Lumen: arriva il Tinder per over 50

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Anche gli over 50 hanno bisogno di un Tinder per la loro generazione: esiste già e si chiama Lumen.

In ogni famiglia italiana di solito c’è uno zio scapolo o una cugina zitella che hanno ormai superato la soglia dei 50. Li si vede, in genere, soltanto ai matrimoni, con qualche capello bianco in più, nell’ossequioso tentativo difendere il loro status di singletudine volontaria ad ogni lancio di bouquet al quale si rifiutano di partecipare.

E se, invece, non avessero trovato la persona ideale per mancanza di occasioni giuste? Andrey Andreev, creatore di Badoo, Bumble e Chappy, ha pensato di andare incontro a questa fetta di pubblico mai presa in considerazione dagli altri siti di incontri con la creazione di Lumen, il Tinder degli over 50. Lo ha fatto con due cofondatori, Antoine Argouges e Charly Lester

Tinder è per le nuove generazioni, Lumen per quelle più old

Creare un profilo su Tinder dove cercare la propria anima gemella è semplice e veloce. Ma se Tinder ha voluto dare spazio alle nuove generazioni con un’app che si adattasse perfettamente alle loro abitudini di vita – la velocità nello scegliere, il non aver ereditato dai genitori l’approccio tradizionale alle relazioni faccia e faccia –  Lumen ha abbracciato un mercato di single mai considerato prima d’ora.

Argouges ha così deciso di investire più di 4,5 milioni di dollari nell’app di Lumen. Soltanto in Nord America ci sono 80 milioni di single che non trovano siti di appuntamenti online adatti alle loro esigenze. Ecco allora che arriva sulla scena Lumen a capovolgere la situazione a loro favore.

Come funziona Lumen

Niente di troppo diverso rispetto a Tinder o ad altre app di online dating nate allo scopo di far conoscere persone nuove. Profili che si possono swippare, immagini grandi, bio nei profili. Tutti i membri che decidono di iscriversi devono caricare un selfie per verificare l’autenticità del profilo creato. Riuscirà un over 50 a farlo senza troppi sbattimenti? Scherzi a parte, la strategia di marketing adottata dai fondatori di Lumen è una via di mezzo tra l’online e l’offline. Quello che si cerca di fare è di coinvolgere il target di riferimento attraverso strumenti offline in modo tale da instaurare prima di tutto conversazioni.

Queste tecniche di persuasione sono state al momento preferite al classico invio di newsletter o agli annunci a pagamento sui motori di ricerca. Secondo i suoi creatori, il punto di forza di Lumen rispetto a Tinder consiste nel maggiore controllo dei profili esistenti, perché sfrutta molto l’intelligenza artificiale e algoritmi di riconoscimento facciale.

Cosa farà il successo di Lumen potremo scoprirlo soltanto nel tempo, ma in una società dove i divorzi dopo i 50 anni non fanno altro che aumentare, un’applicazione del genere potrebbe essere una via di uscita per moltissime persone.

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