Prevenzione
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Listeriosi, come ridurre il rischio di infezione alimentare

Il batterio Listeria monocytogenes può provocare importanti conseguenze sull’uomo a seguito del consumo di prodotti contaminati. L’aumento dei casi in Europa e in Italia sta destando preoccupazione ma semplici accorgimenti in cucina possono abbattere il rischio di infezione.

Il batterio Listeria monocytogenes può provocare importanti conseguenze sull’uomo a seguito del consumo di prodotti contaminati. L’aumento dei casi in Europa e in Italia sta destando preoccupazione ma semplici accorgimenti in cucina possono abbattere il rischio di infezione.

Resta alta l’attenzione a seguito dell’aumento di casi notificati di infezione da batterio Listeria monocytogenes che, secondo gli ultimi avvenimenti riportati dalla cronaca, avrebbe portato al decesso di un uomo di 82 anni ad Alessandria provocato, secondo le prime indagini, da un wurstel di pollo consumato crudo nei giorni precedenti al ricovero per sospetta meningite mentre più recente è ancora è il richiamo e ritiro dal mercato di tramezzini al salmone e maionese contaminati (qui per saperne di più) a marchio Gli allegri sapori.

Un gruppo di lavoro istituito dal ministero della Salute è all’opera per fronteggiare la diffusione del batterio a seguito dell’aumento di casi clinici di listeriosi alimentare registrati in diverse regioni italiane: nel filone di indagini legato al decesso in Piemonte, gli esperti hanno rilevato una correlazione tra alcuni dei casi clinici e la presenza del ceppo di Listeria ST 155 in wϋrstel a base di carni avicole prodotti dalla ditta Agricola Tre Valli - IT 04 M CE. La presenza è stata confermata anche da campionamenti effettuati presso lo stabilimento ed è stato disposto un richiamo a titolo precauzionale richiesto dall'azienda anche a seguito della relativa revoca al primo richiamo per prodotto giunto a scadenza.

Listeria, aumentano i casi nei Paesi UE

Nel 2020 la listeriosi è stata la quinta zoonosi maggiormente riferita con 1.876 casi negli Stati membri EU e ha interessato prevalentemente persone di età superiore ai 64 anni com’è evidenziato nell’ultimo disponibile rapporto annuale One Health dell’UE sulle zoonosi elaborato dall'Efsa (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) e dall'ECDC (il centro europeo per il controllo e la prevenzione sanitaria) a novembre 2021.

Secondo i principali osservatori internazionali, la tendenza è significativamente crescente di casi di listeriosi e il trend, come riporta l’Istituto superiore di sanità (Iss) con i dati disponibili su ampia scala, mostra come si sia passati da 132 casi notificati al 2014, ai 178 casi notificati nel 2018.

Listeriosi, un’infezione pericolosa

Se ne parla, purtroppo, soltanto quando ci sono vittime accertate ma la listeriosi è una grave infezione che si trasmette all’uomo attraverso il consumo di alimenti contaminati Listeria monocytogenes, un batterio che “può contaminare i cibi dopo la loro produzione (ad esempio la contaminazione può verificarsi dopo la cottura degli alimenti ma prima del loro confezionamento) – com’è descritto all’Efsa -. A differenza di molti altri batteri di origine alimentare, questo ceppo dei 10 esistenti di Listeria, tollera gli ambienti salati e può moltiplicarsi a basse temperature (tra +2°C e +4°C)”.

Quali sono i principali sintomi da infezione di listeriosi osservabili nell’uomo?

  • Sintomatologia influenzale
  • Nausea
  • Vomito
  • Diarrea
  • Meningite e altre complicanze potenzialmente letali.

La malattia colpisce soprattutto gli anziani, le donne in gravidanza, i neonati e le persone con sistema immunitario indebolito.

I sintomi nella listeriosi invasiva – è riportato dall’Iss - compaiono da 1 a 4 settimane dopo aver consumato alimenti contaminati da L. monocytogenes. Nota bene: l’incubazione può durare anche 70 giorni e questo rende ancora più complicato individuare la causa di una sintomatologia così manifesta e soprattutto, risalire a quale alimento possa sospetto associarsi l’infezione.

Quali sono gli alimenti più a rischio?

Proprio perché questo patogeno è in grado di sopravvivere e proliferare anche a temperatura di conservazione dei cibi in frigorifero, Listeria monocytogenes è di fatto un importante contaminante degli ambienti di lavorazione e degli alimenti, sia crudi che cotti.

Gli alimenti più a rischio sono rappresentati dai prodotti pronti sia crudi che trasformati e che possono essere stati contaminati in fase di lavorazione. Più facilmente il batterio giunge all’uomo attraverso il consumo di alimenti consumati che non devono essere cotti o riscaldati come i formaggi non stagionati, il pesce affumicato, i prodotti a base di carni, la verdura, la frutta e gli ortaggi freschi. Gli alimenti a più alto rischio di contaminazione sono quelli con elevato grado di lavorazione come prodotti affettati, macinati o porzionati (Fonte: Ministero della Salute).

Prevenzione, norme igieniche da seguire in cucina

La preparazione e la manipolazione di questi alimenti sopra elencati secondo buone regole igieniche disposte dalle autorità sanitarie diventa dunque importante per abbattere il rischio di infezione. In particolare:

  • Lavare bene le mani prima di apprestarsi a maneggiare il cibo
  • Lavare gli alimenti freschi come frutta e verdura, anche se intendiamo eliminare la buccia
  • Tenere separati gli alimenti crudi da quelli pronti per essere consumati senza cottura anche in frigorifero
  • Igienizzare le superfici e le stoviglie di preparazione dei cibi prima e dopo l’utilizzo
  • Leggere le etichette dei prodotti confezionati e seguire le indicazioni sulle modalità ideali di consumo e di cottura
  • Non consumare i prodotti confezionati oltre la data di scadenza (Soprattutto quando manca la dicitura “preferibilmente”)
  • Temperatura del frigorifero: manteniamola non oltre i 4 gradi