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5 lettere d'amore che la faranno commuovere

Lettere d’amore da dedicare a una lei o da usare come spunto per scriverle qualcosa di diverso e originale.

Lettere d’amore da dedicare a una lei o da usare come spunto per scriverle qualcosa di diverso e originale.

Avete mai provato a scrivere una lettera d’amore a qualcuno? Non un post sui social, messo lì, alla mercé di tutti. Una composizione scritta di vostro pugno, magari a mano, di quelle che fanno venire i brividi a chi legge, ma anche a chi scrive.

Abbiamo condiviso più volte con voi le lettere d’amore indimenticabili e lunghe scritte da alcuni grandi artisti, letterati e scrittori del passato, proponendo delle lettere da emulare per scrivere una dedica a un uomo speciale.

Oggi vorremmo farvi conoscere 5 lettere d’amore per lei da far piangere: per una mamma da parte dei suoi figli, per una ragazza della quale ci si è perdutamente innamorati, per un amore perduto, per un amore appena nato, per quello che potrebbe arrivare quando non ci credi più e non lo stai neanche cercando.

1) Lettere d’amore indimenticabili: Italo Calvino e Elsa De Giorgi

Lo scrittore Italo Calvino e l’attrice Elsa De Giorgi, di 10 anni più grande di lui, furono amanti, nel periodo compreso tra il 1955 e il 1958. Quando si conobbero, lui lavorava nell’ufficio stampa della casa editrice Einaudi.

Fu un amore difficile, tormentato, di quelli da incontro proibito. Resta a testimoniarlo un carteggio di 407 lettere, che si trovano oggi nel Fondo Manoscritti di Pavia. In questa lettera, Calvino descrive la nascita del suo amore per Elsa come una lezione di non-rinuncia e di coraggio alla felicità.

Vo­glio amarti scri­vendo, pren­derti scri­vendo, non al­tro. È forse la paura di sof­frire che prende il so­prav­vento? Cara, cara, mi co­no­sci troppo, ma no, troppo poco, devo an­cora farmi co­no­scere da te, devo an­cora sco­prirmi a te, stu­pirti, ho bi­so­gno di farmi am­mi­rare da te come io con­ti­nua­mente ti am­miro. Ho più che mai bisogno di stare fra le tue braccia. Gioia cara, vorrei una stagione in cui non ci fossi per me che tu e carta bianca e voglia di scrivere cose limpide e felici. Una sta­gione e non la vita? Il mio amore per te è nato come una protesta di individualista, una protesta contro tutto un clima, mosso da un bisogno profondissimo ma con un significato generale, una lezione per tutti, di non-rinuncia, di coraggio alla felicità

2) Lettere d’amore per lei: Ernest Hemingway a Marlene Dietrich

Quello tra lo scrittore Ernest Hemingway e la diva Marlene Dietrich fu amore a prima vista. Si conobbero nel 1934, sul piroscafo Ile-de-France. Il loro fu un amore platonico, del quale, al momento, sono state ritrovate 39 lettere scritte tra il 1949 e il 1959.

Un carteggio al contempo tenero e passionale (si chiamavano papà e figlia, nonostante lui avesse solamente qualche anno di più), che andò avanti solo sulla carta, senza sfociare nella bramosia della carne. 

Nelle sua autobiografia, Marlene scrisse queste parole L’ho amato immediatamente e non ho mai smesso. L’ho amato platonicamente. Dico questo perché l’amore che sentivamo l’uno per l’altro è stato un amore eccezionale nel mondo in cui viviamo: un amore puro, assoluto. Un amore non attraversato da dubbi, un amore oltre l’orizzonte, oltre la tomba anche se so per certo che ciò non esiste.

Di quello che Hemingway ha scritto per Marlene, riportiamo una frase di una semplicità e, al contempo, di una dolcezza disarmante, di quelle che solo un uomo innamorato può essere in grado di scrivere.

Non riesco a dire come ogni volta che metto le mie braccia intorno a te, io mi sento a casa.

