Biomimetica: il fotovoltaico diventa organico

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Estratti vegetali al mirtillo e alghe al posto del silicio per realizzare pannelli solari ecosostenibili, a basso costo e con alti livelli di efficienza. 

Già dai primi anni Novanta si parlava di solare organico e ora gli scienziati sono riusciti a realizzare moduli solari che usano estratti vegetali al posto del silicio.

Nel tentativo di imitare il più possibile la natura, avvicinandosi sempre di più a una fotosintesi artificiale, si sono ideati pannelli in grado di raggiungere alti livelli di efficienza e che potranno diventare un sostituto più ecosostenibile dei moduli solari tradizionali.

Le dye-sensitized solar cell (Dssc), realizzate nel 1991 da Michael Grätzel al Politecnico di Losanna, presentano estratti naturali in grado di assorbire la luce e di trasferire gli elettroni a uno strato di biossido di titanio, quindi la carica si trasmette a un fluido elettrolita a base di iodio.

I ricercatori del Chose, il centro di ricerca della Regione Lazio che dal 2006 studia il solare organico, nel tentativo di migliorare l’efficienza delle celle stanno facendo esperimenti su molecole estratte dalle alghe.

Intanto nei laboratori romani si cerca un modo per industrializzare su scala più vasta, le celle a base di succo di mirtillo che sono già arrivate sul mercato con tastiere e zaini solari.

Le tecnologie Dssc costituiscono un’ottima alternativa rispetto ai sistemi tradizionali, sia per vantaggio economico sia perché eco-friendly, in quanto permettono un migliore riciclo degli elementi, con minore impatto ambientale.

Ma ci sono aspetti critici ancora da risolvere perché l’efficienza di celle con estratti vegetali è bassa, anche se negli ambienti chiusi ottengono performance superiori ai moduli a silicio: la cella di Grätzel anche in casi di illuminazione non ottimale converte la luce in energia, ad esempio in una stanza con lampade a fluorescenza, la Dssc raggiunge un’efficienza del 24%.

Foto © Grecaud Paul - Fotolia.com

Dssc nell’edilizia

Il consorzio Dyepower, di cui fanno parte le Università di Ferrara, Torino e Tor Vergata con il Chose, insieme a colossi come Erg e Permasteelisa, lavora per industrializzare la tecnologia Dssc anche nell’edilizia.
 

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