Dipendenza digitale: cos'è e come si può curare

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La dipendenza digitale è un disturbo che interessa un numero sempre crescente di persone e che può avere gravi ripercussioni sulla salute, sia fisica che mentale.  

La dipendenza digitale è un disturbo che interessa un numero sempre crescente di persone e che può avere gravi ripercussioni sulla salute, sia fisica che mentale.  
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La tecnologia è un’arma a doppio taglio: se da un lato, infatti, ci può semplificare la vita, dall’altro può dar vita ad una vera e propria patologia. La dipendenza da smartphone, tablet e dispositivi vari può diventare una patologia, una reale dipendenza digitale che colpisce ogni anno un numero crescente di persone. I dati sono allarmanti: questo disturbo - al pari di altre droghe sociali - non interessa solo giovani e adulti, ma anche bambini e persone più avanti con l’età.

Nomofobia: cos’è la paura da cellulare spento

Il termine nomofobia deriva dall’inglese (no-mobile) e dal greco (fobia) ed indica un timore estremizzato di rimanere sconnessi con il proprio telefono. I sintomi assomigliano a quelli di un disturbo ossessivo-compulsivo e implicano principalmente ansia e mania di controllo del proprio cellulare. Quando si è connessi, il cervello produce dopamina e si è sereni. Quando, al contrario ci sono problemi di ricezione telefonica l'impulso di controllare le notifiche diventa incontrollabile, sfociando nella dipendenza digitale. Questo implica uno stato emotivo alterato anche quando la batteria dello smartphone inizia ad essere scarica, se non c’è copertura di rete sufficiente o se il proprio credito si sta esaurendo.

Foto: rawpixel - 123.RF

I campanelli d’allarme: come riconoscere un internet addiction

La dipendenza dalla rete è una patologia con caratteristiche specifiche. Chi abusa di tablet e dispositivi elettronici, infatti, tende a perdere la cognizione del tempo, trascurando talvolta anche bisogni fondamentali come il sonno, la socializzazione e l’alimentazione. Ma non è tutto: una dipendenza digitale porta ad una progressiva chiusura verso l’esterno, con il rischio di sviluppare ansia, depressione o irritabilità quando viene meno la connessione. Le ripercussioni negative si manifestano innanzitutto nei rapporti sociali, ma anche sull’attività produttiva e scolastica, sulla lucidità mentale, che lentamente viene meno, e sulla salute.

>>LEGGI ANCHE: "Come si cura la dipendenza da videogiochi."

Come curare la dipendenza digitale

Molto spesso l’aspetto più critico è proprio il più basilare, ovvero prendere coscienza che si soffre di questa patologia. Un uso moderato della tecnologia, infatti, non solo è lecito, ma è anche funzionale per la vita quotidiana. Tuttavia, comprendere quando si sta eccedendo è il primo passo verso la guarigione.

All’inizio, quindi, può essere utile darsi degli orari ed imporsi dei limiti da non superare. In queste fasce di tempo digital detox, quindi, si può lasciare il cellulare in un’altra stanza, cercando di focalizzare la propria attenzione su attività che non implica l’uso di dispositivi elettronici. Uscire a fare una passeggiata o leggere un libro, ad esempio, possono essere dei diversivi che permettono di distrarre la mente, senza la necessità di controllare notifiche o applicazioni.

La dipendenza digitale, però, va sconfitta gradualmente: l’obiettivo finale, quindi, sarà quello di staccarsi in modo costante e consapevole dal mondo virtuale, da smartphone e tablet. Tuttavia, quando il problema è serio, è fondamentale rivolgersi ad uno specialista per individuare l’iter terapeutico più indicato in base alla gravità del disturbo.

Foto apertura: rawpixel - 123.RF

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