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Il lato positivo

La rubrica di Elena Bernabè e Sandra Saporito per riuscire a guardare in una prospettiva diversa e arricchente anche le circostanze più complesse del nostro quotidiano.

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Psiche
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Frasi zen: 10 frasi da leggere nei momenti di difficoltà

La filosofia zen è in grado di concentrare in poche parole insegnamenti profondi: ecco alcune frasi da leggere per superare i momenti "di tempesta". 

La filosofia zen è in grado di concentrare in poche parole insegnamenti profondi: ecco alcune frasi da leggere per superare i momenti "di tempesta". 

Quando attraversiamo alcune sfide nella nostra vita, possiamo aver bisogno di qualcuno al nostro fianco che riesca ad ascoltarci, a confortarci con la sua presenza oppure con una parola. A volte basta davvero poco per ampliare la visione di una situazione che sembrava senza via d’uscita. Nel caso tu fossi in cerca  della parola giusta al momento giusto per superare un momento d'impasse, vorrei proporti 10 frasi zen che potrebbero ispirarti e darti l’input giusto per risalire la china dopo una delusione o un cambiamento che avresti sperato non dover sopportare.

Se purtroppo non è possibile liberarsi totalmente dalle piccole e grandi preoccupazioni della vita, si può comunque cercare di attraversare la tempesta. Non ti proporrò di farlo ballando col sorriso sulle labbra come se niente fosse, ma con un ombrello a prova di burrasca fatto di una solida fiducia in te e un’attitudine più Zen.

La filosofia Zen ha la capacità di condensare in poche parole degli insegnamenti profondi che ognuno di noi può interiorizzare e comprendere in base alla sua sensibilità, per questo motivo vorrei invitarti a prenderti il tempo necessario a tuffarti nelle parole dei maestri zen che troverai di seguito. Non leggerle in maniera superficiale, ma chiediti cosa significano davvero per te o come puoi con-cretizzare queste pillole di saggezza nella tua vita quotidiana: la risposta a queste domande sarà l’aiuto che stavi cercando per superare la bufera.

“Le tempeste fanno sì che gli alberi mettano radici più forti.”
(Detto Zen)

Le origini dello Zen e il segreto del fiore

L’origine del Buddhismo Zen risale a 1500 anni fa, con l’arrivo in Cina di Bodhidharma, monaco buddista originario dell’India, dove fondò la leggendaria scuola Chan (che significa “meditazio-ne”). Questa scuola buddista si espanse poi in Vietnam e in Giappone, dove diffuse i principi dell’illuminazione basata sulla meditazione profonda e l’esperienza diretta e spontanea, riconoscen-do ad ognuno la capacità di giungere al risveglio interiore, grazie alla sua personale sensibilità, per liberarsi dal dolore e dalla sofferenza che secondo il Buddha deriva dalla mente.

Una bellissima leggenda racconta la nascita dell’insegnamento che poi verrà chiamato zen e il modo in cui questo viene trasmesso da maestro a discepolo...

“Un  giorno un’immensa folla di persone si radunò per ascoltare gli insegnamenti di Shakyamuni, il Buddha. Il Buddha non disse una parola, tenne semplicemente in mano un fiore, solo il discepolo Ka-syapa comprese l’essenza di questo gesto. Avvenne così la prima trasmissione di un insegnamento senza parole, da maestro a maestro da mente a mente i Shin den Shin. Mille anni dopo un monaco indiano arrivò in Cina dopo un lungo viaggio si chiamava Bodhidharma. Era il ventottesimo erede di una ininterrotta linea di maestri discendente direttamente dal Buddha e portava con sé l’essenza di quell’insegnamento.”

Questa storia illustra quanto lo zen prenda le distanze dal processo di intellettualizzazione e preferi-sca promuovere un pensiero originale, esperienziale, personale, in modo che che si possa vivere con consapevolezza, senza gli attaccamenti e le aspettative così deleteri per la nostra serenità.

