special

Yummy dummies - ricette a prova di incapacy

In cucina non sempre è vero che a tutto c’è rimedio, ma è vero che dietro ogni abominio culinario c’è sempre un perché e ve lo spiega Sofia, in arte Cucinare Stanca. Tutti i venerdì su DeAbyDay!

by Cucinare Stanca

Vai allo speciale
  • Difficoltà

    difficile

  • Categoria

    Antipasti

  • Porzioni

    4

  • Tempo preparazione

    15 min

    PT15M

  • Tempo cottura

    20 min

    PT20M

  • Tempo totale

    35 min

    PT35M

  • Cucina

    regionale

  • Cottura

    Fritto

I carciofi alla giudia sono una ricetta che richiede pochi ingredienti, ma molte accortezze e grande concentrazione. Che è forse quello che ci serve per comprendere meglio le esigenze degli altri, adulti e bambini.

I carciofi alla giudia sono una ricetta che richiede pochi ingredienti, ma molte accortezze e grande concentrazione. Che è forse quello che ci serve per comprendere meglio le esigenze degli altri, adulti e bambini.

L’altro giorno Ilaria torna a casa con una chiave in tasca e mi dice: «Oggi Flavio è venuto ad allenarsi con questa chiave, che deve essere di una porta di casa sua e io, per non fargliela perdere e per paura che si facesse male gli ho detto che gliela tenevo io in tasca, ma alla fine mi sono dimenticata di ridargliela».

La mamma di questo bambino la stessa sera scrive sul gruppo degli allenamenti chiedendo: «qualcuno ha trovato una chiave?» e Ilaria subito: «Sì, io, mi sono dimenticata di restituirla a Flavio ma venerdì prossimo ve la riporto». Il venerdì ovviamente Ilaria se la dimentica e Flavio, che ha 6 anni, gliela chiedeva con insistenza perché doveva riportarla a sua madre assolutamente, perché era la chiave del loro bagno e gli ha piantato una mezza grana.

Ilaria che è matta come me, se non di più, torna a casa piuttosto scocciata e dice che lei sicuramente è sbadata ma questo casino per una chiave le sembrava eccessivo.
Non odiate Ilaria per favore, la volta dopo se la dimentica di nuovo, per poi decidere di lasciarla in macchina direttamente e dargliela alla prima occasione.

Il mercoledì successivo finalmente riporta questa maledetta chiave a Flavio, solo che quel giorno sua madre è morta, e lui alla fine la chiave non gliel’ha potuta riportare. Prima di sapere della morte della madre di Flavio, Ilaria si scusa tanto con lui, e lui la tranquillizza dicendole: “non fa niente tanto non sono stato molto a casa in questi giorni, non mi serve più”.

Le vite degli altri

Quella sera io e Ilaria a cena abbiamo pianto tutte le nostre lacrime. Io mi sono martoriata a pensare al motivo per il quale Flavio si fosse portato quella chiave dietro, perché la rivoleva con così tanta insistenza, ma soprattutto mi sono arrovellata a pensare a una banalità enorme: chissà cosa significano le cose per gli altri, e chissà cosa succede nella vita degli altri mentre noi ci dimentichiamo di loro, mentre li sminuiamo, senza intenzione sia chiaro, semplicemente perché è più rapido applicare la nostra scala di valori. Una chiave di una porta di casa è una chiave, che sarà uguale ad almeno altre 3 chiavi dentro la stessa casa, non fa niente, uno pensa, e invece fa, per qualcuno fa. Cosa succede agli altri quando noi sbagliamo qualcosa, ingenuamente, nei loro confronti? Che per noi è una cretinata, mentre per gli altri può essere tutto? Una chiave poteva essere una promessa, una dimostrazione di attenzione e di responsabilità.

Non c’è una conclusione, come sempre, io penso solo che un bambino di 6 anni non ha riportato una chiave a sua madre che la aspettava, non è niente? Invece dentro di me è una tragedia, se inserita nell’arco temporale della vita di Flavio: una chiave presa per sbaglio (o per un motivo a noi ignoto), una chiave tolta dalla tasca di Flavio per paura che si facesse male allenandosi, una chiave dimenticata più volte, un evento devastante, la restituzione di questa chiave a Flavio, che obiettivamente adesso non sa che farci.

