Sesso

Se lui fa cilecca: perché accade, cosa fare e come rimediare

Cosa significa fare cilecca e quali sono i consigli utili da mettere in pratica nel caso in cui dovesse succedere al vostro lui.

Cosa significa fare cilecca e quali sono i consigli utili da mettere in pratica nel caso in cui dovesse succedere al vostro lui.

Lo conosci da un po’, lo desideri da diverso tempo e poi finalmente arriva: il momento in cui fate sesso per la prima volta. Le tue aspettative sono altissime, forse proprio perché avete aspettato un po’ prima di togliervi l’ultima corazza (i vestiti si intende… perché le altre sono già cadute da un pezzo) e mai avresti potuto immaginare che qualcosa non avrebbe funzionato.

Se lui fa cilecca a letto, il problema sei tu? Quasi sicuramente no. Vediamo allora quali sono le cause psicologiche per le quali capita di fare cilecca le prime volte e una lista di consigli su come comportarsi.

Cosa si intende per fare cilecca

Il termine cilecca si riferisce al non funzionamento del fucile, o di qualsiasi altra arma da fuoco, ovvero al fatto che il proiettile non fuoriesca nel momento in cui si preme il grilletto. Il suo significato generico è quello di fallire, non andare a segno. L’espressione può essere utilizzata in ambiti differenti, tra i quali troviamo anche quello sessuale.

Perché un uomo fa cilecca

Disfunzione erettile: rimedi
Foto: nd3000/123RF

La paura di fare cilecca la prima volta non è così desueta, anche se difficilmente gli uomini con cui capita di avere a che fare ogni giorno, che siano amici o colleghi, si spingerebbero a farvi una confessione di questo tipo.

Se lui non riuscisse ad avere un’erezione, ci potrebbero essere motivazioni differenti alla base. Per esempio, si potrebbe trattare di una causa psicologica momentanea, dovuta:

  • all’ansia da prestazione;
  • allo stress;
  • al cattivo umore;
  • a un calo della libido.

Potrebbero anche esserci delle ragioni fisiche momentanee quali l’abuso di alcol, cibo o droghe, l’effetto collaterale di un farmaco, un calo del testosterone, una disfunzione alla tiroide, una prostatite, una sensibilità genitale ridotta derivante da una malattia neurologica o una neuropatia diabetica.

Se lui fa cilecca: cosa fare e cosa non fare

Cosa fare se lui fa cilecca

Foto: nd3000/123RF

Anche se l’erezione è il complimento più grande che lui possa farti a letto, non devi assolutamente reagire male nel caso in cui lui dovesse fare cilecca. Ci sono tantissime ragioni per le quali potrebbe accadere e la più grande verità è la seguente: è normale, soprattutto se si hanno tanti pensieri per la testa.

Cerca, allora, di:

  • non ridergli in faccia perché minereste ancor di più un’autostima già abbastanza bastonata dall’accaduto;
  • non provare pena nei suoi confronti, quindi evita le frasi fatte di conforto perché tanto non servono a niente;
  • non insistere perché potresti solo farlo innervosire ancor di più;
  • non metterti in mezzo, diventando la protagonista di questo racconto. Il problema non sei tu, ma potresti diventarlo se gli metti ancora più tensione addosso.

Infine, non smettere di parlare: tratta l’episodio come se fosse la norma e aspetta che sia lui a dire qualcosa, senza forzarlo troppo. Ricorda che i drammi veri sono altri.

Quando è il caso di approfondire

Ci sono casi in cui fare cilecca è un episodio sporadico che scompare a partire dal secondo tentativo. Ce ne sono altri, invece, in cui la disfuzione erettile non è solo occasionale, ma lui non riesce più a mantenere il pene in erezione.

Si parla, in questi casi, di disfunzione erettile severa: impotenza è un termine ormai desueto e che viene spesso utilizzato con un’accezione molto negativa, come se si fosse ormai diventati un prodotto di scarto, difettoso.

Come intervenire

Quello che bisogna fare, in questi casi, è comprendere quale sia la causa del problema. Un ridotto afflusso sanguigno? Un cattivo funzionamento degli sfinteri vasali? Soltanto un professionista potrà dare delle risposte e indicare il trattamento adeguato da seguire. Quello che bisogna fare è non aver paura di chiedere aiuto: solo così l’alzabandiera mattutino tornerà ad essere il vostro momento preferito della giornata.

Foto apertura: nd3000/123RF