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Il lato positivo

La rubrica di Elena Bernabè e Sandra Saporito per riuscire a guardare in una prospettiva diversa e arricchente anche le circostanze più complesse del nostro quotidiano.

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Psiche
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La poesia sulla calma del Dalai Lama

Come allenare la calma e recuperare la pace interiore quando tutto sembra sfuggirci di mano lasciandoci ispirare da una meravigliosa poesia del Dalai Lama.

Come allenare la calma e recuperare la pace interiore quando tutto sembra sfuggirci di mano lasciandoci ispirare da una meravigliosa poesia del Dalai Lama.

La calma, o pacificazione interiore, è una dimensione fondamentale per il nostro benessere psicofisico e se sembra che alcune persone siano più predisposte a questo stato d’animo rispetto ad altre,  può comunque essere coltivata e allenata.

All’interno di noi, possiamo mantenere uno stato di gentile quiete anche se fuori la tempesta imperversa e ci sembra di correre come topolini in una grande ruota, nonostante il mondo fuori urli, batti i piedi e ci tenga il broncio, o a dispetto di un temperamento focoso. Coltivare questo stato d’animo è di fondamentale importanza per vivere bene ed è uno degli insegnamenti più importanti del Dalai Lama, che ha racchiuso il suo sapere esperienziale in una meravigliosa poesia sulla calma.

“Si chiama calma…” la poesia del Dalai Lama

Foto: LaPresse

Oltre a rivelarci a noi stessi, la calma ci aiuta a cogliere l’essenza dell’esistenza come testimonia il Dalai Lama in questa meravigliosa poesia…

“Si chiama calma e mi costò molte tempeste.

Si chiama calma e quando scompare… esco di nuovo a cercarla.

Si chiama calma e mi insegna a respirare, pensare e ripensare.

Si chiama calma e quando la follia la tenta si scatenano venti terribili difficili da dominare.

Si chiama calma e arriva con gli anni quando l’ambizione giovanile, la lingua sciolta e la pancia fredda cedono il posto a più silenzi e più saggezza.

Si chiama calma quando s’impara bene ad amare, quando l’egoismo cede il posto al dare e l’anticonformismo svanisce per aprire il cuore e l’anima, arrendendosi interamente, a chi vuole ricevere e dare.

Si chiama calma quando l’amicizia è così sincera che tutte le maschere cadono e tutto può essere raccontato.

Si chiama calma e il mondo la evita, la ignora, inventandosi guerre che nessuno vincerà mai.

Si chiama calma quando si gode il silenzio, quando i rumori non sono solo musica e follia, ma il vento, gli uccelli, la buona compagnia o il rumore del mare.

Si chiama calma e non si paga con niente, non c’è moneta di alcun colore che possa coprire il suo valore quando diventa realtà.

Si chiama calma e mi è costata tante tempeste e le attraverserei mille volte ancora pur di tornare a incontrarla.

Si chiama calma, la godo, la rispetto e non la voglio lasciar andare…”

(Dalai Lama)

L’ aiuto del Buddhismo per recuperare la calma

Ho sempre avuto una relazione complicata con la rabbia sin dalla più giovane età per cui soffocavo le emozioni e mi trattenevo fino all’inverosimile per poi scoppiare come una pentola a pressione; ecco che durante i litigi, quando la tensione in me diventava insopportabile, non stavo più in me e dicevo cose che non pensavo oppure prendevo decisioni affrettate, dettate dalla rabbia del momento, di cui immancabilmente finivo per pentirmi amaramente. Se ti è capitato di provare questo subbuglio emotivo interiore, sai anche tu che ci si sente un po’ in preda delle proprie emozioni per cui il significato di calma era ad anni luce dalla mia personale concezione. Fino a quando ho imparato a “respirare”, a stare nell’attimo presente, momento dopo momento.

Nel Buddhismo, la calma interiore è chiamata Śamatha e rappresenta la profonda pace interiore raggiunta attraverso uno stato meditativo basato sulla consapevolezza del respiro (o Anapanasati), che viene usato come leva per armonizzare lo stato di mente e corpo. Si attiva allora una calma autentica, che pervade l’essere e che permette di mantenere il sangue freddo e una buona presenza mentale di fronte alle difficoltà. L’equilibrio interiore si rispecchia così sull’esterno e usciamo dalla dinamica di identificazione con le emozioni provate o le avversità esperite. Si prova maggiore autenticità, sincerità e rispetto verso di sé e gli altri.

L’ Anapanasati è diventato poi col tempo un cardine della Mindfulness. Quindi, il primo passo per recuperare la calma quando la senti sfuggirti di mano consiste nel fermarti e respirare. Nel momento in cui riesci a porre la tua attenzione sulle sensazioni del tuo corpo mentre respiri, si disattiva la risposta “attacco o fuga” regolata dal sistema nervoso simpatico, mentre la respirazione profonda e addominale attiva il sistema nervoso parasimpatico e ti aiuta a recuperare la calma.

La calma interiore permette di raggiungere l’intuizione profonda, lo stato di connessione col nostro Essere e permette di scorgere la natura della realtà al di là dei pensieri illusori, dei condizionamenti; ne risulta una maggiore consapevolezza e maturità.  In questa condizione riusciamo a “fluire”: riusciamo ad essere come l’acqua che scorre in un ruscello e supera le rocce che ostacolano il suo percorso. Allo stesso modo, quando riusciamo a mantenere la calma non mettiamo in atto una negazione o astrazione delle difficoltà che ci si ritroviamo ad affrontare fuggendo da esse, ma le riconosciamo e accogliamo per ciò che sono: un’esperienza temporanea. E soprattutto ci diamo tempo per elaborarle, senza forzare nulla, come fa l’acqua.

Solo in acque quiete le cose riflettono se stesse in maniera non distorta. Solo in una mente quieta vi è la percezione adeguata del mondo.

(Hans Margolius)

Mantenere la calma: una capacità da coltivare

Allenare la mente alla consapevolezza del momento, senza cercare altro che lo stare in ascolto delle proprie sensazioni, di ciò che si muove dentro di noi, può sembrare una forzatura in una quotidianità che esige da noi una produttività costante, è vero. Tra i molti impegni ci ritroviamo spesso a sgomitare per ritagliarci 10 minuti per meditare o assaporare un attimo di tregua, riprendere fiato, staccare la spina, anche se siamo consapevoli che questi attimi di silenzio interiore sono fondamentali nel riuscire a comprendere meglio cos’è essenziale nella nostra vita e cos’è meglio lasciare andare (o chi).

La lucidità mentale che ne deriva è una risorsa preziosa nel nostro quotidiano che ci aiuta a non farci travolgere dai pensieri e dalle emozioni negative, ci permette di uscire dalla trappola della reazione istintiva che porta a pessime decisioni, ci aiuta ad affrontare i momenti di stress. Ma attenzione! Non dobbiamo confonderla con il disinteresse o la passività perché riuscire a mantenere la calma anche nei momenti più difficili non esclude affatto l’elaborazione di quando stia accadendo, anzi! Uno stato di tranquillità interiore incentiva una migliore comprensione degli eventi e una migliore gestione emotiva: è semplicemente un modo più consapevole e radicato di vivere ciò che sta succedendo senza farsi sommergere dalle emozioni.

Sandra Saporito