“Quando non siete sicuri di cosa fare, tornate al vostro respiro: inspirate ed espirate pienamente consapevoli, prendete rifugio nella presenza mentale. La cosa migliore da fare nei momenti di dif-ficoltà è tornare a se stessi e dimorare nella consapevolezza.”
(Thich Nhat Hanh, monaco Zen)

Abitare l’attimo, senza cercare di fuggire da ciò che non ti piace ma al contrario accettando sempli-cemente di viverlo sapendo che tutto passa, che nulla è per sempre, può aiutarti a vivere una vita più serena. Anche durante i tuoi momenti “no”.

“Nonostante tu sia inciampato e caduto,
 non significa che tu abbia intrapreso il cammino sbagliato.”
(Detto Zen)

Perché non dovresti fuggire dai  tuoi momenti “no”

Le difficoltà non succedono soltanto per metterti i bastoni tra le ruote: a volte capitano per testare la tua forza di volontà o le tue capacità, per fare emergere nuovi talenti, altre volte per spingerti ad aprire gli occhi su situazioni tossiche dalle quali non riuscivi a staccarti col pericolo di avvelenarti ancora di più l’esistenza: come tutti i compromessi e le promesse fatti a controcuore.

“Se vuoi raggiungere la serenità, prendi la decisione di abbandonare tre cose: il bisogno di con-trollare tutto, la necessità di essere approvati e il bisogno di giudicare gli altri.”
(Detto zen)

Puoi approfittare dei momenti di sconforto per guardarti dentro, con gentilezza, senza giudicarti per la tua fragilità e le tue imperfezioni (è ciò che ti rende meravigliosamente umana). Vivere la difficoltà  con coraggio e consapevolezza,  invece di pensare di viverla tra mille preoccupazioni e loop mentali sarà più facile di quello che pensi e sarà la conditio sine qua non per lasciartela alle spal-le.

Secondo il pensiero Zen, il pensiero del dolore che spesso anticipa il dolore fisico è la causa della sofferenza che molto spesso si autoalimenta anche quando la fonte del dolore cessa oppure nemme-no si verifica: il provare dolore solo a pensarci è percepito come una reale sofferenza dal nostro cer-vello e costituisce la  prigione mentale dalla quale ci dobbiamo affrancare. Se t’interessa approfondire questo concetto della sofferenza legata al pensare il dolore invece di viverlo, lo troverai nel Discorso delle due frecce. Da leggere o ascoltare!

Ovviamente, ci sono anche gli eventi dolorosi ai quali non si può sfuggire perché fanno parte della vita: i lutti, i punti finali delle storie che vorremo durassero per sempre, ecc. Lasciare andare fa male, ma aggrapparsi ancora di più! E non darti il permesso di scrivere il punto finale di alcune “storie” può impedirti di iniziare nuovi capitoli.

“Solo chi ha il coraggio di scrivere la parola fine,
può trovare la forza per scrivere la parola  inizio.”
(Detto zen)

Gli insegnamenti dei Maestri Zen

Ecco altri 5 insegnamenti dei più grandi maestri Zen, dalla nascita della scuola originaria ad oggi, che potranno ispirarti per riprendere in mano le redini della tua vita, imparare a lasciare andare, o elaborare un lutto.

“Se sei depresso, stai vivendo nel passato. Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro. Se sei in pace, stai vivendo nel presente.” (Lao Tzu)

“Abbi una grande fiducia in te stesso, non di quello che tu pensi dovresti essere, ma di quello che sei.” (Taizan Maezumi)

“Tenete le mani aperte, tutta la sabbia del deserto passerà nelle vostre mani. Chiudete le mani, non otterrete che qualche granello di sabbia.” (Eihei Dogen)

“Quello che il bruco chiama fine del mondo il resto del mondo chiama farfalla.” (Lao Tzu)

“Questo corpo non sono io. Non sono imprigionato in questo corpo, sono una vita senza confini, non sono mai nato e non sono mai morto. Laggiù l’ampio oceano e il cielo con molte galassie. Da sem-pre, sono libero. Nascita e morte sono solo una porta attraverso la quale entriamo e usciamo. Nasci-ta e morte sono solo un gioco a nascondino.”(Thich Nhat Hanh)

Sandra Saporito