Ilaria è una bravissima allenatrice e si dedica ai bambini in un modo speciale, la mamma di un’amichetta di Flavio le ha detto che lui è sereno solo quando si allena con lei e con tutti gli altri bambini.
Devo fare i carciofi alla giudia, non c’è nessun collegamento con questo racconto, ho solo pensato di avere il bisogno di riflettere insieme su quanto sia importante concentrarsi e interpretare anche le esigenze degli altri, bambini e adulti.

Cosa vi serve:

Ingredienti

  • Carciofi romaneschi, detti anche Cimaroli o Mammole
  • 1,5 litri di olio di semi di arachidi per friggere
  • 1 limone
  • Sale e pepe

Ingredienti carciofi alla giudia

Procedimento:

Allora incapacy questa è una ricetta abbastanza pericolosa, perché prevede la vicinanza di quelle vostre mani goffe e incapacy con l’olio bollente.
Però piccoli miei questi carciofi si fanno così, non a caso li pagate 10 € l’uno quando li andate a mangiare all’ex Ghetto Ebraico a Roma.
Ci sono pochi ingredienti ma mille accortezze. La prima è sicuramente la scelta del carciofo, che deve essere romanesco, la seconda è la strumentazione: dovete avere uno spruzzino di acqua freddissima, la terza è quella di pulire il carciofo nel modo corretto.

  1. Tagliate il gambo a 1 cm dalla calotta del carciofo
  2. Togliete le foglie più dure, indicativamente, come vedete in foto, dovrete toglierne 3 giri di petali, ma se è molto duro anche di più. Assottigliate e mondate la parte verde del carciofo alla base, quella più nodosa, dove prima c’erano i petali.

    Carciofi giudia step 1

  3. Ora, al netto del fatto che siete incapacy, fate come vi dico io, prendete un coltello a seghetta e tagliate la parte superiore del carciofo, le cime per intendersi, come se faceste una fetta, di circa 1 cm. Vi servirà a togliere le punte più dure senza sprecare € 1,50 a carciofo, se non € 2.
  4. Metteteli a mollo in acqua e limone spremuto per circa 10 minuti, tempo che l’olio arrivi a temperatura.

    Carciofi giudia step 2

  5. Ora ascoltatemi proprio molto bene, potete seguire due strade:
    a) La doppia frittura con shock termico
    b) Una singola frittura
  6. L’opzione "a" è quella ritenuta più tradizionale, ma ci vuole un po’ di dimestichezza con le temperature e con il mondo, cosa che voi obiettivamente non avete. Io vi lascio queste informazioni, ma se vi fate male è colpa vostra, ricordatevi sempre che la faccia sopra la pentola con l’olio che frigge non è mai un’ottima idea.

    Metodo doppia frittura:
  7. Togliete i carciofi dalla ciotola d’acqua e limone e asciugateli, schiacciateli su un tagliere, senza sfondarli certo, ma solo per aiutarli ad aprirsi, se non ci riuscite allargateli un po’ con le mani. Quando l’olio ha raggiunto i 140°C circa mettete, un carciofo alla volta, a friggere a testa in giù per circa 2 minuti, giratelo dalla parte del “fiore” e con due forchette aiutatelo ad aprirsi, tutto mentre frigge, attenti alle mani. Passati un paio di minuti lo rigirate e sempre con la forchetta lo tenete un po’ schiacciato sul fondo della pentola per un minuto.

    Carciofi giudia step 3

  8. Togliete il carciofo dall’olio, mettetelo a scolare su carta assorbente, alzate il fuoco, fino a portare la temperatura dell’olio a 165°C max 180°C prendete lo spruzzino con acqua gelata e spruzzate il carciofo bene con l’acqua, si deve raffreddare un po’, e poi rimmergetelo nell’olio bollente. State attenti alla faccia che sicuramente l’olio a contatto con l’acqua scoppierà un po’, lasciate friggere il carciofo per circa 2 minuti.

    Metodo più safe:
  9. Tutto come sopra, asciugate i carciofi, allargateli e mettetene uno alla volta a friggere in olio bollente, la temperatura deve essere di circa 150°C/160°C facendo lo stesso movimento di apertura con le due forchette, e schiacciandolo sul fondo della pentola senza ustionarvi, in tutto ci vorranno 7/8 minuti.
    In entrambi i casi, una volta scolati i carciofi su carta assorbente, salateli e se volete metteteci un po’ di pepe.

    Carciofi giudia end result

Ciao, scusate se vi ho appesantito.

Foto: Ilaria Muri