Sesso e amore nel mondo: Delhi

Immensa e sovrappopolata, l’India è un Paese dalle mille contraddizioni. Nonostante sia la patria del Kāma Sūtra, la società è infatti estremamente bigotta: le donne devono arrivare vergini al matrimonio, che spesso è ancora combinato.

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Come può il Paese in cui è nato il manuale sulla sessualità e sull'amore più famoso e citato, leggasi Kāma Sūtra, essersi praticamente dimenticato del suo passato? L’India infatti, più che per la passione e la bravura dei suoi amanti, negli ultimi anni si è fatta conoscere soprattutto per l’altissimo numero di stupri (spesso di gruppo), ormai uno dei crimini più comuni contro le donne. Essendo il settimo Stato per estensione geografica al mondo e il secondo più popolato, fortemente tradizionale ma al tempo stesso proteso verso la modernità, ricco di metropoli immense e con aree rurali fortemente isolate, generalizzare è al tempo stesso facile e sbagliato. Durante il suo viaggio a Delhi, in un episodio Sex & Love Around the World, la reporter Christiane Amanpour prova a esplorare il modo in cui i suoi abitanti vivono l’amore e si approcciano alla sessualità. Ecco cosa abbiamo capito assistendo alla docuserie di Netflix e, non solo.

INDIA: LE EFFUSIONI IN PUBBLICO

Come detto, l’India è molto grande e, al suo interno, convivono molte anime. Delhi, ad esempio, sorge in un’area del Paese in cui i musulmani rappresentano il 13% della popolazione, ma non è che gli induisti, su certi temi, siano più molto aperti. Qui l’intimità è ancora dominata da religione e tradizione: mostrare affetto in pubblico è tutt’altro che comune, come conferma il fatto che le coppie, al massimo, si concedano il lusso di camminare mano nella mano. ‘Vietati’ i baci, appena tollerati gli abbracci.

Foto: Rudra Narayan Mitra © 123RF.com

MATRIMONIO

Se parliamo di amore e sesso, il matrimonio è il tema più spinoso. Questo perché, in larga parte, è ancora combinato. Delhi non fa eccezione: può capitare che in città i giovani abbiano un po’ più di voce in capitolo e che le donne non siano costrette a sposarsi da adolescenti, ma non è questa la tendenza generale. Come viene raccontato a Christiane Amanpour, le ragazzine non possono nemmeno parlare con uomini finché non sono pronte per sposarsi e, per loro, è essenziale arrivare illibate al matrimonio. Un altro problema, in questo campo, è la divisione della società indiana in caste: chi magari si innamora di una persona appartenente a una diversa dalla propria può andare incontro all’ostracismo della famiglia, che sulla vita sentimentale dei figli continua ad avere l’ultima parola.

SESSO PREMATRIMONIALE

La verginità è una condizione non imposta agli uomini, che spesso perdono la verginità prima del matrimonio... ma non con le loro future mogli. Se il sesso occasionale è infatti fortemente stigmatizzato in India, quando a farlo sono le donne, quello prematrimoniale tra i promessi sposi, a Delhi come nel resto del Paese è un tabù. Lo dimostra il fatto che sono davvero poche le coppie che decidono di andare a convivere prima delle nozze.

DATING

Vista la pratica del matrimonio combinato, il concetto di ‘uscire con una persona’ è stato a lungo sconosciuto agli indiani. Come raccontano alcune ragazze a Christiane Amanpour, Tinder all’inizio ha fatto grande fatica a imporsi: una donna che esce liberamente con un uomo non è esattamente ben vista. Così, sono in tante a Delhi a farlo di nascosto, utilizzando profili fake o senza foto. Al contrario, sulle app di dating gli uomini si danno da fare senza problemi: il classico doppio standard.

EDUCAZIONE SESSUALE

In generale in India di sesso si parla davvero poco. Non avendo sempre un’esperienza diretta, almeno non fino al matrimonio, in tanti imparano così a farsene un’idea con il porno diffuso sul web: abituati alla sequenza fellatio-penetrazione-cumshot, gli uomini così fanno poco o nulla per soddisfare le donne, che da parte loro difficilmente si azzardano a chiedere al partner un cunnilingus. Il preservativo, poi, risulta essere poco gradito agli indiani, che da parte loro hanno difficoltà a frequentare le donne, nei vari ambiti della vita, senza secondi fini.

Foto: LaPresse

OMOSESSUALITA’

Essere omosessuali a Delhi e dintorni non è facile ma, almeno, chi lo è non rischia più di finire in carcere. A settembre del 2018, con una decisione storica, la Corte Suprema indiana ha infatti depenalizzato l’omosessualità, cancellando la sezione del Codice penale che, per 157 anni, puniva le ‘offese contro natura’ con pene che potevano arrivare fino a dieci anni.

LA COMUNITÀ TRANS

In un’India patria del Kama Sutra ma a sorpresa fortemente puritana, sopravvive con molte difficoltà la comunità hijra, composta da uomini che si riconoscono come donne o che sentono di appartenere a un terzo genere, più fluido. Transgender, insomma, citati già dal Kama Sutra che in tempi antichi avevano quasi un ruolo sacro nella società indiana. Come spiega l’attivista Abhina Aher, tutto cambiò con la dominazione britannica, che rese l’omosessualità un tabù: emarginate dalla società, oggi le hijra di Dehli (e di tutta l’India) vivono di elemosina e prostituzione.

Foto apertura: qpicimages © 123RF.com

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