Come prendersi cura dei piedi: le 10 regole Dr.Sholl per il "mese del piede"

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Al via "il mese del piede", l'iniziativa dedicata a chi ama prendersi cura dei piedi promossa da Dr.Sholl che per l'occasione presenta il decalogo per avere piedi sani e belli tutti i giorni

I piedi rivestono un ruolo fondamentale per il benessere pisco-fisico delle persone; da essi dipende infatti l’equilibrio oltre che la salute dell’intero organismo.

Dal 15 maggio al 15 luglio torna “il mese del piede” Dr Scholl, l’iniziativa per chi ama prendersi cura dei propri piedi promossa dallo storico brand dedicato al footcare.
Per l’occasione Ipsos ha condotto per conto di Dr. Scholl una ricerca – via internet e presso un campione di 1000 casi rappresentativo della popolazione italiana - con la finalità di indagare quanto e come gli italiani si prendono cura del benessere e della bellezza dei propri piedi e di quali patologie risultano sofferenti.


In generale, dalla ricerca emerge come le donne siano più attente e coinvolte degli uomini nella cura dei propri piedi e come si sentano meglio con se stesse e con gli altri quando li sanno in ordine anche se l’82% dichiara di occuparsene maggiormente d’estate e ogni 15 giorni. E i disturbi del piede aumentano, anche a causa di scarpe scomode e tacchi troppo alti.
Le patologie/disturbi più diffuse relative ai piedi appartengono principalmente all’area care, seguita a distanza dalle aree comfort e aid (medical).

Riguardo alla dimensione Care, i principali disturbi sono: piedi stanchi/doloranti e talloni screpolati (28%), ispessimento della pelle (26%), pelle secca (19%), cattivo odore (19%), piedi freddi (19%), eccessiva sudorazione (15%); eccetto il cattivo odore e l’eccessiva sudorazione, tutti questi sono percepiti come poco rilevanti.


I disturbi appartenenti all’area Comfort (pianta dei piedi dolorante causa tacchi (16%), dolori ai talloni (11%), dolori posturali (8%), alluce valgo (8%), piede piatto (5%)) hanno incidenza più contenuta e una maggiore percezione di gravità.


Le patologie dell’area Aid (calli (22%), bolle/vesciche (16%), unghia incarnita (12%), problemi di circolazione (7%), micosi dell’unghia (5%)) si differenziano tra disturbi più diffusi ma percepiti come leggeri (calli, bolle/vesciche) e quelli meno diffusi ma più rilevanti (unghia incarnita, problemi di circolazione, micosi dell’unghia).

Per l’edizione 2012 del “Mese del Piede” Dr. Scholl presenta in anteprima “Le 10 regole per piedi sani e belli tutti i giorni”, in collaborazione con il Podologo Massimiliano Macciantelli, un decalogo che sintetizza in 10 passi i must in tema di cura e benessere dei piedi.

Ecco le 10 regole per avere piedi sani e belli tutti i giorni

 

  • Controlla sempre i tuoi piedi, così da non trascurare la presenza di lacerazioni, calli o callosità fastidiose.

Calli, durezze e vesciche, spesso causati dall’attrito prolungato contro le calzature, possono talvolta formarsi in zone piccole e ostinate del piede (ad esempio vicino alle dita o ai lati), difficili da notare. A lungo andare, inoltre, possono provocare fastidi e risultare anti-estetici.
Nel caso in cui si abbiano difficoltà a osservare in modo ottimale lo stato cutaneo della pianta dei propri piedi si può utilizzare un piccolo specchio. 

  • Lava quotidianamente i piedi con detergenti delicati e ricordati di asciugarli bene.

Una cute secca, disidratata e assottigliata necessita di saponi poco aggressivi. Il ristagno prolungato di umidità negli spazi interdigitali favorisce l’insorgenza di macerazioni cutanee o micosi che possono provocare dolore e deterioramento delle unghie. Per questo è bene asciugare con cura anche i piedi.
Se la manovra risulta difficile utilizzare il phon, ma non ad aria calda.

  •    Taglia le unghie correttamente evitando di smussare gli angoli e provvedi a un taglio retto: gli angoli devono essere visibili e a novanta gradi, così da evitare scomodi inconvenienti come l’unghia incarnita.

I soggetti sani possono procedere autonomamente nel tagliarsi le unghie, senza essere frettolosi ed evitando tronchesi o forbicine appuntite.  Non è consigliabile che questo avvenga tra i soggetti portatori di patologie a rischio.  Si tenga inoltre presente che generalmente l’igiene del piede viene svolta in ambienti poco illuminati e poco spaziosi come ad esempio le stanze da bagno, tali da non facilitare l’azione.

  •  Idrata sempre i piedi con  creme idratanti o emollienti, in particolar modo dopo la doccia o il bagno, al fine di prevenire fastidiose secchezze cutanee.


