Scorie radioattive, nasce l'Osservatorio per la chiusura del ciclo nucleare

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Nasce l'Osservatorio per la chiusura del ciclo nucleare: si dovranno smaltire 55 mila metri cubi di scorie radioattive disseminate in giro per il nostro Paese. 

Sono circa 55 mila i metri cubi di rifiuti radioattivi presenti nel nostro Paese: si tratta di un’eredità gravosa, difficile da gestire, risultato dalla nostra breve stagione nucleare.

Per tentare di trovare una soluzione a questa delicata questione è sorto l'Osservatorio per la chiusura del ciclo nucleare, un organismo indipendente proposto dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile insieme a Sogin, la società del ministero Economia e Finanze incaricata del decommissioning.

Obiettivo dell’Osservatorio è la bonifica e l’eliminazione di ogni residuo radioattivo dai vecchi impianti di produzione del combustibile nucleare e dai laboratori di ricerca oltre che dalle centrali nucleari.

L’operazione di smantellamento porterà alla produzione di 54.800 metri cubi di rifiuti radioattivi di cui 10.400 ad alta attività e altri 44.400 a media e bassa attività.

Tra questi rifiuti radioattivi sono compresi anche quelli che derivano da attività diagnostiche e terapeutiche di medicina nucleare quelli provenienti da alcuni settori industriali: un numero che per ora ammonta a 15 mila metri cubi, con un tasso di crescita di 500 metri cubi all'anno.

A contenerli sarà una struttura della capacità di 90 mila metri cubi: un deposito di superficie temporaneo cioè per un tempo minimo di 300 anni mentre, per le scorie con una vita lunga centinaia di migliaia di anni, verrà allestito un deposito europeo.

Dopo i due referendum che hanno sancito il definito rifiuto del nucleare, il nostro paese ha assunto un ruolo significativo a livello internazionale il che implica importanti opportunità nell’ambito del business del decommissioning.

La chiusura del ciclo nucleare rappresenta un’opportunità unica ma anche una notevole responsabilità per superare la situazione precaria e insicura in cui ci troviamo e per garantire maggiore sicurezza alle generazioni future.

Foto © tiero - Fotolia.com

Miliardi in vista

Da oggi al 2050 si produrrà un fatturato pari a 165 miliardi di euro, destinato a crescere fino a 600 miliardi di euro se si tiene conto della bonifica del territorio occupato dagli impianti nucleari.
 

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