Persona dell'anno 2018 Time: i giornalisti Guardiani della verità

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Il celebre magazine americano Time ha scelto come "persona dell'anno" Jamal Khashoggi e tutti i giornalisti uccisi per aver tentato di andare oltre il muro di gomma dell'omertà per portare alla luce la verità.

Il 2 ottobre 2018 il giornalista Jamal Khashoggi varcava la soglia del consolato saudita a Istanbul e spariva per sempre. L'omicidio efferato dell'uomo che ha osato dire al popolo saudita di pensare con la propria testa, dice tanto del modo con cui il principe Mohammed bin Salman punisce chi osa criticare il suo operato. La morte di Khashoggi ha squarciato un velo sul sovrano sorridente e sulla patina di innovazione e apertura alla modernità dell'Arabia Saudita.

Solo che Khashoggi non è stato l'unico giornalista a perdere la vita o la propria libertà per difendere la verità. Ci sono i giornalisti di Capital Gazette, di cui cinque membri sono stati uccisi in un assalto terroristico alla redazione. Ci sono Wa Lone e Kyaw Soe Oo, i due giornalisti della Reuters arrestati e condannati attraverso un processo farsa in Myanmar. Infine c'è la direttrice del sito di filippino Rappler, Maria Ressa, sottoposta a censure e minacce da parte del regime di Duterte.

 

Tutti loro sono i Guardiani, e Time li ha scelti come Persona dell'anno 2018.

"Studiando le scelte per il 2018 ci è apparso chiaramente che la manipolazione e l’abuso della verità sono stati il comune denominatore di tante delle più grandi storie dell’anno", ha detto il direttore della rivista Edward Felsenthal.

La copertina dedicata a Jamal Khashoggi segna un nuovo primato: è la prima volta che Time sceglie una persona morta per una cover dedicata alla persona dell'anno. "Ma è anche la prima volta che l'influenza di una persona cresce in modo così considerevole dopo la sua morte", fanno sapere dal magazine.

 
 
 
 
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The stout man with the gray goatee and the gentle demeanor dared to disagree with his country’s government. He told the world the #truth about its brutality toward those who would speak out. And he was murdered for it. Every detail of Jamal Khashoggi’s killing made it a sensation: the time stamp on the surveillance video that captured the #Saudi journalist entering his country’s Istanbul consulate on Oct. 2; the taxiway images of the private jets bearing his assassins; the bone saw; the reports of his final words, “I can’t breathe,” recorded on audio as the life was choked from him. But the crime would not have remained atop the world #news for two months if not for the epic themes that #Khashoggi himself was ever alert to, and spent his life placing before the public. His death laid bare the true nature of a smiling prince, the utter absence of morality in the Saudi-U.S. alliance and—in the cascade of news feeds and alerts, posts and shares and links—the centrality of the question Khashoggi was killed over: Whom do you trust to tell the story? Jamal Khashoggi is one of the Guardians, TIME's Person of the Year 2018. #TIMEPOY Read the full story at TIME.com/POY2018. Photograph by @moisessaman—@magnumphotos for TIME (Photograph of Khashoggi: Alamy)

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Maria Ressa, 55 anni, dirige Rappler, sito di informazione di cui è anche fondatrice. Nonostante le violente critiche sui social e l'ostracismo governativo, Rappler ha documentato la violenta guerra della droga che ha dilaniato il Paese e le esecuzioni sommarie del presidente Rodrigo Duterte, che sono costate la vita a 12.000 persone. Per fermare l'occhio attento di Maria Ressa sul Paese, il governo ha accusato il giornale di frode fiscale, crimine per cui la direttrice rischia fino a 10 anni di galera.

 
 
 
 
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In the #Philippines, a 55-year-old woman named Maria Ressa steers @rappler, an online #news site she helped found, through a superstorm of the two most formidable forces in the information universe: #socialmedia and a populist President with authoritarian inclinations. Rappler has chronicled the violent drug war and extrajudicial killings of President Rodrigo #Duterte that have left some 12,000 people dead, according to a January estimate from @humanrightswatch. Duterte has called Rappler “fake news” and banned its reporters from presidential events. The government recently charged Ressa with tax fraud—a move widely viewed as an attempted crackdown on Rappler's reporting. She faces a possible 10-year sentence. Ressa is one of the Guardians, TIME's Person of the Year 2018. #TIMEPOY Read the full story at TIME.com/POY2018. Photograph by @moisessaman—@magnumphotos for TIME

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Ad Annapolis, nel Maryland, c'è un quotidiano - la Capital Gazette - che snoda la sua storia attraverso gli eventi del Paese prima della Rivoluzione Americana. Il 28 giugno la sua redazione ha perso cinque colleghi, uccisi in un attentato terroristico. Da quel momento i legami tra il giornale e la comunità si sono rafforzati, scacciando anche il fantasma del discredito sulle notizie nazionali, fortemente minacciato dal clima di scetticismo e dal fantasma delle fake news, sventolato dallo stesso Trump a ogni piè sospinto.

 
 
 
 
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In Annapolis, Md., staff of the Capital (@capgaznews), a newspaper published by Capital Gazette Communications, which traces its history of telling readers about the events in Maryland to before the American Revolution, pressed on without the five colleagues gunned down in their #newsroom on June 28. Still intact, indeed strengthened after the mass shooting, are the bonds of #trust and #community that for national news outlets have been eroded on strikingly partisan lines, never more than this year. The Capital staff is one of the Guardians, TIME's Person of the Year 2018. #TIMEPOY Read the full story at TIME.com/POY2018. Photograph by @moisessaman—@magnumphotos for TIME

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Per la copertina dedicata a Kyaw Soe Oo e Wa Lone, Time ha scelto di ritrarre le loro mogli, Pan Ei Mon e Chit Su Win, con in mano le foto dei mariti. I due giornalisti sono finiti in carcere in Myanmar a causa del loro lavoro, che ha portato alla luce le atrocità di regime sulla minoranza dei Rohingya. "Era così appassionato del suo lavoro che non ho potuto chiedergli di smettere", ha dichiarato Chit Su Win. I due giornalisti ora stanno scontando una pena di sette anni. I killer che hanno denunciato nella loro inchiesta sono condannati a dieci anni.

 
 
 
 
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Pan Ei Mon and Chit Su Win are the wives of two @reuters #journalists who have been jailed in #Myanmar since December 2017. The arrest of the two men, Kyaw Soe Oo and Wa Lone, was widely viewed as retribution for their work exposing the regime’s atrocities against the #Rohingya minority. Says Chit Su Win, Kyaw Soe Oo’s wife, “He was so passionate about his work that I could not ask him to stop." Pan Ei Mon and Chit Su Win are two of the Guardians, TIME's Person of the Year 2018. #TIMEPOY Read the full story at TIME.com/POY2018. Photograph by @moisessaman—@magnumphotos for TIME (Photographs of Kyaw Soe Oo and Wa Lone: @reuters, @gettyimages)

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I "Guardiani" hanno battuto Donald Trump, candidato per la seconda volta dopo il 2016, e giunto secondo. Al terzo posto si piazza il procuratore speciale Robert Mueller: a giudizio del direttore Felsenthal "quest'anno era troppo presto, ma per come stanno andando le cose potrebbe toccare a Mueller la copertina della Persona dell'Anno 2019".

Foto di apertura: LAKRUWAN WANNIARACHCHI / AFP

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