Baby 2: la prostituzione ai tempi dell’adolescenza

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Torna la serie dedicata al caso di cronaca che ha fatto tremare i Parioli. Appuntamento su Netflix il 18 ottobre 2019.

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All'inizio volevano solo arrotondare la paghetta. Poi il business si è ingigantito fino a diventare incontrollabile. Il caso delle giovanissime squillo dei Parioli, a Roma, è poi diventato una serie tv completamente italiana, acquistata da Netflix, giunta alla seconda stagione. Per chi ha seguito le avventure di Chiara e Ludovica, l'appuntamento è per il 18 ottobre 2019.

Ecco cosa aspettarci dalla seconda stagione di Baby.

Baby: la trama della seconda stagione

Se nella prima stagione il vero protagonista è la storia (mentre il caso di cronaca resta un po' sullo sfondo), nella seconda serie le cose cambiano. Le conseguenze delle scelte compiute dai protagonisti, alla ricerca di una via di fuga dalla routine e dai problemi, esploderanno in tutte le direzioni. Al centro della vicenda ci saranno anche le personalità e le psicologie di altri personaggi, come Niccolò e Brando. In più, il liceo sta per finire: cosa succederà dopo?

Baby: le novità nel cast

Il cast è composto da circa 40 attori, tra giovani esordienti e volti noti. Ritroveremo Benedetta Porcaroli nei panni di Chiara, e Alice Pagani in quelli di Ludovica.

Alice Pagani@ Piergiorgio Pirrone - LaPresse

Torneranno le due madri, Isabella Ferrari (Simonetta) e Claudia Pandolfi (Monica), insieme con Riccardo Mandolini (Damiano), Brando Pacitto (Fabio), Mirko Trovato (Brando). Nella seconda stagione ci saranno anche il bel Lorenzo Zurzolo, nei panni di Niccolò, e poi Chabeli Sastre Gonzalez (Camilla), Giuseppe Maggio (Fiore), Tommaso Ragno (Fedeli) e Galatea Ranzi (Elsa).

Tra le new entry ci saranno Max Tortora (Roberto), Thomas Trabacchi (Tommaso), Denise Capezza (Natalia), Sergio Ruggeri (Vittorio) e Filippo Marsili (Carlo).

Foto@Netflix

La troupe è composta da oltre 120 risorse e la serie è girata interamente in location italiane. Per la seconda stagione di Baby cambia il regista: dietro la macchina da presa accanto ad Andrea De Sica, ci sarà anche Letizia Lamartire. Gli sceneggiatori invece restano saldamente al timone: torna il collettivo Grams (Antonio Le Fosse, Re Salvador, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti e Giacomo Mazzariol).

Baby squillo: il caso Parioli

La serie italiana targata Netflix prende spunto da un caso di cronaca vera che ha fatto tremare la capitale. Alla fine del 2013 due ragazzine della Roma bene hanno squarciato il velo su un mondo fatto di prostituzione minorile, festini, hotel e case di piacere nella centralissima Piazza Fiume. Fiumi di soldi e cocaina che sgorgano da uomini d'affari tentano e fanno cadere giovani donne di famiglie cosiddette "per bene".

«È iniziato come un gioco. No, non è un bel gioco. Sì, lo so non è normale», dicevano le quindicenni, raccontando ciò che succedeva in via Parioli 190. Tutto per la spasmodica sete di denaro.

Il lato più agghiacciante della vicenda è che una delle madri era a conoscenza della situazione e aveva sfruttato la figlia per avere una percentuale sui guadagni. «Mamma mi obbligava per soldi, io volevo solo tornare a scuola» confessò tra le lacrime la più piccola delle due. La donna è stata condannata a sei anni e quattro mesi.

Nella serie manca il riferimento alla politica. Infatti il caso delle baby squillo dei Parioli aveva travolto anche Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini. Lui era tra i clienti delle ragazzine. Ha patteggiato una pena di un anno di reclusione e una multa di 1.800 euro. L'ex capitano della Guardia di Finanza si era inizialmente dichiarato estraneo ai fatti, prima di ammettere di aver conosciuto le ragazze, ma di non sapere che fossero minorenni.

Dopo i primi incontri in auto, le ragazze si erano spostate in un seminterrato messo a disposizione da Nunzio Pizzacalla, caporal maggiore dell'esercito, e Mirko Ieni, a cui le ragazze dovevano una percentuale. «Svuotavo la testa e dicevo 'vabbè, tanto è un’ora, poi è finito'» ha raccontato la quattordicenne agli inquirenti. Non era più un gioco, ma un vero e proprio lavoro che fruttava 600 euro al giorno agli aguzzini.

Anche l'amicizia tra le due protagoniste, perno su cui ruota la serie, nella realtà non c'è. La più grande ha negato di aver spinto l'amica a prostituirsi e l'ha accusata di detenzione di cocaina. Agli incontri ci andavano insieme, quando i clienti lo chiedevano, ma quel rapporto che nella fiction sembra "un porto sicuro", nella realtà non esisteva. L'unico riferimento ancorato alla realtà in Baby è nel teaser della serie, in cui si fa riferimento a video pedopornografici girati durante gli incontri.

Baby squillo: fotografia del fenomeno

Il caso dei Parioli è stato solo quello più eclatante. Mentre ogni notte, in Italia, circa 45.000 esseri umani vendono i propri corpi sulle strade. Il 60 per cento sono donne e, fra di loro, ci sono 1.660 bambine e adolescenti. Lo dice il rapporto Save the Children "Piccoli schiavi invisibili 2019". In Europa una prostituta su 4 è minorenne. Le protagoniste di questo rapporto vengono il proprio corpo per sfuggire alla povertà, alle guerre e alla morte.  

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