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Yummy dummies - ricette a prova di incapacy

In cucina non sempre è vero che a tutto c’è rimedio, ma è vero che dietro ogni abominio culinario c’è sempre un perché e ve lo spiega Sofia, in arte Cucinare Stanca. Tutti i venerdì su DeAbyDay!

by Cucinare Stanca

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Les Madeleines: c’è un elefante in questa stanza

  • Difficoltà

    media

  • Categoria

    Dolci

  • Porzioni

    4

  • Tempo preparazione

    riposo 8 ore + 20 min

    PT20M

  • Tempo cottura

    10 min

    PT10M

  • Tempo totale

    30 min

    PT30M

  • Cucina

    francese

  • Cottura

    in forno

Perché per parlare di madeleines bisogna per forza parlare di Proust? Non possiamo semplicemente preriscaldare il forno e pensare alla ricetta? Intanto godiamoci queste delizie d'autore.

Perché per parlare di madeleines bisogna per forza parlare di Proust? Non possiamo semplicemente preriscaldare il forno e pensare alla ricetta? Intanto godiamoci queste delizie d'autore.

“There’s an elefant in the room” è un modo di dire, comparso per la prima volta sul  New York Times nel 1959, che si utilizza quando in un discorso fra due persone c’è qualcosa di enorme: un argomento che non viene affrontato e che si fa fatica a non affrontare.
Così come in questo articolo, quando si parla di madeleines l’elefante è Proust
Il collegamento a Proust in un testo che precede la ricetta delle madeleines sembra obbligato. Non si può dire “eccovi la ricetta incapacy”, si deve dire “Ecco le madeleines di Proust, la sindrome, il ricordo, il primo giorno d’asilo”.

L'ingombranza del "non detto"

Non mi va scusate, perché il mio proposito per quest’anno è quello di ignorare completamente i “non detti”, un esercizio di superficialità che penso di base faccia bene a tutti. Lo sintetizzerei come fanno le coatte come me: “chi c’ha qualcosa da dirmi me la dice”. Immaginare, anticipare e addirittura comportarmi di conseguenza rispetto a una volontà altrui da me immaginata è un mio talento innato, ma stancante perché quasi sempre, incredibilmente, non capiamo niente degli altri.

Entra il secondo elefante nella stanza: dovrei parlarvi di genitori silenziosi e criptici, e di quando uno a 11 anni ha bisogno di una spiegazione in più e non di una in meno, perché altrimenti uno quando è piccolo si abitua ad immaginare troppo e a darsi risposte a questioni che probabilmente l’altro neanche immagina. Ma neanche questo mi va, come per Proust.

Allora, se uno pensa a una ricetta… che testo perfetto è? Non ci sono sottotesti, o meglio, se ci sono non sono così importanti da farti fallire nella sua realizzazione, parliamo di ricette non inventate, di ricette affidabili. Un testo in cui nessuno ti può dire: “Ma tu lo sapevi, ma te lo avevo fatto capire”’. No, se le cose non ci sono scritte non esistono. È un testo rilassante: devi fare così, poi così, poi stai attento qui, inforni e ciao.

La ricetta è di Pierre Hermé, ecco cosa vi serve:

Ingredienti

  • 120 g di uova
  • 120 g di zucchero semolato
  • 100 g di farina 00
  • 3 g di lievito chimico per dolci
  • I semi di una bacca di vaniglia
  • 100 g di burro fuso tiepido

Ingredienti madeleine

La ricetta delle madeleines a prova di Incapacy

Allora, questa ricetta non è “espressa”: pure se ve pare una torta, il composto deve riposare per almeno 8 ore in frigorifero. Quindi ve lo dico all’inizio, proprio per non darvi la delusione dopo (no scherzo, solo per non contraddire il senso del testo che ho appena scritto, mica davvero per voi).

  1. Mescolate il burro fuso e i semi della bacca di vaniglia e lasciate da parte.
  2. Montate molto bene uova e zucchero, ci vorranno almeno 6/7 minuti.
  3. Aggiungete la farina già setacciata col lievito e solo alla fine il burro fuso e tiepido. Dietro alla parola tiepido dovete leggere quella “fallimento”: se lo mettete caldo perché per voi è tutto uguale, si smonta tutto e poi il ricordo di questa madeleine sarà amaro e amarissimo e l’elefante vi schiaccerà anche a marcia indietro.

    impasto madeleine

  4. Prendete questo impasto, mettetelo in un contenitore col coperchio e schiaffatelo in frigorifero per 8 ore almeno. Per questo io  lavorerei la sera e cuocerei la mattina.
  5. Preriscaldate il forno a 250°C statico.
  6. Imburrate e infarinate gli stampi se li avete di metallo; se invece li avete di silicone no. L’impasto non si cuoce bene nel silicone, ma non si stacca bene dal metallo se sieteseietei incapacy: dovete scegliere il male minore.
  7. Mettete una quantità di impasto nello stampo, che varia rispetto alla grandezza di quello  che avete. Ovviamente non lo dovete  riempire tutto perché c’è il lievito e crescerà.
  8. Cuocete 8/10 minuti.

Ciao baci

Foto: Ilaria Muri