Quando la finzione supera sé stessa e diventa artificio: analisi del maschio performativo, un nuovo fenomeno (social) da baraccone.
Quando la finzione supera sé stessa e diventa artificio: analisi del maschio performativo, un nuovo fenomeno (social) da baraccone.Mi sono sempre piaciuti gli uomini con una spiccata femminilità. Quelli che non sono ancorati all’idea che la virilità sia un cliché da ereditare a tutti i costi - fatto di spallucce quando piove, esibizionismo a portata di clic e dotti lacrimali chiusi. Quegli uomini autentici che non hanno paura di mostrare la propria sensibilità, di emozionarsi piangendo, di essere vulnerabili agli occhi del mondo. Accanto a questo raro esemplare di uomo (roba da 1 su un milione), si stanno diffondendo sempre di più nella nostra specie delle creature straordinarie (sono ironica), che mescolano furbizia e teatralità in uno sgradevole centrifugato di anticonformismo preconfezionato: i maschi performativi. Vediamo chi sono e come si riconoscono.
Qual è il significato di maschio performativo
Sai cos’è un gioco di ruolo? Senza addentrarmi troppo nei dettagli, è un gioco in cui si interpretano uno o più personaggi, in modo da creare un mondo immaginato in cui tutti hanno un ruolo ben preciso, devono rispettarlo, comportarsi e agire in un certo modo.
Il maschio performativo è un uomo che recita una parte, in un gioco di ruolo chiamato vita, con una missione ben precisa da raggiungere: rimorchiare. Una performance messa in atto in modo encomiabile, un bluff che fa venire la bava alla bocca alle femmine e che lo rende, prima di ogni altra cosa, instagrammabile.
I tratti distintivi dell’uomo performativo
Figlio del nostro tempo, in cui la performance è più importante dell’essenza, l’uomo performativo è un collage di idee, concetti, valori che piacciono alle donne, indossato come un costume da torero, per inscenare la sua pantomima.
Se Barbie autistica è lo stereotipo delle persone nello spettro, con le cuffie antirumore e un fidget spinner per l’autoregolazione emotiva, anche l’uomo performativo ti viene venduto con una serie di gadget.
Aria mistica, abiti larghi. Un libro di Sally Rooney (Joan Didion o Mona Chollet, i suoi totem culturali) in una mano, una tazza di tè matcha nell’altra (la sua quota esotica). Baffi alla Pedro Pascal, mullet anni ‘80 in stile Jacob Elordi, una collezione di tote bag (rigorosamente in tela) da abbinare ai vestiti, una per ogni occasione.
E, per i più temerari, smalto sulle unghie. Perché se devi decostruire l’idea nazionalpopolare di uomo eterosessuale, devi spingere oltre. Di solito lo trovi al parco, in un caffè o su TikTok. Impegnato a ostentare la sua finta femminilità.
Al di là dell’estetica: cosa fa un uomo performativo
Il look curato, fintamente sciatto, gli serve per accalappiare la femmina di turno. Per presentarsi come l’antagonista dell’uomo tossico. Quello che sa esattamente cosa le donne (femministe) vogliono sentirsi dire.
Sventola frasi di attiviste a sostegno dell’emancipazione femminile, compra vinili per sedurre (ovviamente, non li ha mai ascoltati). Ogni parola è un gesto calcolato. E persino la patina di fragilità che emerge è un’estremizzazione istrionica di un copione recitato benissimo.
L’uomo performativo non vuole essere migliore. Gli basta sembrarlo. I social sono la sua vetrina, quella che usa per raccontare al mondo la sua bugia. Ma basta poco per rendersi conto della finzione. I libri che ha in mano sono intonsi, le coppette mestruali un’invenzione che non fa ancora parte del suo vocabolario e il bicchiere di tè matcha, freddo, è pieno fino all’orlo - perché, diciamolo, il matcha non piace a nessuno.
Giù la maschera
Di fronte a questo nuovo archetipo di uomo che gioca a fare il femminista, non possiamo che fare dell’ironia. Perché sì, è la storia più antica del mondo quella di fingersi diversi per riuscire a conquistare le femmine. Così come lo è, oggi, il mettere in mostra online un determinato comportamento solo per farsi vedere - il termine "attivismo performativo" ti dice qualcosa?
Edoardo Prati, tikotoker e divulgatore online, ha cercato di farci capire che non tutti gli uomini che possono rientrare nell'accezione di maschio performativo sono degli strateghi. Ma questo, noi donne, lo sappiamo già.
Cosa ci resta? La speranza di incontrare uomini (perché esistono) genuini. Naturalmente femminili, spontaneamente fuori dallo stereotipo di maschio alfa, beatamente liberi da condizionamenti sociali e psicologici - poi, se va bene bene, due righe di Jane Austen, almeno una volta, le hanno pure lette.
Immagine di anteprima: sergeycauselove su Freepik

