Sesso e amore nel mondo: gli Inuit

Nell’immaginario collettivo il popolo inuit è privo di inibizioni per quanto riguarda il sesso. Ed è proprio così: tradizioni come lo scambio delle mogli e la poligamia, al Circolo Polare Artico, sono dure a morire.

Ti potrebbero interessare

DeAbyDay ha pubblicato sei approfondimenti dedicati alla sessualità, ispirati da altrettanti episodi di Christiane Amanpour: Sex & Love Around the World. Nella docuserie di Netflix, la giornalista della CNN ha viaggiato a Berlino, Accra, Delhi, Tokyo, Shanghai e Beirut facendoci scoprire cose davvero interessanti. Abbiamo deciso di continuare idealmente le sue esplorazioni, spingendoci questa volta fino al Circolo Polare Artico, dove tra Alaska, Canada e Groenladia vive il popolo degli Inuit: poco più di 100 mila persone che, distribuite su un territorio enorme, in fatto di amore e sesso hanno usanze decisamente particolari, almeno agli occhi di noi italiani.

IL BACIO ESCHIMESE

Partiamo dalle basi: il cosiddetto ‘bacio eschimese’, ovvero l'atto di sfiorare e premere delicatamente la punta del proprio naso contro un altro, è un saluto tradizionale che gli Inuit si scambiano tra famigliari o amici ma non ha niente di sensuale. Insomma, nell’intimità una coppia Inuit si bacia come chiunque altro, lasciando il kunik (si chiama così) per i convenevoli.

MATRIMONIO E POLIGAMIA

Nell’immaginario collettivo occidentale, la società Inuit è caratterizzata da poligamia, ampia libertà sessuale, scambio delle mogli e condivisione delle stesse con gli ospiti. Tutto vero, almeno in parte. Iniziando dalla poligamia, al pari delle altre caratteristiche sta scemando ma persiste a certe latitudini: condividere un marito non deve essere il massimo, ma alle donne che si trovano male con le altre mogli è concesso abbandonare il tetto (o l’igloo) coniugale.

Foto: Ivan Kmit © 123RF.com

CESSIONE MOGLIE

La sopravvivenza di qualsiasi specie passa attraverso lo scambio genetico: data la bassa densità della popolazione, gli inuit hanno da sempre provato a risolvere con una grande apertura nei confronti dei pochi esploratori, che oltre a cibo e riparo, ricevevano tradizionalmente la possibilità di giacere con la donna di casa. In alcune comunità succede ancora, ma è bene sottolineare come l’ultima parola tocchi alle donne, che a loro volta possono volontariamente avere relazioni con altri uomini se lo desiderano.

UOMO A CACCIA, DONNA A CASA

La società inuit è caratterizzata da una precisa divisione dal lavoro: gli uomini si occupano di caccia e pesca, con le donne responsabili del fuoco. Come scrisse l’esploratore danese Peter Freuchen, che a inizio Novecento trascorse molto tempo tra gli inuit, era normale che gli amici di un cacciatore «passassero dalla sua abitazione per alleviare la solitudine della moglie» e, in generale, non era raro che le coppie stringessero accordi per regolare lo scambio delle partner, con una sorta di matrimonio congiunto.

LIBERTA’ SESSUALE

Va da sé che, con tutta questa libertà concessa a esploratori e amici, la prima volta arrivi molto presto. Già Freuchen aveva notato come i genitori non si preoccupassero molto del fatto che i loro figli non tornassero a casa la sera, «dando per scontato che avessero trovato un igloo libero nelle vicinanze, per trascorrere del tempo lì, in coppia». Oggi non è raro che le donne, o meglio ragazze inuit, abbiano il primo figlio già attorno ai 16 anni, dunque ancor prima di sposarsi, e che poi si uniscano in matrimonio con uomini che non sono padri biologici dei loro bambini.

PROSTITUZIONE

In sintesi, il clima rigido ha forgiato una struttura sociale in cui il sesso non solo non è tabù, ma viene usato per rafforzare e unire la comunità. Per questo motivo non esiste la prostituzione, né nella capitale della Groenlandia Nuuk né in tutti gli altri centri inuit: non ci può essere infatti alcun mercato, per un bene di cui tutti dispongono.

LESBO E BISEX

A un certo punto della storia, l’introduzione della stufa portatile a kerosene, regalo dei colonizzatori, rese possibili battute di caccia e pesca di più giorni. Di conseguenza, le donne delle varie comunità iniziarono a trascorrere sempre più tempo da sole. Tale situazione propiziò non solo le visite degli amici, ma anche le opportunità per rapporti lesbici, che oggi sono tranquillamente accettati: uno dei punti salienti della sessualità inuit è l’alta percentuale di donne bisessuali.

LE PAROLE

In kalaallisut, ovvero la lingua inuit parlata in Groenlandia, non esistono termini dispregiativi per indicare gli omosessuali, ma solo descrittivi: un esempio è ‘arnaqatiminoortoq’, ovvero “donna che ama una donna”. In inuktitut, che è invece la lingua eschimo-aleutina parlata dagli inuit del Canada, il termine che indica una relazione lesbica si può tradurre come “due cose morbide che si sfregano l'una contro l'altra”, mentre un rapporto tra gay viene descritto come “due cose dure che si sfregano l’una contro l’altra”.

Foto apertura: PIOTR PIATROUSKI © 123RF.com

Amore e coppia
SEGUICI