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Flexitariano, chi è e cosa mangia il quasi vegetariano

Oltre agli onnivori, ai vegetariani e ai vegani esistono anche i flexitariani, cioè i vegetariani "flessibili" che mangiano carne e pesce sporadicamente. Una scelta che può garantire benefici tangibili per la salute.

Oltre agli onnivori, ai vegetariani e ai vegani esistono anche i flexitariani, cioè i vegetariani "flessibili" che mangiano carne e pesce sporadicamente. Una scelta che può garantire benefici tangibili per la salute.

Chi ha detto che, nel mondo dell’alimentazione, debba essere sempre tutto bianco o nero? E così, al fianco di onnivori, vegetariani e vegani, compaiono anche i flexitariani, cioè coloro preferiscono consumare meno carne e pesce, pur senza privarsene del tutto. Una filosofia magari meno radicale di altre, ma basata su princìpi ambientali ed etici di tutto rispetto e capace di garantire grandi benefici per la salute, se adottata con criterio. 

Cosa vuole dire flexitariano? Il significato

Il significato di flexitariano si intuisce già dal nome, che è il mix di “flexible” e “vegetarian” ed è stato coniato nel 2009 dalla dietista statunitense Dawn Jackson Blatner. Appurato che la dieta vegetariana apporta numerosi benefici per la salute, il flexitariano preferisce mangiare in modo flessibile, tenendo un piccolo spazio per carne e pesce come “eccezioni alla regola”. Si tratta di una nuova moda alimentare fra le tante? Forse è anche qualcosina di più visto che, su decine di tipi di alimentazione recensiti dalla rivista Us News & World Report, la dieta flexitariana si conquista il secondo gradino del podio nella classifica Best Diets Overall, dopo la dieta mediterranea e a pari merito con la dieta Dash contro l’ipertensione.  

Differenze con i reducetariani

Questo regime alimentare è semivegetariano, come la dieta macrobiotica (che consente il pesce in piccole quantità) e il pescetarianismo (che prevede il consumo di pesce ma non quello di carne). La differenza con i reduceteriani, invece, è un po’ più sottile. Anche questi ultimi infatti prediligono un’alimentazione plant-based, ma sono mossi soprattutto da motivazioni etiche e ambientali. I flexitariani, invece, si focalizzano soprattutto sui benefici per la salute. 

Dieta flexitariana, il vegetarianesimo fluido

Impossibile non pensare a quella celebre ricerca che afferma che l’84% dei vegetariani e dei vegani prima o poi si pente, tornando a un’alimentazione onnivora. Indipendentemente dalla precisione di questa cifra, che è stata molto contestata e ormai appare un po’ datata, una cosa è vera: per fare completamente a meno degli alimenti animali ci vuole una dedizione ferrea, unita a una buona dose di organizzazione. Uno dei principali vantaggi della dieta flexitariana sta proprio nella sua maggiore facilità di gestione. Tipicamente, il flexitariano si sbizzarrisce con preparazioni vegetali di ogni tipo quando cucina in casa ma, al contempo, mantiene quel margine di flessibilità che gli permette di accontentarsi di un panino al prosciutto quando fa tappa al bar durante un viaggio, o di accettare di buon grado un piatto di lasagne quando è ospite dai parenti.

Ragioni per mangiare vegetariano 

A lungo gli scienziati sono andati soprattutto alla ricerca di eventuali carenze nutrizionali dovute a una dieta plant-based ma, da qualche anno, il vento è cambiato. Non serve essere accaniti animalisti per riconoscere che “le diete vegetali pianificate in modo appropriato, incluse quelle completamente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono offrire benefici per la prevenzione e la cura di alcune patologie”. A dirlo, infatti, è un articolo pubblicato dalla Harvard Medical School. Qualche esempio?

  • Dall’analisi dei dati su oltre 76mila pazienti, emerge che i vegetariani hanno in media il 25% di probabilità in meno di morire a causa di problemi cardiaci.  
  • Come dimostrano centinaia di pubblicazioni, consumare frutta e verdura regolarmente e in abbondanza riduce il rischio di sviluppare alcune forme di cancro.
  • Sembra che la dieta plant-based abbassi anche il rischio di contrarre il diabete di tipo 2.

Attenzione, però, perché la Harvard Medical School ci tiene a precisare che le diete vegetali vanno “pianificate in modo appropriato”. Tecnicamente anche strafogarsi di cioccolato, patatine fritte e Coca-Cola significa non consumare nessun derivato animale; un’alimentazione sana però è tutt’altra cosa!

Cosa mangia un flexirariano? I gruppi alimentari 

Nel concreto, dunque, cosa mangia un flexitariano? Tre pasti al giorno (colazione, pranzo e cena) più due spuntini, il cui apporto calorico va calibrato in base alle caratteristiche e alle esigenze dell’individuo. Alla base della piramide alimentare ci sono frutta, verdura e cereali preferibilmente integrali, esattamente come nella dieta mediterranea con cui tutti noi siamo cresciuti. È altrettanto importante dare spazio ai legumi, preziose proteine vegetali che sostituiscono la carne e si prestano per tante ricette sfiziose. Spazio anche a frutta secca e semi oleosi, ricchi di proteine e grassi buoni; a latte e latticini, senza esagerare; e all’olio extravergine di oliva come immancabile condimento. E zuccheri, prodotti da forno e altri sfizi? Uno ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno, purché non diventi la routine! 

Foto apertura: bondd / 123rf.com