Una sufficiente idratazione cutanea garantisce il mantenimento delle proprietà meccaniche e chimico-fisiche della cute.
La capacità della pelle di trattenere l’acqua diminuisce progressivamente con il progredire dell’età ed è determinata dall’interruzione di coesione tra le cellule anche a causa dell’acqua e dei detergenti utilizzati. Per questo è necessario porre da subito attenzione all’idratazione del piede, in particolare il calcagno, la zona più soggetta alla disidratazione. Inoltre si consiglia di proteggerli con filtri solari durante l’esposizione al sole.
 

  • Se soffri di eccessiva sudorazione ai piedi (iperidrosi plantare) o di cattivo odore (bromidrosi) provvedi all’igiene più frequentemente. A tale scopo utilizza saponi poco aggressivi ed eventualmente deodoranti specifici.

L’eccessiva sudorazione dei piedi è un disturbo abbastanza frequente, colpisce in particolar modo coloro che praticano sport o che si avvicinano alla terza età. Talvolta interessa anche gli adolescenti o persone colpite da frequenti stress psico-emotivi. L’evaporazione del sudore risulta notevolmente ridotta nel caso in cui si indossino per molte ore calzature fortemente occlusive e non traspiranti.
Una buona igiene dei piedi mediante prodotti specifici può ridurre, anche se lievemente, il problema se associato a calzature poco occlusive oltre che traspiranti. Si raccomandano inoltre calze in cotone senza coloranti.

  •  Combatti l’eccessiva stanchezza di gambe e piedi con un buon pediluvio, per una durata massima di 10 minuti. L’acqua deve essere tiepida, di temperatura non superiore ai 36 gradi.

Nella mentalità comune si ritiene efficace il pediluvio quanto più sia il tempo di ammollo dei piedi. In realtà la durata massima deve essere di 10 minuti in acqua tiepida. Le ustioni sono infatti frequenti soprattutto tra i diabetici, per questo si consiglia loro di misurare la temperatura mediante un termometro o con il gomito.

  • Scegli la scarpa giusta così da prevenire e alleviare imprevedibili dolori o fastidi.

Che sia elegante o con il tacco, sportiva, da lavoro, per tutti i giorni o per il tempo libero, la scarpa deve necessariamente avere precise caratteristiche:
- punta arrotondata (per consentire il movimento delle dita al suo interno);
- 8 mm di diametro in più del proprio piede;
- suola antiscivolo;
- deve essere fatta in materiali che permettano lo scambio di aria al suo interno e dunque non stimolino un’eccessiva sudorazione;
- l’altezza ottimale di un tacco è di  4-4.5 cm per la donna e 2-2.5 per l’uomo;
- in caso di sport è consigliabile inserire all’interno delle calzature solette plantari che aiutino a mantenere una corretta postura, oltre a prevenire un’eccessiva sudorazione.
 

  •  Riattiva la circolazione.

Per prevenire gonfiori agli arti inferiori e per facilitare la riattivazione della circolazione esistono diversi consigli facilmente replicabili a casa propria:
- docce tiepide dal basso verso l’alto o idro-massoterapia;
- porre in scarico gli arti inferiori qualora ci si trovi seduti o coricati;
- camminare spesso;
- evitare l’esposizione ai raggi solari per tempo prolungato;
- utilizzare scarpe dal tacco modesto e dalla punta arrotondata per permettere il movimento delle dita;
- mantenere sotto controllo il peso corporeo;
 - evitare di rimanere in piedi per un periodo di tempo eccessivamente lungo.
 

  • Controlla la tua postura per evitare fastidi a ginocchia, talloni e fascia lombare: un piede doloroso o una camminata difficoltosa possono essere la spia di patologie posturali e biomeccaniche.

Un piede dolorante non consente una deambulazione corretta e richiede continue variazioni  posturali.

A causa di un piede dolorante il paziente può avere difficoltà a camminare, tenendo un andamento lento e faticoso. Per le donne che indossano tacchi, molto spesso, l’equilibrio è modificato e compromesso da calzature troppo alte o più piccole del proprio numero; il perdurare di questo disequilibrio può condurre a disturbi biomeccanici e posturali che richiedono interessamento clinico o l’utilizzo di specifici plantari che aiutino a migliorare la postura.

  •  I diabetici è preferibile che non indossino calze con cuciture spesse sull’avampiede, né calzature dalle grosse cuciture interne. I diabetici devono seguire regole più attente quando si parla di piedi.

Il diabetico è un paziente considerato a rischio in ambito podologico.
Grosse cuciture interne alla tomaia delle calzature o all’apice del calzino possono essere la causa di iniziali lesioni, tali da diventare un problema serio e dunque richiedere interessamento clinico.
La difficoltà alla rimarginazione delle ferite e delle ulcere, insieme alla possibilità di infezioni delle stesse, sono complicanze molto ricorrenti.


Per ulteriori informazioni sull'inziativa consultate il sito www.drscholl.it






 

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