Animali marini e plastica: una strage silente

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L’impatto della plastica sugli animali marini è enorme e inarrestabile: interi ecosistemi marini sono in pericolo e rischiano di scomparire per sempre. 

Quello dell'inquinamento da plastica è un problema che colpisce gli oceani di tutto il mondo e ha gratissime ripercussioni sulla fauna selvatica marina.

La plastica è il nemico numero uno degli animali marini: non solo le tartarughe marine sono in pericolo ma anche uccelli, pesci, invertebrati e mammiferi marini sono in serio pericolo.

Le specie a rischio

Secondo un rapporto pubblicato nel 2016 dalle Nazioni Unite oltre 800 specie animali sono minacciate dalla plastica: pesci, rettili e uccelli ogni giorno muoiono, ingerendo o restando intrappolate nei rifiuti plastici.

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E il problema non riguarda solo i grandi animali e le specie a rischio estinzione ma colpisce anche altri organismi più piccoli come ostriche, cozze, vongole, plancton e coralli.

Plastica: ingestione e lesioni

Involucri per alimenti, imballaggi di plastica, sacchetti per la spesa, tappi di bottiglia, cannucce, bottiglie e altri residui di plastica vengono ingeriti dagli animali perché confusi per cibo oppure causano ferite, lesioni e deformità.

Foto: smarias -123rf.com

In base a recenti indagini, tutte le specie di tartarughe marine presenti nel mar Mediterraneo presentano frammenti di plastica nello stomaco e lo stesso avviene in oltre il 90% degli uccelli marini.

L'ingestione di plastica, soprattutto se si tratta di pezzi di grandi dimensioni, porta quasi sempre alla morte dell’animale a seguito di soffocamento, perforazioni, ulcere, blocchi intestinali, necrosi e riduzione della capacità dello stomaco.

Plastica e oceani: la soluzione

Si è calcolato che metà della plastica oggi esistente è stata prodotta soltanto negli ultimi tredici anni: per lo più si tratta di plastica usa e getta che cioè è stata usata solo una volta prima di essere gettata in mare.

Si stima che ogni anno vengano riversate negli oceani otto milioni di tonnellate di plastica: alcuni rifiuti impiegano decenni a decomporsi, mentre altri si disintegrano in minuscoli frammenti, noti come microplastiche.

La soluzione per impedire che questa strage silente continui e che gli ecosistemi marini si trasformino in deserti è semplice e consiste nell’interrompere subito la produzione di plastica, soprattutto della plastica monouso.

Foto di apertura: Tatyana Sidyukova -123rf.com

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