Che cos'è e come si ottiene l'ecobonus 110%

Sconto in fattura e cessione del credito d'imposta alle banche: è il doppio meccanismo con cui gli italiani possono effettuare gratuitamente interventi finalizzati al risparmio energetico nelle proprie abitazioni. Le cose da sapere. 

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A partire dal 1° luglio e fino al 31 dicembre 2021 gli italiani possono beneficiare del ‘Superbonus’ previsto dal Decreto Rilancio, che ha finalmente terminato l’iter di conversione in legge: confermato dunque l’avvio della detrazione che permetterà di effettuare gratuitamente, nelle proprie abitazioni, specifici interventi finalizzati al risparmio energetico. Ecco come accedere al cosiddetto Ecobonus potenziato, che prevede una detrazione al 110%, chi ne ha diritto e per quali lavori si può utilizzare.

Ecobonus potenziato per quali interventi si può ottenere

Come spiega il testo del decreto, è possibile ottenere detrazioni maggiorate per «interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo» e per «interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione».

Per quanto riguarda i massimali, nel primo caso la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 60 mila euro (moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio), che nel secondo caso scende a 30 mila. L’ecobonus al 110% sarà applicato anche all’installazione di pannelli solari, fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 48 mila euro e ad altri interventi effettuati insieme a quelli principali, come la sostituzione degli infissi, l’installazione di schermature solari e di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. In ogni caso, gli interventi eseguiti dovranno assicurare il miglioramento di almeno due classi di efficienza energetica.

Sconto in fattura e credito alle banche

L’ecobonus con super detrazione al 110%, che consentirà alle famiglie di fare lavori in casa a costo zero, prevede un doppio meccanismo: sconto in fattura e cessione del credito d’imposta anche alle banche. Il Decreto Rilancio prevede infatti che il contribuente possa scegliere di usufruire dell’ecobonus sotto forma di una riduzione nella fattura emessa dal fornitore dei lavori, che a sua volta potrà recuperare tale sconto in forma di credito di imposta ceduto ad altri, tra cui intermediari finanziari e istituti bancari. Attenzione: la cessione del credito e lo sconto in fattura non si applicano solo all’ecobonus del 110%, ma anche ai lavori di recupero del patrimonio edilizio e all’adozione di misure antisismiche, rientranti nel cosiddetto ‘sismabonus’. E attenzione bis: sebbene abbiano finalità simili, l’ecobonus 110% e l’ecobonus auto sono due misure differenti, che si riferiscono ad ambiti diversi.

Da chi può essere richiesto

L’ecobonus del 110% può essere richiesto per i lavori effettuati dai condomini, da persone fisiche al di fuori dell’attività di impresa, dagli Istituti autonomi case popolari (per interventi su immobili di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei Comuni), dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa (per interventi su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci), da enti del terzo settore, da associazioni e società sportive dilettantistiche. In ogni caso, l’agevolazione al 110% non spetta per lavori effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).

Come accedere al bonus

Per accedere all’ecobonus 110% sono necessari: l’attestato di prestazione energetica pre e post lavori; l’asseverazione da parte di un tecnico abilitato che stabilisca il rispetto dei requisiti prestazionali e la congruità delle spese (trasmessa poi all’Enea); il visto di conformità rilasciato da commercialista, Caf o intermediario abilitato. La non veridicità delle attestazioni o asseverazioni, ovviamente, comporta la decadenza dal beneficio per il contribuente.

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