Erica Lust & co: le registe più famose di porno per donne

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Molte donne vogliono essere protagoniste del mondo a luci rosse, non solo da attrici. Ecco quali sono le 5 registe più famose del porno dedicato alle donne.

Fino al 2017 in Canada si è tenuto il Feminist Porn Awards, un festival dedicato ai film a luci rosse girati da donne per le donne. Poi si è affermata la vesione europea della competizione, il PorYe! Due eventi che sono il simbolo chiaro di un fenomeno: le donne vogliono essere protagoniste del mondo a luci russe, davanti e dietro la macchina da presa.

La prima donna italiana regista di porno è stata Giuliana Gamba, i cui film sono tuttora premiati nei festival cinematografici del mondo.

Ecco quali sono le altre cinque le registe più famose di porno per donne:

Tasha Reign

Tasha Reign ha iniziato facendo la pornostar. Alle spalle, una laurea in gender studies all'UCLA e tanto disprezzo per il cinema mainstream. Secondo Reign la scarsità di donne candidate all'Oscar per la miglior Regia è "disgustosa", mentre considera il mondo del porno molto più inclusivo: "L’industria del porno - ha dichiarato - è al 100 per cento più avanti rispetto a qualsiasi altro settore, quando si parla di donne al potere". Ovviamente ci sono eccezioni alla regola, ma ci sono così tante donne che hanno il controllo creativo sul proprio destino nel porno, che si tratti di recitare o di possedere un proprio sito. Questo potere però viene tolto loro dal modo in cui le tratta la società. È una situazione molto complessa".

Il problema è a valle. Un'attrice porno può guadagnar bene, diventare famosa e dirigere dei film, ma spesso non riesce a cambiare lavoro, il curriculum pesa sulle scelte di capi del personale di altri settori. È persino complicato ottenere un prestito in banca. Inoltre, se subiscono violenze sessuali e decidono di denunciare, risultano meno credibili rispetto alle altre donne.

Candida Royalle

Una delle pioniere della regia porno al femminile fu Candida Royalle, popolare attrice di film porno negli anni Settanta. Royalle si è da sempre impegnata per i diritti delle donne, studiandone i desideri e le risposte offerte loro dal mondo del porno. Ai tempi sembra non ci fosse qualcosa che potesse davvero piacere alle donne: le produzioni avevano ancora una connotazione maschile troppo forte. Bisognava fare qualcosa: nel 1984 fondò la casa di produzione Femme Productions.

La difficoltà più ardua da superare per Royalle fu convincere i finanziatori dei suoi film che non stavano facendo un cattivo affare, che il porno pensato per le donne aveva un margine in crescita. E aveva ragione: i film di Royalle ebbero successo perché a differenza della maggior parte delle produzioni viste fino ad allora avevano trame più credibili. Royalle è stata spesso definita una “pornografa femminista”, ma lei ha sempre rifiutato questa etichetta perché si è sempre sentita solo una femminista, fino alla sua morte, avvenuta nel 2015.

Bree Mills

Secondo Bree Mills, regista e fondatrice di Girlsway, casa di produzione di film pornografici con sole attrici donne, il mondo del porno è ancora oggi rivolto principalmente a un pubblico maschile, nonostante Pornhub, il principale sito di porno in streaming al mondo, nel 2015 ha registrato il 24% di utenti donne. Per questo Mills nel suo lavoro cerca di cambiare l'ordine delle cose, almeno sui set a luci rosse. "Ci concentriamo di più sull’aspetto emozionale del sesso - ha dichiarato - che tende ad attrarre un pubblico più ampio che cerca qualcos’altro rispetto alle donne tutte truccate e che riescano a fare certe posizioni ma alle quali chiaramente non piace quello che stanno facendo".

Secondo Mills quando le attrici lavorano con registe donne si fidano di più e si sentono più sicure, riuscendo anche ad andare "un po' oltre". Mills sostiene che ci sia un grande fraintendimento del ruolo delle donne nel porno: non sono tutte donne in cerca di soldi, o tossicodipendenti, anzi. "Alcune delle persone più incredibili e intelligenti che ho conosciuto nella mia vita - ha detto - vengono da questo settore".

Ovidie

ovidie

Foto: Instagram

Ovidie è una regista francese, produttrice, giornalista con un dottorato in letteratura alle spalle, nonché scrittrice. Ha esordito nel mondo del porno femminista come attrice, rimanendo in attività dal 1999 al 2003, per poi dedicarsi alla regia e ai documentari. Il suo vero nome rimane ignoto ai media, ma la sua personalità magnetica viene raccontata da molti.

Ha iniziato a lavorare nel mondo del porno sia per il sesso che per i soldi, esprimendosi anche nella danza e nelle coreografie. Già a quel tempo Ovidie si sentiva una militante femminista e l'impatto con le donne del porno le ha aperto gli occhi sulla forza e il potere che esercitavano sul set. Ovidie le sentì subito compatibili con i suoi ideali.

La sua istruzione le valse il soprannome di Intello du porno, l'intellettuale del porno, ma proprio la voglia di comprendere questo mondo l'aveva spinta a prendere anche una laurea in filosofia. Da quando ha diretto il suo primo film porno, All About Anna, è stata indicata da molti come una specialista del porno fatto da donne per le donne. È anche l'autrice di Porno Manifesto, scritto per debellare l'ignoranza sulla pornografia.

Erika Lust

L'intento di Erika Lust, che ha guidato la sua intera carriera da regista di porno per le donne, è quello di trasporre in maniera evidente e dichiarata le proprie idee femministe nei film che gira. "Si tratta di creare una narrazione che racconti la storia di uno, due, tre adulti consenzienti, che danno e ricevono piacere in modo sessualmente paritario, dando importanza ai dettagli – come le espressioni facciali, le mani, le posizioni del corpo – e non solo ai genitali: se qualcuno sta avendo un orgasmo, voglio vedere come reagisce tutto il corpo", scrive la regista.

Tuttavia c'è anche chi accusa la Erika Lust Films di violenza psicologica sulle sue attrici. Chi parla di un movimento #MeToo anche nel porno. Insomma, i fenomeni che si perpetuano da decenni nel cinema mainstream sembrano aver contagiato anche il mondo dei film a luci rosse, anche quando sono le donne a comandare sul set.

Forse l'unico rischio a cui le registe devono fare attenzione, è quello di mettere in atto quei comportamenti maschili da cui hanno cercato di emanciparsi proprio dedicandosi al cinema porno. 

Foto: Facebook Erika Lust Films

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