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3) Lettera per una ragazza speciale: Victor Hugo e Léonie Thévenot d’Aunet

Léonie Thévenot d’Aunet è stata una giovane anticonformista, scrittrice, drammaturga ed esploratrice, nonché la prima donna ad arrivare al Polo Nord. Bella, giovane, spiritosa e realizzata: così la descrisse Juliette Drouet, la sua rivale in amore. Entrambe furono infatti amanti di Victor Hugo, che la Drouet amò fino al suo ultimo respiro.

Proprio a causa della liason dangereuse con lo scrittore (i due furono colti in flagrante adulterio dal marito di lei, François Biard), Léonie fu arrestata e rinchiusa a Saint-Lazare, il carcere in cui finivano le prostitute e le donne di malaffare.

Quando riuscì a lasciare Saint-Lazare, Léonie si vendicò, inviando proprio alla Drouet tutte le lettere che aveva ricevuto da Victor Hugo, delle quali vi riportiamo una delle frasi più romantiche:

Ho solo un momento. Ti mando l’eternità in un minuto, l’infinito in una parola, tutto il mio cuore in questo “ti amo”.

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4) Lettere d’amore per lei da far piangere: Vladimir Nabokov e Véra Slonim

Come Vera Nabokov non è solo una canzone de’ I cani. È un’espressione che è diventata sinonimo di una donna che si annulla del tutto, sacrificando tutta sé stessa, per il proprio uomo. Vera Slonim fu la moglie di Vladimir Nabokov, che sposò nel 1925.

Lei, che ai tempi lavorava nella casa editrice del padre, abbandonò la sua carriera di scrittrice, scegliendo autonomamente di essere mamma, in modo che lui potesse dedicarsi interamente alla scrittura. Scelse di diventare la donna senz’ombra.

Lavorò così come traduttrice, editrice, stenografa, assistente e archivista del marito. Vera non era soltanto una donna bella e affascinante, con uno sguardo penetrante, la pelle diafana, il corpo minuto e la chioma biondissima.

Colta, intelligente, poliglotta, con una memoria portentosa. Organizzata, decisa, determinata. Era tutto quello che Vladimir non fu mai in grado di essere. Andava in giro con una calibro 38 nella sua borsetta, perché, se fosse stato necessario, sarebbe stata lei quella pronta a sparare.

Delle 300 lettere che i due si scrissero, rimangono soltanto quelle di Vladimir, dalle quali emerge quanto quest’uomo avesse bisogno di lei per sopravvivere. Vera decise invece di bruciare le sue, prima di morire.

Sì, ho bisogno di te, del mio racconto di fate. Perché tu sei l’unica persona a cui posso parlare del grido di una nuvola, del canto di un pensiero e del fatto che quando oggi sono andato a lavorare e ho visto ogni girasole in faccia, mi hanno sorriso anche loro con i loro semi. A presto mia strana gioia, mia tenera notte.

5) La lettera d’amore più bella che abbiate mai letto per lei: Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir

Un amore fuori dalle convenzioni del tempo, ma vissuto alla luce del sole: Simone de Beauvoir e Jean Paul Sartre si amarono per tutta la vita, pur non vivendo mai insieme sotto lo stesso tetto.

Fu proprio con una lettera che, nel 1939, Sartre manifestò per la prima volta il suo amore per Simone. La seconda guerra mondiale era iniziata da poco e lo scrittore era già stato fatto prigioniero dai tedeschi. Le scrisse dal campo di concentramento in cui era stato internato.

Se ci fosse stato bisogno di sentire fino a che punto siamo uniti, questa guerra ‘fantasma’ avrebbe avuto almeno questo di buono, di mettere in evidenza i miei sentimenti. Ma non era necessario. Tuttavia essa dà una risposta alla domanda che vi tormentava. Amore mio, voi non siete “una cosa della mia vita” – sia pure la più importante – perché la mia vita non è più mia, non la rimpiango nemmeno e voi siete sempre me. Voi siete molto di più, siete voi che mi permettete di immaginare qualsiasi avvenire in qualsiasi vita.