Codamozza, la storia della balenottera senza coda e dei capodogli intrappolati nelle reti

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Avvistata per la prima volta nel 2005, Codamozza è la balenottera senza coda che prosegue il suo viaggio nel Mediterraneo. 

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Nonostante un handicap alla coda, continua a nuotare per migliaia di chilometri nel mar Mediterraneo: Codamozza, la balenottera senza coda è stata avvistata nelle acque della Calabria.

Chi è Codamozza

Avvistata per la prima volta nel 2005 nel santuario dei cetacei Pelagos, Codamozza deve essere passata al largo della Siria, per poi passare nelle acque della Grecia e giungere in Calabria e da qui probabilmente si dirigerà a nord.

La balenottera è stata chiamata Codamozza per la grave menomazione alla coda, che ora purtroppo ha perso del tutto, e ciononostante continua a nuotare, anche se a fatica.

Le cause del duplice trauma possono essere state una collisione con una imbarcazione e lo strozzamento della coda in una rete o una lenza.

La balena senza coda purtroppo non è in buone condizioni fisiche: è molto magra e sembra allo stremo delle forze, probabilmente non mangia da tempo e il suo destino sembra essere segnato.

I pericoli per i cetacei

Lo Stretto di Messina e il mare al largo della Sicilia sono zone altamente trafficate: sono tratti di mare rischiosi per tutti i cetacei e altri animali marini.

Il pericolo per la fauna ittica non è dovuto però solo alle imbarcazioni ma anche alle reti, basti pensare ai due capodogli intrappolati in queste settimane nelle spadare.

Cosa sono le spadare

Le spadare sono le reti pelagiche che venivano usate un tempo nella cattura al pesce spada e che sono state vietate fin dai primi anni Duemila in tutto il Mediterraneo.

Questi muri di rete che affiorano in superficie, si estendono in profondità e catturano di tutto: rimangono così impigliati pesci di grandi dimensioni come pesci spada e tonni ma anche delfini, tartarughe, uccelli marini e mammiferi marini come gli enormi capodogli.

Lotta alla pesca illegale

Nonostante i richiami dell’Europa e l'impegno della Guardia Costiera, che ogni giorno lotta contro la pesca illegale, il ritorno delle spadare nelle acque italiane sta diventando un problema sempre più grave che va a compromettere il delicato ecosistema del mar Mediterraneo già duramente compromesso dalla crisi climatica.

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