Cantarle al coronavirus: le migliori canzoni da flash mob sul balcone

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Ormai tutta l'Italia si dà appuntamento sui balconi per cantarle al coronavirus, alla paura e al senso di oppressione che questa quarantena impone. E noi abbiamo voluto contribuire con una semi-seria playlist di brani da flash mob.

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L’Italia intera, chiusa in casa per colpa del coronavirus, si è messa a cantare. Dai balconi e dalle finestre, con flashmob serali (sono già stati intonati classici come Ma il cielo è sempre più blu e Nel blu dipinto di blu), oppure con esibizioni soliste di cantanti (più o meno) improvvisati, puntualmente condivise sui social e applaudite da vicini che erano mai stati così vicini.

Per sdrammatizzare un po’ in questo momento difficile, abbiamo selezionato i migliori brani da cantare sul balcone (o dalla finestra, per chi non ce l’ha).

Serenata Rap - Jovanotti

«Se t'incontro per strada non riesco a parlarti/Mi si bloccano le parole non riesco a guardarti», “Serenata rap” di Jovanotti inizia con una situazione al momento piuttosto improbabile, visto che già per strada è difficile uscire, figuriamoci incrociare qualcuno che ci fa questo effetto... Comunque, in questa lista non poteva mancare in quanto il buon Lorenzo invita la propria amata ad affacciarsi sia dal finestra, nel ritornello («Affacciati alla finestra amore mio»), che dal balcone, in una strofa («Affacciati al balcone rispondimi al citofono/Sono venuto qui col giradischi e col microfono»).

 Luna – Gianni Togni

 «E guardo il mondo da un oblò/Mi annoio un po'/Passo le notti a camminare/Dentro un metrò». Peccato per il metrò, perché altrimenti Gianni Togni avrebbe descritto fedelmente l’attuale condizione degli italiani.

Ai fini di questa songlist è particolarmente significativo questo passaggio: «Gettando arance da un balcone/così non va» (certo che no, ok che in strada non passa quasi nessuno, ma se prendi uno in testa?). Senza dimenticare quest’altro: «Tiro due calci ad un pallone/E poi chissà/Non sono ancora diventato/Matto/Qualcosa farò, ma adesso no/Luna».

Altrove - Morgan

 In Altrove di Morgan, probabilmente il brano più bello della discografia solista dell’ex frontman dei Bluvertigo, non ci sono particolari riferimenti alla situazione che stanno vivendo gli italiani. Anzi: «Oggi ho messo/La giacca dell'anno scorso/Che così mi riconosco/Ed esco». Però, in effetti, Morgan è uscito davvero, in monopattino per Milano: invitato a cantare da un palazzo accanto, ha intonato la versione ‘sbagliata’ di Sincero, quella contro Bugo per intenderci.

Chi non ha visto il video, stracondiviso sui social, lo faccia subito. Ad ogni modo, il motivo principale per cui Altrove appare in questa lista è che faceva parte dell’album Canzoni dell’appartamento, uscito nel 2003, il primo di Morgan solista.

Casalingo – Bugo

Potevamo citare Morgan senza tirare dentro Bugo? Certo che no. Anche perché è stato il secondo e non il primo a pubblicare nel 2002 l’album Dal lofai al cisei, contenente il singolo Casalingo: «Se sei casalingo/Ami il fuoco del fornello, come me/Ti alzi e poi ti svegli/Con il granchio nel cervello come me/E vedi che la notte e sua sorella/Sono come me/Noi non siamo umani e tu lo sai/Stare in casa è qualcosa di/Di spettacolare».

 Tra l’altro, il terzo album di Bugo conteneva anche due brani profetici come Io mi rompo i coglioni e Milano tranquillità.

Sere nere – Tiziano Ferro

Fra tutti i brani che abbiamo scelto forse è il meno a tema. Però “Sere nere” di Tiziano Ferro è quello che più di tutti gli altri si presta al karaoke senza vergogna, quello in cui puoi danneggiarti tranquillamente le corde vocali senza preoccuparti dei vicini che dormono, perché tanto si canta alle 18. E comunque: «Tra gli orari ed il traffico lavoro e tu ci sei/Tra il balcone e il citofono ti dedico i miei guai».

L’anno che verrà – Lucio Dalla

 Pura poesia il testo de “L’anno che verrà” del grandissimo Lucio Dalla, ma anche tanta profezia: «Si esce poco la sera/Compreso quando è festa/E c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra».

In un momento difficile, nel brano come nella realtà, rimane viva la speranza: «Ma la televisione ha detto che il nuovo anno/Porterà una trasformazione/E tutti quanti stiamo già aspettando». Nella speranza che la trasformazione arrivi ben prima del 2021, consigliamo anche l’ascolto e la riproduzione vocale di un altro brano di Dalla, Disperato erotico stomp: «Io sto sempre in casa, esco poco/Penso solo e sto in mutande».

CoronaVirus – Bello Figo

A differenza di Sere nere, questo brano non è esattamente facile da cantare, non solo perché non tutti hanno le capacità vocali di Bello Figo (che faceva trap prima che diventasse mainstream), ma anche perché come canzone è (ancora) sconosciuta.

 Il testo fotografa però benissimo la situazione, fin dall’inizio: «Cazzo, Billy, con Coronavirus si tromba a fatica, eh».

Canzoni straniere da ascoltare (e cantare)

Abbiamo voluto inserire anche una breve playlist di cinque brani stranieri che fotografano benissimo l’escalation di questo maledetto Coronavirus, dall’inizio alla quarantena, fino alla speranza di passare indenni la pandemia.

Eccoli:

U Can't Touch This – MC Hammer

 Questo brano del 1990, nato dal campionamento di Super Freak di Rick James, dice una cosa chiarissima: non puoi toccarlo (qualsiasi cosa sia). Noi aggiungiamo: se proprio devi, ricordati poi di lavare le mani.

Don't Stand So Close to Me – The Police

 Starnutire/tossire nell’incavo del gomito, lavarsi spesso le mani (vedi sopra), mantenere la distanza. Fin dall’inizio sono state queste le raccomandazioni per evitare la diffusione del Covid-19. Sting e compagni avevano intuito qualcosa già nel 1980: «Non mi stare così vicino».

Dancing with Myself – Billy Idol

Che cosa si può fare quando non solo le discoteche sono chiuse, a malapena è possibile uscire di casa, ma ti sale dentro l’istinto ballerino? Semplice. Balli da solo. In casa, of course. Al massimo sul balcone o in giardino.

I Want to Break Free – Queen

Questo successo dei Queen parla della voglia di liberarsi da una relazione, però se la intendiamo più genericamente come un inno alla libertà, beh, ci sta a pennello.

Curiosità: il videoclip, molto contestato all’epoca, con Freddie Mercury in versione ‘casalinga disperata’ vede i membri dei Queen in abiti femminili, in una parodia della soap opera Coronation Street.

I Will Survive – Glorya Gaynor

 Non c’è molto da spiegare. Dopo le varie fasi della pandemia, dalla sottovalutazione alla presa di coscienza fino alla quarantena, arriva per forza di cose quella della speranza. Sopravviverò.
Andrà tutto bene: «Oh no, not I, I will survive/Oh, as long as I know how to love, I know I'll stay alive/I've got all my life to live/And I've got all my love to give and I'll survive/I will survive, hey, hey».

Foto apertura: silverkblack - 123RF

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