Invecchiare non è più un taboo: cultura pro-age vs cultura anti-age

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Come dimostra il moltiplicarsi di influencer over 50, rughe e capelli bianchi non si nascondono più, anzi, si esibiscono con orgoglio. Tuttavia resiste anche la corsa all'eterna giovinezza. E tu da che parte stai?

La scrittrice Megan Nolan è l'autrice di un interessante interrogativo, lanciato dalle colonne del New York Times: "Perché dobbiamo tutti essere belli?". Ricordando gli anni in cui era giovane, la columnist ha ripercorso la storia di quella brama di bellezza, "che voleva dire avere potere sugli altri". Poi, d'improvviso, la liberazione. "Adesso per la prima volta sto cercando di capire che non devo esserlo (bella, ndr.). Ho cercato di volermi bene mano a mano che sono invecchiata".

Queste parole sono un esempio di come la cultura pro-age stia ridisegnando i confini dell'esperienza umana soprattutto femminile. Dopo l'ondata di botox, rughe da cancellare a tutti i costi e capelli bianchi da nascondere, i segni del tempo sfilano orgogliosi insieme alle loro padrone, in pace con se stesse, su red carpet come quello di Cannes. Gli influencer over 50 spopolano.

Si afferma sempre con più forza una cultura pro-age, fieramente contrapposta a quella anti-age: e tu da che parte stai?

La cultura anti-age

Greta Gustafsson, più nota col cognome Garbo, anziché imparare a volersi bene, invecchiando, iniziò a odiarsi. Preferì una vita da reclusa, lontano dai riflettori di quella Hollywood che lentamente andava dimenticandola. Scelse di invecchiare in perfetta solitudine, lontana dal mondo che guarda, sconfitta dal tempo.

Foto: ©europa press/lapresse

"To age is to fail", si leggeva sul Guardian in un pezzo in cui tratteggiava la politica mediatica volta a vendere la giovinezza come valore positivo. Ed è su questo desiderio di sconfiggere un nemico infallibile - il tempo - che si innesta la cultura anti-age.

Creme e cosmetici, diete e superfood per arrestare l'invecchiamento cellulare, chirurgia estetica, esercizio fisico estremo: Whatever it takes, qualsiasi cosa pur di vincere la sfida con l'invecchiamento. Ma l'imperativo mediatico "tutti possono essere belli" nasconde la trappola del mito dell'eterna bellezza frutto dell'impegno. Ma nemmeno questo basta per sconfiggere il tempo, una vera lotta contro i mulini a vento. Quindi perché stressarsi?

La cultura pro-age

Meglio accomodarsi nei propri anni e sfruttare il tempo che passa come un trofeo da esibire, da valorizzare, da celebrare. L'età non è più un aspetto da nascondere, ma la spinta vera a prendersi cura di sé, per piacere prima di tutto a se stessi.

La bellezza si sgancia dal concetto di età anagrafica ed ecco la ragione dell'amore che proviamo per quelle bellezze senior che illuminano i red carpet di tutto il mondo. Da Monica Bellucci a Jane Fonda, gli anni non sono un avversario contro cui lottare, ma qualcosa da coccolare e sfoggiare.

Foto: LaPresse

Brigitte Macron, moglie del presidente francese Emmanuel Macron, a 66 anni è stata in grado di conquistare la ribalta e smantellare a colpi di sorrisi la brutta etichetta di "cougar", riferita a donne che stanno insieme a uomini più giovani. Dietro le rughe e il sorriso, c'è sempre l'amore, l'unica arma davvero efficace contro il tempo.

Per dirla con Fernando Pessoa, "L'amore è uno scampolo mortale di immortalità", molto meglio di qualsiasi cosa possa offrire una crema di bellezza.

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