Cani
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Perché i cani fiutano il coronavirus

Per stanare il più velocemente possibile i malati da Covid-19, si stanno impiegando anche i cani che, se opportunamente addestrati, possono fiutare il virus grazie al loro potente olfatto.

Per stanare il più velocemente possibile i malati da Covid-19, si stanno impiegando anche i cani che, se opportunamente addestrati, possono fiutare il virus grazie al loro potente olfatto.

Diversi studi scientifici nel mondo stanno dimostrando la validità del fiuto dei cani addestrati nell'individuare i casi positivi al Covid-19.

Il ricorso a cani addestrati a fiutare le infezioni potrebbe costituire un valido strumento di screening da accostare alle attuali procedure cliniche per individuare i malati da coronavirus.

Il fiuto dei cani è potente

È risaputo che l'olfatto dei cani è estremamente potente: il naso del cane dispone di circa 300 milioni di recettori degli odori, rispetto ai soli i 5/6 milioni dell'uomo.

Diversi cani da utilità sono già presenti negli aeroporti e nelle stazioni, dove coadiuvano le forze dell'ordine nella localizzazione di armi da fuoco, esplosivi e sostanze stupefacenti.

Cani addestrati a fiutare il coronavirus

Foto:  Viacheslav Iakobchuk-123RF

Gli studi scientifici sull'olfatto dei cani

Gli studi scientifici sulla capacità dei cani di stanare il coronavirus hanno dato significative informazioni che necessitano però di ulteriori approfondimenti: tra i più importanti studi vale la pena citare quello svolto dall'Università di medicina veterinaria di Hannover in Germania e lo studio, non ancora pubblicato e in fase di aggiornamento, dell'Università Saint Joseph di Beirut.

Lo studio tedesco

Il team di ricercatori dell'Università di medicina veterinaria di Hannover, guidati da Holger Volk, sta addestrando otto cani a riconoscere il coronavirus usando campioni prelevati da bocca e trachea di sette persone ricoverate in ospedale per Covid-19 e sette persone sane. In base ai risultati dello studio è emerso che i cani hanno identificato l'83% dei casi positivi e il 96% dei casi negativi.

Lo studio libanese

I ricercatori dell'Università Saint Joseph di Beirut si sono concentrati sull'addestramento di 18 cani, che hanno saputo individuare al 100% i casi negativi e al 92% i casi positivi al Covid-19.

Il progetto della Medical Detection Dogs Italy

Anche in Italia si stanno svolgendo studi in merito, in particolare la MDDI (Medical Detection Dogs Italy Onlus), insieme al Dipartimento di Medicina Veterinaria delll’Università Statale di Milano, ha promosso un progetto di ricerca scientifica sull’impiego del fiuto del cane nell’individuare le infezioni da Covid-19.

L’obiettivo del progetto, in cerca di finanziamenti, è quello di fornire con i “Bio Detection Dogs” una metodologia di rilevamento preventiva di massa veloce, economica e sicura, che possa essere utilizzata anche in futuro su altri tipi di infezioni virali e batteriologiche.

Foto apertura:  Alexey Belyaev-123RF