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10 motivi per cui amiamo Gianni Morandi

Talento, esperienza, simpatia, freschezza, eterna gioventù. Gianni Morandi è un artista davvero speciale: non amarlo? Impossibile!

Talento, esperienza, simpatia, freschezza, eterna gioventù. Gianni Morandi è un artista davvero speciale: non amarlo? Impossibile!

Ah, Gianni Morandi! L’eterno ragazzo, una delle colonne portanti della musica leggera italiana, insieme a Toto Cutugno e Al Bano membro della trimurti in grado di mangiare in brodo di giuggiole qualsiasi repubblica post-sovietica. 50 i milioni di dischi venduti in tutto il mondo, tante le vite vissute da questo artista meraviglioso, in gara al Festival di Sanremo con Apri tutte le porte, brano scritto per lui da un altro Jovanotti senza età. Ecco dieci motivi per cui non possiamo fare a meno di amare Gianni Morandi, 77 anni compiuti a dicembre.

1. Perché è arrivato a 60 anni di carriera

Dove eravate nel 1962? I vostri genitori a malapena erano nati? Ecco, Gianni Morandi incideva già il suo primo singolo: Andavo a cento all'ora. E c’è andato davvero, nei primi anni di carriera, lanciando successi come Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, In ginocchio da te, C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones. Diventato famoso da minorenne, una hit sfornata dopo l’altra: il nostro Michael Jackson.

2. Perché ha fatto di tutto

«Nella bottega di mio padre, al mattino, prima di cominciare a lavorare lui mi costringeva a leggere ad alta voce alcune pagine del Capitale di Karl Marx», ha raccontato. Roba da Telefono Azzurro (che all’epoca non c’era), che evidenzia però come nella vita abbia fatto di tutto. Venditore di bibite al cinema e poi aiutante del papà ciabattino, Morandi è passato dalla Festa dell’Unità ai musicarelli in un battito di ciglia. Attore al cinema e in tv, oltre che cantante ovviamente. E presentatore: Morandi non solo ha vinto, ma anche condotto il Festival di Sanremo, nel biennio 2011/12. Ah, è pure stato suocero di Biagio Antonacci.

3. Perché la sua è una storia di riscatto

La storia è risaputa. Considerato un cantante tradizionalista e commerciale, negli Anni Settanta Morandi visse una profonda crisi professionale. Con il successo calato a picco, si iscrisse al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma per studiare musica nella sezione di contrabbasso «che aveva una bassa richiesta». Visto che per l’ingresso in conservatorio era richiesta la terza media e lui aveva solo la quinta elementare, presi il diploma a più di 30 anni. Il suo comeback con Canzoni stonate è secondo solo a quello di Cher con Believe.

4. Perché ha cantato Si può dare di più

Il riscatto di Morandi, ci piace pensarlo, viene raccontato in Uno su mille, canzone che parla di una forte voglia di riscatto ed è un invito a non arrendersi di fronte alle difficoltà della vita. Ma se parliamo di brani guilty pleasure, beh, Si può dare di più non ha rivali, soprattutto per chi (certo non l’autore di questo articolo) lo collega a dei ricordi d’infanzia. Umberto Tozzi leonino, Enrico Ruggeri con i capelli, Gianni Morandi pettinato come sempre, a Sanremo così come nel videoclip: gli Avengers della musica pop italiana.

5. Perché tifa Bologna

Embè, direte voi? Il sottoscritto diffida da sempre di chi non ama il giuoco del calcio, dunque il fatto che Morandi sia un appassionato e tifoso è sicuramente un punto a suo favore. Ma qui si va oltre: nel 1988 ha composto insieme ai colleghi Luca Carboni, Lucio Dalla e Andrea Mingardi, l'inno ufficiale della squadra, Le Tue Ali Bologna. E nel 2010, dopo aver partecipato alla cordata che ha salvato il club rossoblu dal fallimento, ne è stato persino nominato presidente onorario.

6. Perché è la dimostrazione che lo sport fa bene

«Dovevo fare il pugile. Un arbitro mi vide cantare in un caffè concerto a Bellaria, nei primi Anni Sessanta e fu incuriosito non dalla mia voce ma dalla lunghezza delle mie braccia e delle mie mani», ha raccontato. E non facciamo fatica a credergli. Appassionato di calcio, Morandi nel 1981 è stato tra i fondatori della Nazionale italiana cantanti, impegnata da allora in attività di solidarietà. Come podista, inoltre, ha corso dieci maratone e partecipato a un’altra quarantina di mezze maratone: l’attività fisica fa bene e il 77enne Morandi ne è la dimostrazione.

7. Perché non si prende sul serio

Totem della musica leggera italiana, Morandi ha il grande pregio di non prendersi sul serio. Molto prima di collaborare con Rovazzi, Il Gianni nazionale aveva duettato con Elio (e le Storie Tese) in Fossi figo: «Fossi figo tutti i giorni sarei in palestra/fossi figo starei ignudo alla finestra/fossi figo sarei il principe dell'adduttore/sarei il re dell'addominale/sarei il re della finestra». E poi: «Ammirerebbero i miei capelli/si, sono finti ma comunque sono molto belli»

8. Perché ha messo Monghidoro sulla cartina geografica

Figlio del ciabattino Renato e della casalinga Clara, Gian Luigi Morandi è nato l'11 dicembre 1944 in un paese dell'Appennino bolognese chiamato Monghidoro. È lui che ha messo questa cittadina sulla carta geografica. Non ci pare poco.

9. Perché ha delle mani enormi

La caratteristica fisica principale di Gianni Morandi è la misura spropositata delle sue mani. Vi immaginate le sberle, se dicessimo che NON lo amiamo?

10. Perché è tornato (in gara) a Sanremo

Lo ha fatto dopo ben 22 anni, visibilmente emozionato, ma con lo stesso entusiasmo di sempre. Con un bel pezzo dal gusto retrò. Grande Gianni!

Foto: mariano890@123rf.com