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Non solo manette: la guida al soft bondage che riaccende l'eros

LegAmi a te: di come il soft bondage possa essere un gioco erotico utile a rafforzare la relazione coniugale e regalare emozioni inaspettate.

LegAmi a te: di come il soft bondage possa essere un gioco erotico utile a rafforzare la relazione coniugale e regalare emozioni inaspettate.

Ci sono legami che vanno ben al di là della forma fisica, quando si creano connessioni così potenti che l’intelletto non ha le parole per riuscire a spiegarsele. Oggi, però, non vogliamo parlare né di fili rossi del destino, né di leggi di attrazione. Vogliamo, invece, concentrarci su un legame più materiale: il soft bondage.

Cos'è il soft bondage

C’è chi ha visto o letto almeno una volta Cinquanta sfumature di grigio (nero e rosso) e chi mente. I film (o i libri, per chi fa parte del team “sì, ma il libro è meglio”) hanno reso più pop il soft bondage, chiamato anche light bondage. Di cosa si tratta? Di una variante leggera del bondage, l’ideale per chi vuole sperimentare questa pratica, senza ricorrere a corde o catene.

Ci si lega a vicenda, a turno, durante il sesso o la masturbazione di coppia, con l’utilizzo di tessuti morbidi e leggeri. Un gioco erotico che può essere praticato da chiunque, con alcune semplici regole da rispettare.

Un gioco erotico tra consenso e fiducia

Alla base del soft bondage troviamo il desiderio di giocare con il proprio partner durante il sesso, immobilizzando alcune parti del suo corpo. Legandolo. La prima cosa da fare è, quindi, imparare a fare dei nodi che siano facili da sciogliere. Si parla di soft bondage (o vanilla bondage) perché si utilizzano oggetti quali foulard, sciarpe, cravatte per legare il partner. Indispensabili, come nel BDSM più tradizionale, sono il consenso e la fiducia.

Il consenso consiste nello stabilire fino a che punto ci si vorrebbe spingere. Come vorresti essere legato? Solo mani? Solo piedi? Mani e piedi? Al letto? Vorresti legare l’altro o essere legato tu? La fiducia, nell’abbandonarsi totalmente alle mani di “maestro legatore” dell’altro. Nei fatti, anche nel soft bondage ci sono due figure: un sottomesso, ovvero chi viene legato, e un dominatore, colui che lega. I ruoli sono intercambiabili e si possono assegnare ogni singola volta. Basta solo capire chi vuole prendere o perdere il controllo.

In genere, si sceglie anche una safeword, ovvero la parola di sicurezza da utilizzare nel momento in cui non si avesse più voglia di continuare a giocare e non si riuscisse a liberarsi dal legame.

La differenza con l’hard bondage

Legare qualcuno ha un significato simbolico: mi fido talmente tanto di te che sono disposta a cedere una parte di controllo sul mio corpo perché tanto so che non mi farai del male. È proprio qui che entra in gioco una prima differenza con l’hard bondage o il BDSM (Bondage & Disciplina, Dominazione & Sottomissione, Sadismo & Masochismo), in cui la relazione che si instaura tra i due partner è anche legata alla gestione del dolore durante la pratica sessuale.

Nel soft bondage non si lega l’altro con l’obiettivo di testare la sua soglia di sopportazione del dolore. Non è, quindi, un gioco di potere, ma un’attività nella quale due adulti consenzienti scelgono di esplorare, legandosi, la propria sessualità. Nell'hard bondage, poi, si utilizzano manette, corde, catene. 

Soft bondage vs Shibari

Quando si parla di bondage si sente spesso parlare di Shibari, termine giapponese che significa proprio “legare” o “allacciare”. In questa pratica, che rappresenta una vera e propria arte del piacere, si lega la donna con delle corde, dando più importanza alla componente artistica ed estetica dei nodi e dei lacci che non a quella erotica. Tuttavia, diverse persone che hanno praticato lo Shibari hanno affermato che l’attrito delle corde sul corpo crei una tensione tale da riuscire ad amplificare il piacere.

Kit per il Soft bondage

Il soft bondage ha un grande vantaggio: lo si può praticare con oggetti che sono già presenti in casa. Foulard ereditati dalla nonna, cravatte in ostaggio nell’armadio da anni, sciarpe frutto di qualche regalo non gradito. Oltre al legarsi a vicenda, si possono fare tante altre cose per rendere questo gioco sessuale ancora più interessante:

  • spalmare sul corpo dell’altro del cioccolato da leccare via;
  • praticare lo spanking, aka sculacciare o farsi sculacciare (senza esagerare);
  • usare dei sex toys, come un succhiaclitoride o un dilatatore anale.

Un ottimo modo per alimentare la fiducia nell’altro mentre si pratica il soft bondage potrebbe essere quello di farsi bendare. Togliendo un senso, quello della vista, che ha un ruolo fondamentale nel sesso, si potrà dare più peso a tutti gli altri sensi. Lasciandosi letteralmente trasportare dal gioco del piacere.

Soft bondage: ci sono rischi?

Trattandosi di legami non particolarmente stretti, il soft bondage non comporta particolari rischi, se non quello di sviluppare una vera e propria dipendenza e non riuscire più a vivere il sesso in modo diverso. Se l’idea di provare il soft bondage vi affascina:

  1. parlatene con il vostro partner;
  2. stabilite le vostre regole e la vostra personalissima safeword;
  3. iniziate a praticarlo, un nodo alla volta!

Se, invece, lo avevate già provato in passato con qualcuno e le sensazioni vissute non vi erano piaciute, datevi una seconda possibilità. Non c’è cosa più bella del rendersi conto che, con un partner diverso, anche la stessa pratica ha un altro sapore. Ché nella vita si può sempre cambiare idea, soprattutto, quando si parla di legami.

Foto di apertura: Freepik