Petra è una samba sotto la pioggia autunnale, un messaggio di sorellanza».

Dopo Nucleare cosa ci sarà?

«Il covid ha sballato i piani di tante persone e ritardato i progetti di molti artisti. Il mio disco sarebbe dovuto uscire prima ma sicuramente, durante l'anno, farò uscire un nuovo pezzo e poi finalmente il nuovo album dal titolo "Cuore leggero” scritto assieme a Michele Ranauro e prodotto da Taketo Gohara.

CHI E' MANUPUMA

Artista legata a doppio filo alla musica, alla recitazione e al mondo della moda, Emanuela Bosone, in arte Manupuma, ha un istinto naturale per la musica, un bagaglio da attrice e un diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera. Se il suo primo approccio artistico è stato prettamente teatrale, con il gruppo milanese Animanera e la regista argentina Naira Gonzalez, l’uso della voce e l'espressività della scrittura hanno preso presto il sopravvento sulla dimensione attoriale, senza però farle abbandonare la passione per le performance che si avvicinano al teatro. Finalista a Musicultura 2009, dove ha ricevuto il premio nella categoria riservata alla 'Miglior Interpretazione', Manupuma ha partecipato al disco di Pacifico 'Una voce non basta' con il brano Solo se ci credi (l'estate di chi aspetta) ed ha diviso il palco con Joan As Police Woman aprendo le date del suo tour teatrale. Il suo album d’esordio, intitolato Manupuma, è uscito per Universal Music Italia nel 2014 ed è stato scritto interamente con Michele “De Maestro” Ranauro (musicista e produttore di raffinato stampo pop e jazz) che ne ha curato gli arrangiamenti. Al disco hanno partecipato musicisti come il violinista e produttore Davide Rossi (Coldplay), Ferdinando Masi (Casino Royale) e PierLuigi Petris (Sorelle Marinetti).

Anche la moda ha puntato gli occhi su Manupuma: la Maison MOSCHINO ha scelto per la sua campagna advertising mondiale il brano 'Ladruncoli', affidandole anche, per una successiva campagna mondiale, una versione del brano 'My life is a sunshine'. Le canzoni di Manupuma nascono piano e voce, con una ricerca particolare della melodia, che attinge al suo mondo interiore. I suoi testi affondano il colpo, scegliendo parole e assonanze poco comuni, che non mancano mai di suonare ironiche e leggere e al tempo stesso intense e profonde, sorretti dall’uso molto consapevole di una voca sempre in equilibrio sul filo dell'emozione e capace di regalare intensità ad ogni brano.

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